Chrono Star Wars #14: X-Wing Rogue Squadron
La Dark Horse si cimenta nella sua prima serie regolare su Star Wars arruolando i piloti della squadriglia di caccia più famosa: X-Wing Rogue Squadron
STAR WARS: X-WING ROGUE SQUADRON
Serie mensile di 35 numeri e due speciali
Autore: Mike Stackpole
Disegnatori: Allen Nunis, Edvin Biukovic e altri
Copertine: Dave Dorman, Mark Harrison e altri
Nell’estate del 1995, sull’onda dell’esaltante motto “They are taking back the galaxy, one planet at a time!”, i piloti della Squadriglia Rogue si conquistano una testata personale: un nuovo esperimento che la Dark Horse vuole tentare è quello di realizzare una testata starwarsiana “regolare”, che devii dalla classica formula delle miniserie e che possa cimentarsi in trame e rimandi di più ampio respiro con un cast fisso di personaggi: X-Wing Rogue Squadron.

In generale, X-Wing Rogue Squadron è una serie piacevole che si legge volentieri e che si concentra su un aspetto spesso trascurato dall’universo fumettistico, quello appunto dei combattimenti spaziali e delle vite dei piloti di caccia. Come tutte le serie regolari, conosce alti e bassi e fornisce una nutrita gamma di esperienze diversificate, sia a livello narrativo che a livello grafico. Lasciando il piacere di scoprire nel dettaglio questi singoli elementi a chi vorrà addentrarsi nella lettura della serie completa (trentacinque numeri più un paio di speciali), forniamo in questa sede le coordinate principali sui suoi contenuti, i suoi punti di forza e le sue debolezze.
- Il cast: Sebbene la formazione della Squadriglia Rogue sia vasta e variegata, una manciata più ristretta d di personaggi spicca e si impone come quello dei protagonisti a discapito degli altri. Il primo posto va ovviamente a Wedge Antilles, il leader del gruppo che ha il suo bel daffare a tenere assieme una squadra di teste calde, soggetti peculiari e situazioni critiche. Al suo fianco si distinguono Tycho Celchu, prototipo del pilota belloccio e “cocky”, forte delle prodezze compiute alla battaglia di Endor, Plourr Illo, pilotessa mascolina e dura, chiaramente ispirata alla Ripley di Alien, e Dllr Nep, tecnico sullustiano a cui tradizionalmente viene affidato il ruolo di “spalla”, di comic relief e di commentatore sagace.

Meno originale ma narrativamente interessante è anche il ciclo Battleground Tatooine, che a livello di continuity si concede anche il lusso di fare luce sulla sorte del personaggio di Bib Fortuna, dato per disperso dopo la battaglia del galeone a vela di Jabba, ma tutt’altro che uscito di scena. Impossibile poi non menzionare lo “speciale” del venticinquesimo numero, The Making of Baron Fel, dove i riflettori si puntano sul lato opposto della barricata per introdurre per la prima volta nel mondo di Star Wars lo squadrone degli Assi Imperiali, il 181° squadrone capitanato da Soontir Fel: sia lo squadrone che il suo capitano saranno destinati a una longeva e popolare carriera nel mondo multimediale di Star Wars, e fanno il loro esordio proprio su queste pagine.
Sebbene l’entrata in scena di Fel trasmetta una buona scossa alla serie, i numeri successivi purtroppo si perdono di nuovo in trame meno interessanti che non sfruttano gli ottimi spunti messi al fuoco nelle storie precedenti. A questo si aggiunge la complicazione degli eterni colleghi/rivali del filone dei romanzi, che hanno in cantiere una collana di romanzi che vede come protagonisti proprio i piloti della Squadriglia Rogue, e che stanno per arruolare nel loro campo sia il cast dei personaggi che l’autore delle storie, Mike Stackpole. Con l’ultimo ciclo, ironicamente intitolato Mandatory Retirement, le avventure della Squadriglia Rogue a fumetti giungono al capolinea.
Lato Chiaro
Un filone originale pressoché inesplorato, ampia libertà narrativa e caratterizzazioni generalmente buone e coerenti. Baron fa un ottimo lavoro nel gestire le avventure di gruppo e si dimostra anche ottimo conoscitore della continuity starwarsiana. Oltre a regalare a Wedge Antilles una storia e una personalità più approfondita, crea anche il Barone Fel e il 181° Squadrone Imperiale, una delle creazioni più apprezzate e popolari dell’universo espanso.
Se è vero che le caratterizzazioni non sono sbagliate e improbabili, purtroppo fanno anche fatica a “bucare” lo schermo (o la tavola) e nessuno dei personaggi, nonostante gli ampi spazi concessi, riesce a lasciare il segno in modo duraturo o sensazionale. Idem dicasi per le storie: visto il vasto campo di gioco e le potenzialità disponibili, forse si poteva “osare di più” senza perdersi in archi narrativi eccessivamente secondari.
Giudizio finale
Chrono Star Wars #13: Splinter of the Mind's Eye
Chrono Star Wars #12: Empire’s End
Chrono Star Wars #10: Boba Fett
Chrono Star Wars #9: River of Chaos
Chrono Star Wars #7: Jabba the Hutt
Chrono Star Wars #6: Dark Lords of the Sith
Chrono Star Wars #4: Dark Empire II
Chrono Star Wars #3: Classic Star Wars
Chrono Star Wars #2: Tales of the Jedi
Chrono Star Wars #1: Dark Empire
Si ringrazia il gruppo Facebook Star Wars Club Perugia per la collaborazione