Come promesso, la reunion del cast del Signore degli Anelli organizzata da Josh Gad per la sua serie Reunited Apart è stata affollatissima e ricca di sorprese.

L’evento a scopo benefico (a favore di No Kid Hungry) ha visto infatti la partecipazione dei protagonisti della trilogia cinematografica Elijah Wood (Frodo Baggins), Sean Astin (Samwise Gamgee), Billy Boyd (Pipino), Dominic Monaghan (Merry), Orlando Bloom (Legolas), Ian McKellen (Gandalf), Viggo Mortensen (Aragorn), John Rhys-Davies (Gimli), Liv Tyler (Arwen), Andy Serkis (Gollum), Miranda Otto (Eowyn), Karl Urban (Eomer), Sean Bean (Boromir) e, in un cammeo finale, persino Bernard Hill (Theoden). Ian Holm (Bilbo Baggins), molto anziano e malato da tempo, ha mandato un saluto:

Carissimi amici… Mi dispiace non potervi vedere di persona. Mi mancate tutti e spero che le vostre avventure vi stiano portando i tanti luoghi diversi. Io sono in lockdown nella mia casa. Con tutto il mio affetto, Ian Holm.

Aalla reunion hanno partecipato anche il regista Peter Jackson (con un cammeo di sua figlia Katie), la co-sceneggiatrice Philippa Boyens e il compositore Howard Shore.

No Kid Hungry

Bernard Hill (Re Theoden)

I momenti esilaranti e commoventi di questi 50 minuti di reunion sono stati numerosi: da Ian McKellen che ricorda il grande Christopher Lee (“La prima cosa che mi disse fu: ‘Leggo Il Signore degli Anelli ogni anno. Io dovevo interpretare Gandalf!”) alla splendida canzone “The Edge of Night” interpretata dal vivo da Billy Boyd. Anche Andrew Jack, scomparso di recente, è stato ricordato. Dopo un giro di saluti iniziale, Josh Gad ha fatto una serie di domande ai vari partecipanti, successivamente ha chiesto loro di interpretare alcune iconiche battute dei loro personaggi (Liv Tyler ha recitato a memoria passaggi in elfico e Miranda Otto ricorda ancora le battute in lingua inglese antica!), passando poi a un vero e proprio quiz (presentato nientemeno che dal neozelandese Taika Waititi!) e, infine, chiedendo a tutti di raccontare cosa ha significato per loro l’esperienza di girare Il Signore degli Anelli.

Imperdibile il momento in cui i membri della Compagnia hanno mostrato il tatuaggio che si sono fatti durante le riprese (Ian McKellen ha ammesso che quando lo legge a testa in giù gli sembra la scritta GUCCI):

il signore degli anelli tatuaggio

A un certo punto hanno tutti tirato fuori oggetti di scena che hanno conservato dalle riprese del film (“Peter, credo che questo si chiami furto!”):

il signore degli anelli oggetti

ALCUNI ANEDDOTI DALLA REUNION DEL SIGNORE DEGLI ANELLI

Peter Jackson sulla frase di Boromir (Sean Bean), diventata un meme, “One does not simply walk into Mordor”:

L’intero discorso che Sean doveva fare al Consiglio di Elrond fu scritto la sera prima delle riprese della scena. È un discorso lungo, e noi lo consegnammo a Sean la mattina in cui arrivò. Sean decise di fare una cosa che trovai molto intelligente: si fece incollare con lo scotch sul ginocchio una stampa del suo discorso [mima Boromir che parla, con la mano sulla fronte, e guarda in basso]. Riguardando la scena, noterete ogni volta che Sean guarda in basso per controllare il copione!

Sulle battute del film diventate iconiche pur non essendo presenti nel romanzo:

Philippa Boyens: Sono una brava imitatrice! So che ogni tanto fai anche lo sceneggiatore, Josh, quindi sai che l’esposizione, l’essere didascalici, distrugge una buona sceneggiatura. Ogni volta che io e Fran Walsh ci trovavamo davanti a un passaggio troppo didascalico, ci affidavamo alla bravura degli attori nello sbrogliare la cosa!

