Resident Evil: Village, Capcom sta scherzando con il fuoco | Speciale
Resident Evil: Village sembra mixare con abilità gli elementi dei due fra i capitoli più apprezzati e discussi della saga Capcom
Capcom è così.
Come quei calciatori per cui i telecronisti usano frasi fatte stile "genio e sregolatezza".
Solo che, mentre stiamo da un po' di tempo in prenda al dubbio del "Ma con che coraggio hanno tirato fuori un rifacimento così 'meh' dopo aver sfornato un capolavoro? Se davvero rifaranno anche il quarto, devo cominciare ad avere paura?", è capace di coglierti alla sprovvista con (quasi) tre minuti di reveal trailer di Resident Evil VIII, anzi, Resident Evil Village buttati lì con nonchalance durante l'evento online dedicato a PlayStation 5 e relativa line-up.
180 secondi che, inevitabilmente e per quanto la softco ha deciso scaltramente di lasciar trasparire durante la presentazione di PlayStation 5, ci pongono di fronte a un nuovo capitolo di Resident Evil che sembra, ribadiamo, sembra essere un po' una Somma teologica dei due episodi più discussi della IP Capcom, il quarto e il settimo.
In pratica è come se il team di sviluppo avesse scientemente deciso di riconoscere - l'ovvio - peso posseduto da un brand come Baio Hazādo condendolo con il piacere che una lunga passeggiata su dei carboni ardenti può regalare alla pianta del piede.
[caption id="attachment_213393" align="aligncenter" width="1000"] Logotitoli sagaci a confronto[/caption]
Quello che allo stato attuale delle cose ignoriamo per fora di cose è l'intreccio di citazioni cinematografiche che Resident Evil Village proporrà. Nel settimo abbiamo avuto a che fare con un ricco arazzo di rimandi a pellicole che gli altri capitoli avevano ignorato perché l'art direction prendeva, semplicemente, altre strade. Vestendo i panni di Ethan Winters abbiamo avuto a che fare, per la prima volta, con un Resident Evil che ci catapultava nell'horror della Blackwoods brutality figlia del Non Aprite quella Porta di Tobe Hooper, di anni in cui l'America, fra tensioni razziali e guerra del Vietnam, s'interrogava sulla sua violenza intrinseca, e, verrebbe quasi da dire, genetica. Ovviamente, nella produzione Capcom, tutto si fermava all'integrazione ludica ed estetica degli stilemi classici del capolavoro citato e di altri lungometraggi come Saw, The Blair Witch Project, The Ring e di un altro film immortale come Un Tranquillo Weekend di Paura. Ma si è comunque trattato di una boccata di aria nuova in una saga che, col quinto e col sesto appuntamento, sembrava un po' arrivata alla canna del gas. E l'effetto sulle coronarie è ben noto.
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Tocca un'immagine per scorrere la galleriaE il trailer di Village sembra ereditare davvero moltissimo da quello che, ancora oggi, viene definito come uno dei migliori videogame di sempre. Già dal titolo che richiama esplicitamente quel villaggio spagnolo dove Leon Kennedy veniva amorevolmente accolto dai Ganados e da un'ambientazione che, proprio come quella di Resident Evil 4, è distante, geograficamente e atmosfericamente, da quelle tipicamente americane di alcune celebri iterazioni della saga. C'è un villaggio, c'è un castello, ci sono ammiccamenti a scenari tipici del franchise, sembra esserci una trama che, come da tradizione, potrebbe finire per risultare mediamente delirante mischiando occultismo e Umbrella corporation, ma questo, si sa, non è mai stato un grosso problema per l'epopea Capcom.
Il problema sarà capire se il mix fra il gameplay del settimo e le atmosfere del quarto creerà un titolo capace di lasciare traccia di sé o una pietanza meritevole del premio Mappazone.
Intanto possiamo divertirci a speculare un po'.
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Tocca un'immagine per scorrere la galleriaQuanto attendete Resident Evil: Village e cosa ne pensate di quanto suggerito dal reveal trailer di ieri sera? Ditecelo nello spazio dei commenti qua sotto!