La serie La ruota del Tempo è arrivata oggi su Amazon Prime Video portando sul piccolo schermo l’epica saga fantasy ideata dallo scrittore Robert Jordan grazie al lavoro compiuto dal produttore e showrunner Rafe Judkins.

Ambientata in un mondo epico e tentacolare in cui la magia esiste e solo alcune donne possono utilizzarla, la storia segue Moiraine (Rosamund Pike), componente di una organizzazione tutta al femminile incredibilmente potente e chiamata Aes Sedai, al suo arrivo a Two Rivers. Lì inizia un pericoloso viaggio intorno al mondo insieme a cinque giovani uomini e donne, uno dei quali si profetizza sia il Drago Rinato, destinato a salvare o a distruggere l’umanità.

Lo sceneggiatore ha condiviso qualche curiosità sulle varie fasi della creazione del progetto e sulla collaborazione con Rosamund Pike in occasione di un’intervista che ci ha rilasciato per presentare l’atteso progetto.

La ruota del tempo è stata pubblicata a partire dagli anni ’90, come avete lavorato per rendere la storia della saga ancora attuale?

Una delle cose che mi ha attirato fin dall’inizio dalla storia della saga La ruota del tempo è che dopo tutti questi anni sembra ancora attuale e ci sono così tanti elementi che sono iconici e unici, che non sono ancora stati realizzati in televisione nonostante così tanti progetti fantasy siano stati realizzati negli ultimi cinque anni. Questo mi entusiasma e sono felice di immergermi in questo mondo: non dobbiamo creare nulla di nuovo per la serie, ma sfruttare gli elementi migliori a nostra disposizione.

Nei primi tre episodi c’è un susseguirsi di eventi e vengono introdotti molti personaggi, come avete lavorato per introdurre gli spettatori nel mondo della serie?

Uno degli aspetti più complicati è stato trovare un equilibrio tra i vari personaggi perché è una storia collettiva e dovevamo introdurre chi sono, quali sono le motivazioni di ognuno di loro, che li fa andare avanti ogni giorno. Quando ci sono questi passaggi all’insegna dell’azione è veramente importante capire per cosa stanno lottando, in caso contrario sono momenti fini a se stessi. Quando stavamo scrivendo gli script ci siamo concentrati sul permettere agli spettatori di capire realmente i personaggi, quello che vogliono e il percorso che stanno compiendo dal punto di vista emotivo, in modo da capire quale è stato il processo nel momento in cui arrivamo ai momenti più spettacolari e ricchi di azione.

Sei un grande fan della saga creata da Robert Jordan, c’è qualche elemento che ti è dispiaciuto modificare o eliminare nell’adattamento televisivo?

Ci sono così tante cose che devi tenere in considerazione. Io amo i romanzi e vorrei adattarli così come sono, ma non è pratico dal punto di vista dell’adattamento per la televisione. Si è obbligati a cambiare qualche elemento e l’ho accettato, concentrandomi sul tentativo di trovare il miglior modo per raccontare la storia dei libri.

Hai avuto occasione di lavorare in show come Agents of S.H.I.E.L.D. che poteva contare su fan molto attenti ed esigenti, queste esperienze ti hanno insegnato qualcosa di utile nell’avvicinarti allo sviluppo della serie La ruota del tempo?

Molte delle serie a cui ho lavorato prima di iniziare a sviluppare La ruota del tempo avevano un seguito così attento e semplicemente essere sul set, essere coinvolto nella post-produzione, seguire lo sviluppo dello show, tutti gli aspetti del processo della creazione e della realizzazione mi hanno aiutato a capire come gestire un progetto così grande, come usare ogni elemento e ora posso applicare quello che ho imparato su qualcosa di ancora più ambizioso. Lavorare a qualcosa come Agents of S.H.I.E.L.D. impari davvero come si realizza una serie televisiva e a evitare errori banali, compiendo solo quelli complicati!

Il cast è composto da molti giovani attori, molti alle prese con le prime esperienze, come avete lavorato per trovare gli attori giusti?

Stavamo cercando di trovare persone che si sentissero realmente vicini ai personaggi e abbiamo trascorso moltissimo tempo occupandoci del casting, siamo andati in tutto il mondo, abbiamo visto audizioni di attori con esperienze diverse, cercando realmente individui che fossero incredibili attori. Non è stato un compito facile perché dovevamo costruire questa serie epica e dovevano interpretare dei personaggi così conosciuti e dovevano essere in grado di interpretare il percorso che compiono. Per le audizioni abbiamo creato per tutti gli attori delle scene legate a quello che accadrà più avanti nella storia per capire se sarebbero stati in grado di arrivare dove volevamo dal punto di vista dell’interpretazione.

Avete avuto il rinnovo per una seconda stagione ancora prima di concludere il lavoro sulla prima, avete già parlato di quanti episodi vorreste realizzare?

Non importa realmente quello che posso decidere io, è una decisione ovviamente dello studio, ma è una storia davvero immensa nei romanzi. La ruota del tempo è inoltre famosa per avere uno dei migliori finali tra le saghe fantasy, quindi il nostro obiettivo è arrivare a quel punto. Saremo fortunati se avremo a disposizione sette-otto stagioni per raccontare la storia nella sua interezza. Per ora stiamo compiendo il percorso per arrivare a quel punto. Stiamo procedendo costantemente con la speranza e il pensiero di arrivare a quell’epilogo.

La colonna sonora dei primi tre episodi è particolarmente interessante e originale, come avete lavorato su questo elemento?

Dal punto di vista musicale volevamo realizzare qualcosa che fosse realmente unico. Quando abbiamo coinvolto Lorne Balfe è stato incredibile perché la prima cosa che mi ha chiesto è stato di mandargli le canzoni che stavo ascoltando mentre stavo scrivendo la sceneggiatura. Così gli ho mandato la mia playlist che era composta da molti brani bluegrass e di genere Americana, sonorità sudamericane. Amo quel tipo di musica e in più l’autore era di Charleston, South Carolina, quindi c’è qualcosa di quel tipo di musica che sembra parte del mondo della saga La ruota del tempo. Lorne è stato in grado di prendere tutte queste diverse influenze e quelle legate ai progetti fantasy fondendole insieme creando un sound davvero unico senza mai distrarre lo spettatore da quello che sta accadendo, ma se si presta attenzione a quell’elemento ci si accorge che c’è qualcosa di davvero speciale.

Rosamund Pike, nelle prime tre puntate, è alle prove con un’interpretazione emozionante e con scene d’azione in cui usa i suoi poteri. In che modo avete creato quei momenti della storia?

Siamo davvero fortunati nell’avere Rosamund Pike nel cast del nostro show perché collabora in modo incredibile. Quando abbiamo iniziato a parlare del potere del suo personaggio per me era realmente importante che le donne che lo stanno usando fossero parte della creazione di questo elemento, contribuissero a ideare come sarebbe stato mostrato. Abbiamo lavorato con lei, chiedendole cosa pensava fosse, cosa credeva si provasse usando quel potere, che tipo di movimenti avrebbe fatto toccando questi elementi naturali. Volevamo continuare a farlo con le donne anche successivamente, in modo che ogni donna che è coinvolta nella serie potesse mettere un po’ di se stessa nel modo in cui viene usato il potere.