Jackson: Non riesco assolutamente a ricordarmi quali sono battute presenti nel libro e quali sono state scritte da noi. Ricordo che a volte dicevo ai ragazzi “questa è una frase di Tolkien!” e sentivo dietro di me la voce di Philippa: “Guarda che l’ho scritta io!”

Ian McKellen: Gandalf non dice “You Shall Not Pass!”, nel libro, dice, “You Cannot Pass!”…

Boyens: Dice “You Will Not Pass!” In compenso una delle prime frasi che scrissi per Fran e Pete quando mi assunsero fu “Uno stregone non è mai in ritardo, Frodo Baggins. Né in anticipo. Arriva precisamente quando intende farlo.”

Jackson: È una frase di Philippa, non di Tolkien!

Jackson sul coinvolgimento di Viggo Mortensen nei panni di Aragorn:

Viggo venne coinvolto all’ultimo minuto, avevamo iniziato con un altro attore ma non stava funzionando come volevamo. Avevamo appena iniziato le riprese e… Viggo non è uno che prende decisioni rapidamente. Se gli chiedi che ore sono, ti risponderà un paio di giorni dopo. Deve pensarci! Fortunatamente suo figlio era un grandissimo fan di Tolkien e lo convinse. Per questo Viggo dice che il vero eroe della saga non è Aragorn ma suo figlio Henry!

Aggiunge Mortensen:

Ovviamente sono grato a Henry per questa cosa, sebbene sia piuttosto insopportabile! Per questo sono fuggito e non lo vedo da un paio di mesi! Il punto è che avevo un po’ paura, volevo partecipare ed ero molto nervoso… iniziai a leggere il romanzo, lo apprezzai molto e trovai in esso alcune cose che mi corrispondevano. Sono sempre stato un fan delle saghe nordiche, delle fiabe, delle storie celtiche… Una volta finito il libro mi sentii più rilassato, ma appena atterrai in Nuova Zelanda tornai a sentirmi nervoso! Non sapevo cosa mi aspettava. Per mia fortuna le prime scene che dovetti girare furono fisiche, erano scene d’azione che non richiedevano dialoghi.

La scena in questione, racconta Jackson, era il combattimento a Colle Vento: dopo i primi due giorni di riprese, il regista mandò il girato negli Stati Uniti per convincere la New Line che tutto procedeva per il meglio, e preferì mandare una scena d’azione per impressionarli. “Quindi avrei potuto mandare in fumo il progetto dopo due soli giorni di riprese?”, commenta sbigottito Mortensen.

Peter Jackson ricorda un aneddoto avvenuto durante l’alluvione di Queenstown, che rallentò le riprese:

Le riprese si stavano spostando dall’Isola del Nord all’Isola del Sud, alcuni di noi volavano e alcuni di noi andavano in auto. Orlando e Sean Bean erano in auto con Bridget Bourke, coordinatrice alla produzione. Mentre stavano guidando intorno a una montagna, una frana bloccò loro la strada. Fecero dietrofront e presero una strada più lunga, ma davanti a loro un’altra frana bloccò loro la strada. Si ritrovarono quindi bloccati tra due frane in una delle zone più remote della Nuova Zelanda, da soli. Trovarono la casa di una vecchia signora, che offrì loro una tazza di tè e rimasero da lei per tre giorni!

Aggiunge Orlando Bloom:

In realtà prima ci fermammo a un distributore di benzina che ci disse che c’erano delle zone per i campeggiatori, e Sean Bean rispose allarmato: “No, no, possiamo pagare!” Ci diedero una stanza, e ricordo che Sean aveva il letto, mentre io mi ritrovai a dormire sul divano con Bridget! Ma la cosa veramente bella di questa storia è che Sean ODIA volare. Davvero: a volte dovevamo andare sul set in elicottero, e ricordo ancora quanto forte mi stringeva il ginocchio, terrorizzato.

