La recensione della seconda stagione di Prisma, disponibile su Prime Video dal 6 giugno

La seconda stagione di Prisma non ricomincia con semplicità; ti rigetta addosso tutte le vicende come se non fosse passato un giorno dalla fine della prima, riparte senza nessun rodaggio o accompagnamento dello spettatore. Fin dalla prima puntata riprende il suo ritmo (che non è certo elevato, ma è un ritmo preciso e costante) e la cosa può creare un po’ di confusione. I primi due episodi sono i più caotici, a meno di non vederli attaccati agli ultimi della stagione precedente. Poi, già a partire dal terzo, si sente la nuova mano e comincia a tutti gli effetti una nuova stagione.

È la nuova mano di Ludovico Bessegato e Francesca Scialanca, che prende il posto di quella di Ludovico Bessegato e Alice Urciuolo, meno contemplativa di prima, più focalizzata su un intreccio (o meglio, una serie di intrecci) che obbliga i protagonisti a muoversi e agire continuamente, e capace di spaziare tra i gene...