La notizia diffusa ieri da Collider relativa all’interruzione dello sviluppo dei vari spin-off di Star Wars in programma sta tenendo ancora banco.

In buona sostanza, l’insuccesso commerciale di Solo: A Star Wars Story che, come vi abbiamo illustrato, causerà perdite per almeno 50 milioni di dollari alla Disney, avrebbe spinto la Lucasfilm a focalizzarsi su un progetto alla volta: Episodio IX sul fronte cinematografico, la serie live action creata da Jon Favreau sul fronte tv e Star Wars: Resistance sul fronte tv animata. Rimangono poi in agenda sia la successiva trilogia concepita da Rian Johnson, sia quella sviluppata da David Benioff e D.B. Weiss.

Star Wars News Net, a margine della deflagrazione della news, ha pubblicato alcuni interessanti rumour relativi al retroscena della faccenda.

La più succosa riguarda proprio la finestra di release scelta per Solo che anche noi di BadTaste abbiamo spesso definito come abbastanza inspiegabile e in stile “carne da macello”. Piazzare una pellicola di Star Wars in un mese ormai “non più suo” (tradizionalmente i film di Guerre Stellari della Trilogia Classica e dei prequel uscivano proprio a maggio, almeno negli Stati Uniti, tendenza cambiata con ottimi risultati proprio da Il Risveglio della Forza, ndr.) è apparsa da subito come una mossa discutibile anche in virtù del sovraffollamento di tentpole (Avengers: Infinity War, Deadpool 2 e Jurassic World: Il Regno Distrutto). Stando alle fonti del sito, la Lucasfilm era intenzionata a spostare il debutto di Solo proprio a dicembre, ma la Disney avrebbe puntato i piedi e impedito il tutto. La major avrebbe garantito tutte le risorse finanziarie necessarie alle variazioni causate dal cambio di regia in maniera tale da chiudere la pratica, ma la “condicio sine qua non” era proprio quella di garantire la release il 25 maggio.

Ma non è tutto.

Solo: A Star Wars Story sarebbe anche rimasto vittima della “concorrenza interna” delle varie etichette acquistate dalla Disney. La major avrebbe infatti comunicato alla Lucasfilm che non avrebbe permesso alla pellicola di interferire con il marketing di Avengers: Infinity War e che non avrebbe ricevuto nessuna attenzione pubblicitaria aggiuntiva atta a recuperare il terreno perso per via delle riprese aggiuntive.

Inoltre la Casa di Topolino avrebbe chiuso con i registi esordienti o “atipici”. Nonostante il successo di Rogue One di Gareth Edwards (affiancato da Tony Gilroy nella lunga sessione di riprese aggiuntive), la débâcle di Solo avrebbe imposto un cambio di registro: per i prossimi Star Wars verranno ingaggiati solo ed esclusivamente filmmaker con un solido background in ambito di produzioni ad alto budget.

Una fonte del sito, che ha lavorato per una compagnia messa sotto contratto dalla Disney per lavorare ai film standalone, ha confermato a Star Wars News Net che il contratto non verrà esteso dopo Solo: A Star Wars Story, una sorta di conferma ufficiosa a quanto scritto finora.

Ovviamente terremo gli occhi bene aperti circa gli sviluppi della questione anche se, come vi abbiamo già spiegato, dovremo molto probabilmente attendere fino alla prossima edizione della Star Wars Celebration per avere un quadro più definito del tutto.

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