Per questo motivo, quando il cast dovette riunirsi nei pressi di un lago in cima a una montagna per girare una scena, Sean Bean decise di andarci a piedi partendo diverse ore prima.

Ian Mckellen sulle sue prime scene:

“Uno stregone non è mai in ritardo, Bilbo Ba… Frodo Baggins! Arriva precisamente…” Quello fu il mio primissimo giorno di riprese. Il mio primo ingresso nel film. Due giorni dopo girai la mia seconda scena, ed era l’ultimissima scena di Gandalf nella saga, ai Porti Grigi. Dovevo salutare gli Hobbit, dir loro addio, e invece non li avevo mai incontrati prima d’ora

Howard Shore, Philippa Boyens e Peter Jackson ricordano come iniziò il lavoro sulla colonna sonora:

Shore: Iniziò tutto nell’autunno del 2000. Iniziammo con il tema della Compagnia e la Contea, e poi passammo a lavorare alle Miniere di Moria…

Jackson: Normalmente si lavora alla colonna sonora alla fine di tutto, quando il film è già stato girato. Invece decidemmo di chiamare Howard prima, perché volevamo coinvolgerlo di più nel film. E così mi disse che gli sarebbe piaciuto venire in Nuova Zelanda per assistere alle riprese. Ecco quindi che venne in Nuova Zelanda, e una sera ci invitò a casa sua per proporci qualche idea musicale. Ci fece sentire il tema della Compagnia e della Contea, ed era quello, non cambiò.

Boyens: Ricordo che mi misi a piangere, e dissi: questa è l’altra metà del film.

Mortensen: Il brano delle Miniere di Moria venne registrato in Nuova Zelanda, in un edificio vicino al municipio di Wellington, e ricordo che noi attori seguimmo la registrazione. Era incredibile poter sentire la colonna sonora mentre ancora eravamo nel pieno delle riprese!

Jackson sulla cosa che ricorderà di più dell’esperienza del Signore degli Anelli:

Eravamo tutti dalla stessa parte, il che era incredibile. Aveva tutte le insidie di un film Hollywoodiano, ma è stato girato come un film casalingo Kiwi, in pieno stile neozelandese.

Alla fine del video, Jackson ha anche detto qualche parola sulla pandemia globale:

Ora è compito di ciascuno di noi decidere che mondo vogliamo avere dopo la pandemia. Ognuno di noi dovrà mettersi in gioco e renderlo un mondo migliore. È l’occasione per ripartire, fare un reset, e sarà compito nostro far sì che ciò che ne verrà fuori sia qualcosa di migliore.

IL SIGNORE DEGLI ANELLI: I TRIVIA DI TAIKA WAITITI

  • Chi chiese a Stanley Kubrick di dirigere un adattamento del Signore degli Anelli?
    Peter Jackson: “I Beatles. Avevano un film da contratto e pensavano di fare il Signore degli Anelli. John Lennon doveva essere Gollum, Paul McCarney sarebbe stato Frodo, Ringo sarebbe stato Sam e George doveva interpretare Gandalf. La cosa era così seria che contattarono JRR Tolkien, che aveva ancora i diritti, per proporgli quest’idea. E lui rispose: NO.”
  • Di chi è la voce degli urli dei Nazgul?
    Dominic Monaghan: “Fran Walsh!”
  • Qual è l’unica frase che Legolas rivolge a Frodo in tutta la trilogia? E non è “Levati dal mio mantello”.
    Sean Astin: “E il mio arco!”
  • Quale dei tre film è l’unico in cui nessuno indossa l’Anello?
    Dominic Monaghan: “Le Due Torri!”
    Peter Jackson: “Dom ti comporti come qualcuno che pensa che ci sia un premio alla fine di questa cosa.”
  • Quante volte Gollum dice “Tesssoro” nelle Due Torri?”
    Andy Serkis: “22 volte?”
    Waititi: “15, nel Ritorno del Re 17.”