Per coloro che non lo sapessero, Apple Arcade è il servizio in abbonamento che permette ai possessori di dispositivi Apple di giocare a una discreta dose di titoli. Per la maggior parte si tratta ovviamente di prodotti più contenuti rispetto ai giochi indie che siamo abituati ad apprezzare su PC e console, ma è innegabile come ci siano anche delle perle videoludiche da non sottovalutare.

Recentemente mi è capitata la possibilità di mettere mano a tre mesi di servizio in via del tutto gratuita. Chi vi scrive non è mai stato un grande appassionato di titoli mobile, a causa della tipologia di gioco che spesso viene proposta e all’utilizzo del touchscreen, ben lontano dalla comodità di un pad o della combo mouse + tastiera. Mi sono quindi avvicinato ad Apple Arcade con un po’ di timore, convinto di non trovare prodotti in grado d’interessarmi e di trasmettermi le stesse emozioni dei “videogiochi veri”.

Se state leggendo questo articolo è evidente che mi sbagliavo, ma partiamo da un ragionamento più ampio.

 

 

Cosa sono per voi i giochi per cellulari? Che cosa vi aspettate di trovare, una volta entrati nell’Apple Store per esplorare il catalogo offerto dall’azienda americana?

Ebbene, non sarò nella vostra testa, ma sono certo che molti di voi abbiano pensato a delle produzioni minori, dalla durata risicata e dalla rapida fruizione. Non è un caso, infatti, che molti giochi vengano definiti, in gergo, “da cesso”. Giocare a un titolo mobile non può sottrarre troppo tempo in modo continuativo, perché è probabile che il giocatore stia utilizzando il proprio dispositivo in un momento di pausa tra un impegno e l’altro. Magari proprio quando è spinto ad andare in bagno, appunto. Con questa premessa, è difficile immaginarsi un Final Fantasy VII o un Call of Duty su cellulare. Eppure, che vi piaccia o meno, questi due titoli appena citati sono a disposizione di chiunque possieda un dispositivo Android o Apple.

 

 

Negli ultimi anni il mercato mobile è nettamente cambiato, passando dal contenere produzioni piccole e semplici a vere e proprie opere complete, in grado di rivaleggiare con la console domestiche. Certo, mancano le grandi esclusive, ma è innegabile come molte aziende abbiano focalizzato i propri sforzi per dare vita a prodotti per nulla banali. Una strategia di marketing tanto interessante quanto sensata, dato che è innegabile come la “console” più venduta al mondo sia proprio il cellulare. Tutti ne abbiamo uno e in molti di voi staranno leggendo questo articolo proprio utilizzando uno smartphone. Questo le grandi software house lo sanno benissimo, come ha dimostrato anche la scelta di Blizzard di portare Diablo su mobile.

Al di là dei grandi classici, è inoltre possibile trovare una serie di titoli indie davvero interessanti, dispoinibile anche sulle piattaforme più note. Assemble o South of the Circle, per esempio, sono prodotti che gli amanti della narrativa videoludica dovrebbero giocare, soprattutto con un buon paio di cuffie e in una stanza buia. I pregiudizi che avevo nei confronti di questo mercato, quindi, sono stati spazzati via, permettendomi di apprezzare l’ottimo lavoro che ha portato l’industria dei giochi mobile a evolversi.

 

 

Con questo sto dicendo che si tratta di una tipologia videoludica che da ora sfrutterò di più?

Non necessariamente. Chi è abituato a giocare su un buon televisore o con produzioni AAA, difficilmente troverà nell’Apple Arcade e nei giochi mobile la propria “tazza di té”. Quindi no, lo smartphone non sostituirà il mio Nintendo Switch, però è sempre bello quando si mettono in dubbio le proprie certezze per ampliare la propria cultura.

Avere dei pregiudizi, di qualsiasi tipo, è sempre e comunque una cosa sbagliata. Certo, può non piacervi qualcosa (ci mancherebbe altro), ma un giudizio assennato dovrebbe sempre essere successivo alla prova con mano dell’argomento in questione. In questo modo si diventa videogiocatori migliori. In questo modo si diventa persone migliori.