È stato un intenso finale di metà stagione quello di Grey’s Anatomy, probabilmente anche quello che più di tutti colpisce al cuore in termini di soverchiante emergenza vissuta da ospedali e personale medico a causa della pandemia. Non tutto è pienamente riuscito in questo episodio, ma alcune storyline risultano particolarmente soddisfacenti e portano finalmente al pettine nodi che erano ignorati da troppo tempo.

LEGGI – Grey’s Anatomy 17×05: un nuovo lutto colpisce il Grey Sloan Memorial

Partiamo da una delle storyline che ci hanno convinti di meno e che coinvolge Andrew DeLuca, ma una trama che non riguarda necessariamente questo episodio, quanto piuttosto l’arco narrativo della stagione nel suo insieme. Forse sarà anche campanilismo, ma siamo convinti che il personaggio interpretato da Giacomo Gianniotti avrebbe meritato di meglio. La scorsa stagione si era conclusa con un Andrew completamente fuori controllo ed in balia dei suoi problemi, mentre la 17^ si è riaperta con il medico in uno stato mentale completamente diverso, deciso a prendersi cura di sé ed a fare tutti i necessari passi per controllare la sua malattia in un vuoto narrativo che abbiamo sempre trovato fastidioso e che ha impedito al pubblico di seguire la strada di Andrew verso la guarigione.
In No Time for Despair è stato poi reintrodotto un personaggio che aveva causato la peggiore crisi che DeLuca aveva affrontato lo scorso anno e cioè la donna responsabile del traffico di minori che Andrew aveva apertamente accusato senza essere creduto da nessuno, fino a che la verità non era venuta finalmente fuori e la Bailey, per prima, aveva dovuto affrontare il senso di colpa di non avergli dato ascolto.
Quando in ospedale arriva infatti un paziente accusato di aver rapito due minorenni di colore, riuscite a liberarsi appiccando un incendio nella casa dove erano tenute prigioniere, sulla scena torna la misteriosa donna dai capelli rossi coinvolta nel traffico e decisa probabilmente a chiudere per sempre la bocca del suo complice. Nell’uscire dall’ospedale Andrew la vedere e decide di seguirla, ma viene intercettato da Carina. Prima di decidere di accompagnarlo nel pedinamento, Carina – anche se solo per un attimo – mette però in discussione le parole del fratello, un’atteggiamento comprensibile, considerata la sua esperienza personale, ma anche discutibile visto quello che era successo nella stagione precedente, il danno che la loro incredulità aveva causato ed il fatto che da tempo Andrew non ha dato alcun segno di ricaduta.

Se la trama dedicata a DeLuca non ci ha lasciati interamente soddisfatti, quella di Teddy e invece motivo di totale appagamento, soprattutto quando (finalmente!) Richard interrompe le continue lamentele della collega su come tutto il mondo ce l’abbia con lei e le dice a chiare lettere di prendersi le proprie responsabilità e piantarla di comportarsi come se tutti fossero causa dei suoi mali tranne se stessa. La ciliegina sulla torta arriva poi con un dialogo fuori dall’ospedale tra lei ed Owen, in cui Teddy cerca di giustificare le sue azioni parlandogli di Allison e di come la loro relazione sia stata l’unica cosa che gli abbia mai nascosto prima di Tom. Owen tuttavia le scoppia letteralmente a ridere in faccia, le dice di non averla mai davvero conosciuta e la accusa di aver dato alla loro figlia il nome di una donna che è il simbolo di tutte le bugie che stava raccontando a lui ed a se stessa a due passi dal matrimonio. Gioco, partita, incontro.

Per la prima volta abbiamo avuto anche un moto di affezione nei confronti di un personaggio che fino ad ora ci aveva lasciato del tutto indifferenti. Quando Winston si presenta infatti alla porta di Maggie, il sollievo di lei e l’abbraccio nel quale si stringono è piuttosto commovente, considerato lo stress a cui è stata esposta ultimamente ed il pensiero che Winston tenga così tanto a lei è sicuramente consolatorio.
Maggie è inoltre protagonista di uno scambio piuttosto intenso con Amelia, che ha tuttavia qualcosa di forzato. L’argomento è chiaramente delicato e quanto Maggie dice è indubbiamente vero, non solo infatti le persone di colore sono tra le principale vittime di questa pandemia negli Stati Uniti, ma l’aver assistito ad un predatore sessuale che ha tentato di rapire due ragazze di colore, la porta a denunciare il fatto che, quando cose del genere accadono a persone di colore, passano quasi sempre del tutto inosservate, come se il colore della loro pelle le renda meno vittime. Quello affrontato dagli autori tramite lo sfogo di Maggie è chiaramente un problema sociale di notevole importanza e peso, ma la reazione di lei sembra onestamente troppo casuale e “da copione” per essere davvero toccante.

Ed infine abbiamo Meredith. L’episodio inizia con un entusiasmo generale per il suo stato di salute: dopo 8 giorni trascorsi quasi interamente a dormire, il trial clinico sta dando i suoi frutti e lei sembra sulla via della guarigione, tanto da riuscire ad intrattenersi più che piacevolmente con Tom Koracick e salvare persino la vita di una vicina di camera in codice rosso che riesce ad intubare prima di svenire tra le braccia di Helm. Riuniti intorno al suo capezzale, Teddy annuncia ai suoi amici che il suo stato di salute si è improvvisamente deteriorato e che la sua unica speranza è quella di essere intubata. Nonostante Meredith non voglia nessun accanimento terapeutico, Richard decide di darle questa possibilità e dà il permesso alla Altman di procedere con l’intubazione e mentre la protagonista della serie affronta probabilmente la sua più difficile battaglia (e torna contestualmente nella sua spiaggia con i suoi fantasmi), l’ospedale si prepara letteralmente alla guerra contro il COVID, cercando in tutti modi di aumentare i posti letto a loro disposizione e salvare più vite possibili, mentre i medici del Grey Sloan non hanno nemmeno più il tempo – proprio come la Bailey – di elaborare i loro stessi lutti.

La 17^ stagione di Grey’s Anatomy tornerà in onda negli Stati Uniti sulla ABC dopo una lunga, lunga pausa giovedì 4 marzo. In Italia la serie va è trasmessa ogni martedì su Fox.