Il mercato dell’intrattenimento televisivo e cinematografico fruito via streaming è stato “sdoganato” presso il grande pubblico da Netflix che, allo stato attuale delle cose e nonostante il continuo indebitamento, mantiene lo status di leader del settore anche per essere stata sostanzialmente la prima compagnia a investire nella produzione di contenuti originali.

Mossa fatta con lungimiranza perché il servizio non poteva pensare di vivere e prosperare con la proposta di soli contenuti realizzati da terzi e acquistati magari a caro prezzo e per una finestra temporale comunque limitata.

Nei prossimi mesi, a novembre per la precisione, Disney+ debutterà negli Stati Uniti per poi approdare nel corso del 2020 anche nelle altre piazze. E proprio della rivalità con questa piattaforma ha parlato Ted Sarandos, chief content officer di Netflix, al Series Fest di Denver.

Al momento sospendo il giudizio. Ma posso dire che sono degli storyteller notevoli. Il CEO Bob Iger ha costruito un business straordinario. Stanno per entrare in uno spazio nuovo, ma sono stati in spazi nuovi così tante volte.

Parlando più in generale dei futuri cambiamenti del settore dovuti all’ingresso di nuovi player ha poi detto:

La questione interessante di tutti questi nuovi servizi in arrivo, così come per quelli già attivi oggi, è che per la maggior parte non propongono la medesima programmazione. Niente di quello che sarà su Disney+ finirà su Netflix e niente di quello che c’è su Netflix sarà sui servizi Comcast o WarnerMedia. Si tratterà di scenari unici.

 

 

Vi ricordiamo che Netlix ha recentemente aumentato i prezzi degli abbonamenti anche in Italia.

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