Martin Scorsese, nelle ore scorse, ha regalato a internet e ai social la possibilità di chiacchierare ancora un po’ dei cinecomic Marvel fra favorevoli, contrari e chi, magari, si limita a prendere atto della cosa, a fare spallucce e a continuare ad andare al cinema a vedere quello che ritiene degno, o meno, dell’obolo necessario all’acquisto del biglietto.

Dalla conferenza stampa di The Irishman al London Film Festival, il filmmaker ha avuto modo di ribadire la sua posizione sui film della Casa delle Idee che, una decina di giorni fa, aveva definito come “dei parchi divertimento che non sono cinema”.

Il valore di un film che è come un parco giochi, come ad esempio i film Marvel dove il cinema stesso diventa un parco divertimenti, è qualcosa di differente. Non è cinema. È altro. Che ti piacciano o meno, sono un’altra faccenda. E non dovremmo essere invasi [da questo genere di film, ndr.]. Ed è un problema. I gestori dei cinema dovrebbero ribellarsi, prendere una posizione sulla possibilità di proiettare dei film narrativi. Un film narrativo può anche essere un’unica lunga ripresa di 3 ore, sapete? Non deve essere necessariamente qualcosa di convenzionale con un inizio, una metà e una fine.

L’Hollywood Reporter aggiunge anche un’altra considerazione fatta da Martin Scorsese ai BAFTA relativa ai film della Marvel:

I cinema sono diventati parchi divertimento. E va bene, ci mancherebbe, ma non si deve trasformare in un’invasione che fagocita il resto. Va bene ed è ok per chi apprezza quel genere di film che peraltro, sapendo cosa ci vuole a farli, ammiro ciò che fanno. Ma, semplicemente, non è il mio genere di cose. Sta creando un nuovo genere di pubblico convinto che il cinema sia quello.

Cosa ne pensate? Potete dire la vostra, come al solito, nello spazio dei commenti qua sotto!

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