Non l’ha mai spiegato Nazca perché un giocatore di golf tedesco debba esclamare “bingo!” in occasione di un birdie, e mai lo sapremo. Così come non capiremo mai perché nelle menti di più o meno tutti coloro che abbiano avuto modo di giocare a Neo Turf Masters esista quasi solo quel giocatore, Robert Landolt. Quello buono coi drive. Perché degli altri, dal britannico precisino al giapponese con la faccia simpatica ci si ricorda poco. La declinazione videoludica del golf della compagnia nipponica sembra realistica, ma ad uno sguardo più attento assume quasi toni surreali. Lo ammettiamo, tali sensazioni sono ovviamente mediate dall’inevitabile effetto nostalgia, eppure…

Eppure Neo Turf Masters è un gioco di golf improntato al realismo ma bizzarro. In primis per il disegno dei tracciati e delle buche. La produzione di Nazca, con modelli diversi e qualche funghetto qua e là potrebbe tranquillamente essere un Mario Golf. Liberissimi di non crederci, ma come spiegate percorsi che comprendono montagne altissime, canyon, cascate, strapiombi, isole tropicali, paesaggi semidesertici, corsi d’acqua che sembrano oceani. In sostanza, tutta una serie di ambientazioni naturali che naturali non lo sono minimamente. Cosa vi ricorda? Per esempio i paesaggi da cartolina ma totalmente incoerenti di OutRun. O i tracciati di Daytona USA. Quell’estetica sconclusionata ma proprio per quel motivo affascinantissima in voga nelle sale giochi negli anni ’90. Una roba quasi kitsch. Vedere per credere.

Neo Turf Masters gif

Neo Turf Masters – gif

Ora, su questa estetica poggia un sistema di gioco che cerca di coniugare la simulazione e l’immediatezza tipica delle produzioni da sala, riuscendoci. Il gioco abbandona il sistema a due tocchi che caratterizzava le produzioni dell’epoca (ed anche quelle quasi contemporanee, perché di giochi di golf pare non se ne faccian più), per stabilire potenza e traiettoria, e sceglie invece una schiacciata di pulsante per la potenza ed un’altra per l’altezza. La curvatura va impressa prima. Funziona dannatamente bene. Sembra quasi che il gioco sia facile, nelle prime buche del percorso più semplice, poi ovviamente arriva sui denti del giocatore una legnata di difficoltà da non sottovalutare. E in Neo Turf Masters non basta cavarsela: il par non perdona, tre ne son concessi, poi è game over. Bisogna andare avanti a botte di birdie.

Neo Turf Masters screenshot

Neo Turf Masters – screenshot

In definitiva il gioco di golf di Nazca è più di quello che sembra, ed è forse per questo motivo che ha affascinato tantissimi giocatori e ha visto infilare chissà quante 500 lire, perché sotto la sua apparenza totalmente ordinaria si nasconde non solo un sistema di gioco divertente, ma un’anima particolarissima perfettamente coerente a quel magico feeling anni ’90.