Chrono Star Wars #6: Dark Lords of the Sith
Nel tempi antichi di Star Wars, la corruzione di due giovani Jedi ci apre per la prima volta le porte sul mondo degli oscuri signori: Dark Lords of the Sith
Miniserie di 6 numeri mensili
Autori: Tom Veitch, Kevin J. Anderson
Disegnatori: Chris Gossett, Art Wetherell
Copertine: Hugh Fleming
Lanciato l’esperimento di Tales of the Jedi e consideratolo ampiamente riuscito, la Dark Horse entra nel vivo della sua saga “antica” con il secondo capitolo della trilogia delle Tales, emblematicamente intitolato Dark Lords of the Sith. Ai testi ancora Tom Veitch, che viene affiancato per l’occasione da Kevin J. Anderson, che proprio all’epoca sta stilando una trilogia di romanzi incentrata sull’accademia Jedi fondata da Luke Skywalker e vorrebbe intrecciare le vicende del futuro ordine Jedi con quelle del suo antico passato. Ai disegni torna anche stavolta Chris Gossett, che conferma la prestazione già fornita in Tales of the Jedi: un buon tratto adatto alle atmosfere mitologiche e antiche e varie intuizioni visive potenti, ma piuttosto discontinuo e lento nella realizzazione.
Anche in questo caso, il risultato è affascinante e ipnotico: dal nulla si passa a contemplare un’intera civiltà fatta di amuleti e talismani, templi, esperimenti alchemici, vallate funerarie, spiriti irrequieti e tribù aliene asservite. Intelligente e funzionale è inoltre l’idea di
condurci alla scoperta del mondo dei Sith attraverso il viaggio di due cavalieri Jedi un po’ troppo curiosi per il loro stesso bene, Ulic Qel-Droma (già protagonista della serie precedente) e la new entry Exar Kun. La storia di Dark Lords of the Sith è esattamente il percorso di caduta e corruzione di questi due personaggi, che procede parallelamente e su due strade molto diverse, ma che conduce allo stesso traguardo, vale a dire la caduta nel lato oscuro e l’avvio di una nuova guerra su scala galattica tra le forze della luce e quelle delle tenebre. Nel precipitare degli eventi restano coinvolti anche gli altri protagonisti del primo capitolo di Tales of the Jedi, a volte come vittime, a volte come spettatori impotenti, altre volte come tenaci avversari.
Senza rovinare il gusto della lettura a chi volesse scoprire o riscoprire questa saga, ci limitiamo a dire che il blocco centrale di questa trilogia, come spesso accade, è quello che funziona meglio: il lettore conosce ormai i personaggi di Tales of the Jedi abbastanza bene da poter capire come si muovono e quali saranno le loro reazioni agli eventi tumultuosi in corso, e anche quelli nuovi appena introdotti (primo tra tutti Exar Kun, che svetterà fino a diventare una delle figure più apprezzate e ricordate di tutto l’Expanded Universe) sono tratteggiati con coerenza e realismo.
re fino in fondo uno degli ambienti della trilogia classica, la luna di Yavin che ospitava la base Ribelle in Una Nuova Speranza, donando una storia e un passato ai misteriosi templi che spuntano nella sua giungla e promettendo ulteriori sviluppi per una delle ambientazioni più affascinanti ma meno utilizzate della trilogia. C’è ben poco che si possa rimproverare a Dark Lords of the Sith, i cui meccanismi narrativi girano bene e perfettamente integrati gli uni agli altri: come è tipico del capitolo centrale di una trilogia si conclude con un cliffhanger e prepara il terreno allo scontro finale del capitolo successivo, ma è sufficientemente ricco di colpi di scena e di momenti epici propri da non limitarsi ad essere un semplice capitolo di preparazione. L’unico neo negativo che spicca innegabilmente agli occhi del lettore è ancora una volta la sua discontinuità grafica: Gossett crolla sul traguardo e non ce la fa a realizzare il numero conclusivo della serie. Lo sostituisce Art Wetherell, che però, vuoi per i tempi ristretti, vuoi per uno stile eccessivamente diverso e semplificato, non fornisce una prestazione in tono con il resto del volume proprio nel capitolo finale dove un impatto visivo maggiore sarebbe tornato senza dubbio a beneficio della storia.Equilibrio della Forza
Lato Chiaro
- L’entrata in scena di Exar Kun, uno dei personaggi più memorabili e riusciti dell’Expanded Universe.
- Tutti i punti di forza tipici di Tales of the Jedi: libertà di spaziare con trame e personaggi, ambientazione avvincente, storia di ampio respiro.
- La discontinuità grafica dell’ultimo capitolo, che è quello che più ne aveva bisogno, impedisce di godersi le vicende dello scontro finale come meriterebbero.
Giudizio Finale
Chrono Star Wars #5: Droids
Chrono Star Wars #4: Dark Empire II
Chrono Star Wars #2: Tales of the Jedi
Chrono Star Wars #1: Dark Empire