Come si lancia una serie di successo? Con un pilot forte, sicuramente, ma oggi non basta più. Servono ingenti quantità di denaro, una pianificazione su più stagioni e un ambizioso investimento in anni di ricerca e sviluppo. È quello che stanno facendo le principali piattaforme streaming in quella che si può definire come una guerra dei contenuti. Tra le tante carte che verranno giocate, Amazon Prime Video sta estraendo dal suo mazzo quella de La Ruota del Tempo. Una serie ambiziosa che debutterà sulla piattaforma il 19 novembre e che è già stata rinnovata per una seconda stagione. 

A fare da showrunner c’è Rafe Judkins, veterano della tv che ha lavorato sotto traccia in serie come Agents of S.H.I.E.L.D e Chuck. La Ruota del Tempo (The Wheel of Time) è tratta dalla serie di romanzi scritti da Robert Jordan. Un’epica letteraria di ampissimo respiro, scritta nell’arco di più di vent’anni per un totale di 14 volumi. In un lungo speciale, GQ ha raccontato ciò che avviene sul set e le smodate ambizioni del progetto.

Senza girarci troppo intorno: La Ruota del Tempo ambisce ad essere il nuovo Trono di Spade. Un kolossal fantasy basato sul world building e gli intrecci di uno sconfinato numero di personaggi per almeno 5-6 stagioni. Più sono, meglio è. I soldi non sono un problema, si dice nell’articolo, non in questo caso.

Costruire tutto da zero

Solitamente prima di iniziare a girare si cercano i teatri di posa più funzionali (tra location ed eventuali tax credit) e si noleggiano gli spazi per il periodo necessario al completamento delle riprese. Per La Ruota del Tempo tutti i luoghi erano o troppo piccoli o già occupati. La soluzione più agile, per una serie che si può permettere di spendere 10 milioni a episodio, è stata quella di costruire a Praga una enorme struttura (più di trentamila metri quadrati). Lì dentro c’è tutto quello che serve: un ufficio per gli effetti speciali, il reparto costumi, l’armeria, la gioielleria con le stampanti 3d. Ci sono tutti gli uffici individuali per gli sceneggiatori, contabilità, scenografie e molto altro. L’intera produzione si è spostata a Praga e starà lì, in pianta stabile, per anni.

Questo ha comportato una scelta di vita per gli attori (tra cui la star Rosamund Pike). Girare un progetto di questo calibro significa impegnarsi, in caso di auspicabile successo, per un lasso di tempo non indifferente, trasferendo la propria vita in un altro paese. Serve una grande capacità di adattamento, e un calendario totalmente libero per dedicarsi interamente alla lunga lavorazione. Per questo non fu semplice la scelta del cast.

La ruota del tempo

La Ruota del Tempo è recentemente uscito da un “labirinto hollywoodiano” di proprietà intellettuali e di diritti di sfruttamento. Il libro era stato opzionato da due persone slegate dal mondo del cinema, Mike Weber e Ted Field. I due avevano ceduto i diritti in licenza alla Universal, che ha sviluppato la storia come un lungometraggio per poi accantonarlo. Il contratto prevedeva che qualora si mandasse in onda un episodio della serie tv i diritti sarebbero andati totalmente alla Universal. Così, una notte del 2015 sul canale FXX si trasmise una puntata (senza seguito) che adattava il prologo del primo libro. Dopo questa proiezione il film non è stato più riproposto. Servì però a sciogliere diversi nodi sui diritti.

La Ruota del Tempo: un Trono di spade Woke?

Il progetto di Judkins vuole correggere l’ipermascolinità di show fantasy come Il Trono di Spade. “Anche le grandi donne del Trono di Spade, sono eccezioni alla regola. E in questo show non lo sono”, ha detto lo showrunner. Desidera abbracciare l’aspetto più intimo della storia originale, non solo quello spettacolare. Sarà uno show meno improntato da immagini brutali di un mondo spietato, ma un viaggio di e con i suoi personaggi in testa. Mira in questo modo sia a rispettate le aspettative dei lettori del libro che ad attirare nel franchise nuovi appassionati, magari generalmente distanti dal mondo fantasy.

Un’enorme produzione che, proprio in funzione della sua scala, non è esente da problemi dell’ultimo minuto. Come ad esempio la reperibilità della materia prima dei costumi. Isis Mussenden, costumista della serie, ha disegnato 350 costumi per i primi due episodi. È dovuta andare di persona a Madrid, Londra e Nuova Delhi per acquistare i tessuti dal momento che non ne avevano a sufficienza nell’hub.

I Trolloc sono delle creature centrali importanti per la storia. I costumi sono stati pensati cercando di evitare qualsiasi riferimento a modelli già esistenti come quelli del Signore degli Anelli e trovando un look originale. I mostri hanno tutti le corna, ne hanno costruite una cinquantina di paia diverse da applicare sui costumi con attacco magnetico, per dare l’impressione di avere una maggiore varietà di creature.

Troppi consigli, come gestirli?

Preparando La Ruota del Tempo Judkins ha avuto il privilegio di poter ricevere i consigli di David Benioff e Dan Weiss. I due creatori de Il Trono di Spade gli hanno dato consigli su come prepararsi emotivamente all’impresa. L’importante è credere in quello che si fa, gli hanno detto, e mantenere la visione sempre chiara: l’unico modo per far funzionare un’epica di queste proporzioni. 

Anche Amazon non è stata certo avara di consigli, facendo arrivare 11,000 note (!) solo per il pilota. Judkins ha detto che gli executive avevano domande che riguardavano tutto: dalle singole inquadrature individuali a come funzionasse la magia in quello show. Gli hanno sottoposto molti interrogativi anche sullo stile e il tono adottato. Sottolinea il fatto che fossero tutte amichevoli, e chiaramente interessate ad arrivare al miglior prodotto possibile (oltre che a tutelare l’ingente finanziamento), ma erano troppe. “È difficile prendere il prezioso seme di un’idea e portarla fino alla fine di tutto il processo delle note di produzione”, dice lamentando la pressione e la quantità di problemi da risolvere che un prodotto del genere richiede.

Con l’inizio della promozione, la fatica fatta ha però avuto un senso. Il perfezionismo della pre-produzione ha permesso di rispettare le aspettative dei lettori del libro che cercavano una trasposizione fedele. 

Con la seconda stagione quasi già completata, si attende di riuscire a portare avanti la storia per molti anni trovando l’interesse del pubblico. Chiaramente tutti desiderano arrivare ad adattare il quattordicesimo libro e riuscire quindi a proporre una storia completa.

La scommessa non solo non è ancora vinta, ma non è stata proprio ancora giocata. Traspare così una grande tensione, comprensibile, da parte di tutti sulla riuscita del progetto. A breve la palla arriverà nelle mani del pubblico, che ne decreterà la longevità.

E voi? Quanto attendete La Ruota del Tempo? Fatecelo sapere nei commenti. 

Fonte: GQ