Netflix Italia ha una sede e una vice presidente delle serie originali, cioè Eleonora Andreatta, da meno di un anno ma Zero viene da prima. Ilaria Castiglioni, content executive local language originals di Netflix per l’Italia, ci lavora da due anni, cioè da quando è entrata a Netflix da Indiana (e la sede era ancora ad Amsterdam) ma la serie addirittura precede anche lei, era stata attivata, cioè aveva avuto il via allo sviluppo, ancora prima.

Zero non è una serie come le altre, è uno show con una responsabilità” è la maniera in cui Ilaria Castiglioni, mette in chiaro che, nonostante l’ingerenza e la presenza di Netflix nella produzione non sia stata diversa dal solito, la piattaforma ci tiene più del solito ed è presente, almeno nella fase di promozione, più del solito. “Io in prima persona mi sono sentita molto responsabile per questo prodotto che è stato gestito da Fabula Pictures sotto il nostro occhio”.

La serialità di nuova generazione in Italia ha sempre puntato sui contenuti duri, il racconto del male e gli antieroi. Sta cambiando qualcosa?

“Ci sono diverse di prime volte in questa serie e concordo con Antonio Dikele Distefano quando dice che la nostra volontà era approcciarci a Zero normalizzando. In parole povere non volevamo il Gomorra dei seconda generazione ma una storia con un elemento di divertimento, intrattenimento e positività, che credo sia la caratteristica del cast poi. L’importante era non prendere questa storia troppo di petto, non volevamo fare un racconto moralizzante o cupo ma divertire con una storia fantastica, di grande intrattenimento e leggerezza”.

Zero Anna

Per questo avete optato per il formato da 25 minuti circa?

“Sì, lo stiamo sperimentando molto in questo periodo. Abbiamo un’altra serie che uscirà tra poco così, più altre che verranno nei prossimi mesi”.

È una tendenza di Netflix a livello globale che avete recepito o una vostra decisione?

“Netflix non ha mandati a livello globale, perché i paesi sono troppo diversi tra di loro e ci sono troppe specificità. La Francia ad esempio ha anche sperimentato il formato da 10 minuti. Ogni paese adatta i formati al contenuto che produce”.

Anche Netflix Italia arriverà a serie da 10 minuti?

“Posso dire che anche noi lavoreremo prossimamente su formati più brevi di quello di Zero”.

Come mai se si esclude Summertime (SKAM non lo considero perché sulla piattaforma ci è arrivato solo ad un certo punto) Netflix Italia non ha puntato sulle serie leggere?

“Netflix in realtà ha un tono sempre ironico, anche Suburra, che è una serie dura, ha dei momenti che alleggeriscono. C’è ironia. E la quota di ironia degli show di Netflix è alta. Addirittura anche Curon, che era bella cupa, aveva grossi elementi di ironia e autoironia. Ci piace giocare con i toni, far divertire, non deprimerci e avere la capacità di sorridere mescolando i toni, com’è nella vita. Zero a questo proposito ha la peculiarità di avere un gruppo di amici che tiene insieme una linea romantica, una del gruppo e una crime che riguarda il Barrio e una mitologica con i poteri. Ecco la complessità di tutte queste linee non doveva creare problemi di comprensione e questo ci ha spinto ad essere molto chiari nei dialoghi e con la narrazione. Non potevamo dare nulla per scontato”.

zero netflixSei riuscita a non rispondermi, sarò più chiaro: vi state muovendo verso la produzione di contenuti più leggeri?

“Sì, stiamo sperimentando anche altre tipologie di generi. La commedia non è facile ed è vero che non è stata tanto praticata, ad ogni modo abbiamo già annunciato Generazione 56K in cui sono coinvolti anche i TheJackaL e poi la serie di Zerocalcare, che avrà i suoi toni altamente ironici e profondi”.