La prima stagione di Utopia, il remake americano della serie cult britannica, è disponibile da oggi su Amazon Prime Video Italia e tra i protagonisti c’è Rainn Wilson, già amato protagonista di The Office, nel ruolo di uno scienziato che si ritrova coinvolto nella cospirazione alla base della trama mentre cerca di creare un vaccino per porre fine alla minaccia rappresentata da un misterioso virus. Un ruolo, quello di Michael Stearns, centrale all’interno della narrazione e che, soprattutto nella seconda parte del racconto, permette di mostrare gli eventi dalla prospettiva di una persona dai forti principi morali e dedicato al bene dell’umanità e ora alle prese con rivelazioni inaspettate e situazioni disturbanti, oltre che potenzialmente mortali.

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L’attore, durante una roundtable virtuale con la stampa, ha spiegato i motivi per cui è rimasto conquistato dalla figura dello scienziato:

Il dottor Michael Stearns è un personaggio che amo molto. Inizia come uno scienziato di basso livello, poco stimato, poco considerato, poco pagato e persino poco rispettato. Nel corso della stagione, invece, cresce così tanto e ha un’incredibile avventura, venendo trascinato sotto i riflettori dei mezzi di comunicazione nazionali. Nonostante tutta questa attenzione a cui viene sottoposto mantiene la sua integrità, scopre molte verità legate alla cospirazione ed è davvero divertente. Penso, che per molti aspetti, il dottor Michael Stearns, sia come Anthony Fauci negli Stati Uniti: è uno scienziato dalla grande integrità, è un uomo di scienza, sostiene la verità, cerca di rendere il mondo un posto migliore nonostante le persone dubitino di lui.

Wilson ha inoltre ammesso di aver conosciuto bene la scrittrice Gillian Flynn, autrice della sceneggiatura della serie, soltanto sul set e ha svelato quali aspetti lo hanno colpito maggiormente:

Conoscevo un po’ le opere di Gillian Flynn e collaborando con lei per realizzare lo show sono stato elettrizzato perché è brillante. Ha un’immaginazione così contorta e un senso dell’umorismo dark e sembra una casalinga completamente totalmente normale, elegante, dall’aspetto di una persona che vive nella periferia di Chicago. C’è questo contrasto con la sua immaginazione, ma è incredibile nel suo modo di scrivere: i personaggi escono letteralmente fuori dalle pagine, è divertente, sorprendente e sono davvero felice di lavorare con lei.

Un po’ come accaduto con The Office, Rainn si è ritrovato sul set a interpretare un personaggio al centro di un remake di un progetto britannico, ma questo non ha rappresentato per lui un problema:

Penso sia davvero eccitante avere un’altra opportunità di prendere una premessa davvero britannica per quanto riguarda lo show e renderla americana, propria, trovando un modo nuovo per raggiungere un pubblico ancora più ampio. Gli sceneggiatori britannici sono fantastici nel creare, lo sono fin dai tempi di Shakespeare, e stanno continuando questa tradizione nel settore cinematografico e televisivo. Gli americani sono bravi a prendere le idee degli altri e sfruttarle per guadagnare tanti soldi! Penso sia un’idea brillante e Gillian l’abbia resa molto americana e contemporanea, rivolgendosi a un pubblico globale. Si tratta di uno show eccitante e in grado di intrattenere tutti.

Nella serie Utopia si assiste allo scoppio di una pandemia e alle prime reazioni alla diffusione del virus, situazione che si è inaspettatamente rispecchiata nella realtà. L’interprete dello scienziato ha sottolineato:

Penso sia sconvolgente che dopo pochi mesi dalla fine delle riprese sia scoppiata una pandemia globale. Mandare messaggi al cast e a Gillian Flynn chiedendoci ‘Cosa sta accadendo? Il mondo vero sta riflettendo il nostro show con un virus, le cospirazioni, la ricerca di un vaccino…’ è stato surreale. E la paura, i dubbi. Spero che gli spettatori capiscano che si tratti di intrattenimento, divertente e contorto, e riescano ad apprezzarlo, magari dimenticando la vera pandemia pensando a quella finta.

Oltre ai fatti che potrebbero avere dei legami con la realtà, anche la rappresentazione dei personaggi, secondo Wilson, è vicina alla quotidianità degli spettatori. La star ha ribadito:

Credo che la serie parli di persone sottovalutate, comuni che si trovano al centro di una cospirazione che si trasforma in un’avventura. Penso che sia qualcosa in cui sia facile immedesimarsi perché ci siamo sentiti tutti, prima o poi, emarginati, bloccati in qualche evento complicato e cercando di capire cosa sia vero e cosa no. Al centro della storia c’è un elemento all’insegna della grande verità.

Il dottor Michael Stearns diventa così una presenza particolarmente importante, soprattutto considerando le azioni e le scelte alle volte spietate compiute dagli altri protagonisti. Un elemento, quello legato alla morale, particolarmente interessante anche per il suo interprete:

Gillian ha sempre visto il mio personaggio come un personaggio all’insegna dell’integrità e come un uomo che si basa sulla scienza e ha voluto quella prospettiva. Ci sono tanti personaggi che sono confusi, non sanno chi è buono o cattivo, cosa aspettarsi. Michael cerca invece sempre di basarsi sulla scienza, non gli importa degli aspetti economici e non si lascia corrompere. Credo che questo lo renda molto vicino al pubblico e gli spettatori possono realmente fare il tifo per lui.

Negli otto episodi non mancano molti momenti violenti, tuttavia rimane sempre un progetto in grado di intrattenimento:

Penso che Utopia sia incredibilmente disturbante, molto divertente e avventurosa, ma è molto vicina alla società contemporanea. Non è come Stranger Things con i mostri che escono fuori e sai che non può accadere. Questa serie è più “realistica” e questo può causare un po’ di inquietudine, ma spero sia davvero in grado di intrattenere.

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Rainn Wilson è poi tornato a parlare del ruolo della violenza nei progetti cinematografici e televisivi, spiegando inoltre come Utopia sia comunque stata ideata per intrattenere gli spettatori:

La violenza nell’intrattenimento è un po’ complicata da gestire. Non si può ignorare che nel mondo reale la violenza abbia un ruolo nella vita degli altri e parte degli spettatori la apprezzano, ma al tempo stesso non possiamo essere gratuiti e mostrare spargimenti di sangue e situazioni sopra le righe. Descrivo sempre lo show come Stranger Things che incontra Quentin Tarantino. Ci sono questi personaggi giovani che vivono questa avventura e poi ci sono persone che sparano in faccia agli altri, altri momenti violenti. Credo che se la serie funzionerà dal punto di vista creativo offrirà al pubblico dell’intrattenimento davvero divertente e in grado di distrarli dai propri problemi e al tempo stesso riflette ciò che sta accadendo al mondo, parla di cospirazioni che si fanno strada nell’opinione pubblica, e si può in un certo senso avere un commento dark sulla società.

Che ne pensate dell’interpretazione di Rainn Wilson nella prima stagione di Utopia? Lasciate un commento!