Behind Daredevil 2x02: Cani a una sparatoria
Abbiamo analizzato per voi il secondo episodio della seconda stagione di Daredevil, serie TV Marvel/Netflix, intitolato Cani a una sparatoria
Mentre la polizia è impegnata a fare i rilievi del caso, ecco la prima sorpresa, rapida come un battito di ciglia: tra gli agenti presenti in loco notiamo per una frazione di secondo lo stesso Castle, vestito da poliziotto. Nessuno è in grado di riconoscerlo, e lui torna sul luogo della sua fallita missione per ragioni sconosciute, dimostrando di potersi mimetizzare al meglio tra la folla.
Subito dopo, presso la stazione di polizia di Hell's Kitchen, Foggy raggiunge Karen che a sua volta portato in custodia Grotto. Va in scena un confronto tra i protagonisti e l'agente Mahoney. Proprio il giovane poliziotto menzione il Detective Clemons, apparso nella prima stagione di Jessica Jones (personaggio ha un suo corrispettivo nei fumetti Marvel, creato da Greg Rucka e Marco Checchetto) Questa citazione non è casuale: va a sottolineare ulteriormente quanto le serie Marvel di Netflix si svolgano nello stesso universo narrativo. Sempre Mahoney rivela poi che le forze dell'ordine sono a conoscenza da tempo dell'operato di questo nuovo vigilante, che lascia una densa scia di sangue dietro di sé: viene fatto il primo confronto tra Castle e Daredevil, che ne evidenzia le differenze di modus operandi, con il primo ben più violento e spietato del secondo. Come metodo di paragone per descrivere le sue azioni, viene citato Il Giustiziere della Notte (Death Wish), pellicola del 1974 diretta da Michael Winner.
Sempre in questa location conosciamo due nuovi personaggi della serie: si tratta della Procuratrice Distrettuale Samantha Reyes e del suo assistente Blake Tower. La Reyes è già apparsa nell'episodio finale della prima stagione di Jessica Jones. L'assistente di lei, invece, è il primo a rivelare il nome in codice affibbiato a Castle: The Punisher, il Punitore. Si scopre, inoltre, che questo è solo l'ultimo, nonché più efficace, vigilanti manifestatosi a New York dopo la comparsa di Daredevil. Prima di lui vi sono stati alcuni copycat che vengono definiti come "Adoratori del Diavolo": tutti si sono rivelati essere una minaccia piuttosto esigua per le forze dell'ordine. Questa discussione è lo spunto ideale che porta poi all'analisi di un tema caro al fumetto supereroistico, specie quello con protagonisti giustizieri urbani: ci si chiede spesso, infatti, se la comparsa di eroi mascherati con determinati modus operandi, estetica, simbolismi e ideologie, come Daredevil, ma anche Batman, non funga da catalizzatore e pretesto perché altri individui, psicologicamente instabili, decidano di emularli, ricalcandone le orme o opponendosi a loro. Rimanendo in ambito DC Comics, vi è, per esempio, una corrente di pensiero che vede nella genesi di una figura del caos come quella di Joker una conseguenza dell'apparizione precedente del Cavaliere Oscuro, un giustiziere in maschera e mantello, che utilizza la simbologia del pipistrello per instillare terrore nei criminali, ritenuta da lui una razza "superstiziosa e codarda".
Obiettivo seguente del Punitore sono i membri della gang dei Dogs of Hell, già conosciuti nel primo episodio, criminali e assassini che necessitano di essere puniti (da qui il titolo Cani a una sparatoria). Proprio l'inconscio desiderio di punizione è anche nella mente di Karen Page, la quale è silenziosamente in preda ai sensi di colpa per l'omicidio compiuto nella prima stagione, sebbene con importanti attenuanti. Il tutto, lo ricordiamo, senza sapere ancora quali altri scheletri nell'armadio abbia questo personaggio, che ha più volte fatto menzione di un passato oscuro dal quale è in fuga. Conoscendo le vicissitudini della sua controparte a fumetti possiamo aspettarci molte e drammatiche sorprese su questo fronte.
Nell'episodio fa ritorno anche il personaggio di Melvin Potter, individuo dissociato e con una psiche frammentata: era lui a confezionare gli "abiti speciali" di Kingpin, ed è sempre lui ad aver assemblato l'armatura da combattimento di Daredevil. Il protagonista si reca da Potter perché necessita di riparazioni al suo costume, e nel corso della discussione tra i due, Melvin impugna le iconiche lame rotanti che nei fumetti altro non sono che le "armi d'ordinanza" del villain noto come Gladiatore, uno degli avversari storici di Daredevil. Non escludiamo di vederlo in questa veste anche nella serie TV.
Un curiosità: nel corso dell'episodio, Foggy menziona il "grande cocomero di Charlie Brown", arguta citazione dei Peanuts di Charles Schulz.
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