Dopo Stranger Things, i Duffer Brothers cambiano formula: la nuova serie è già un successo su Netflix?
Niente adolescenti, niente nostalgia anni Ottanta: The Boroughs ribalta la formula di Stranger Things e conquista pubblico e critica con numeri solidi.
Quando i Duffer Brothers hanno deciso di chiudere il cerchio narrativo di Stranger Things alla fine del 2025, dopo cinque stagioni che hanno ridefinito il concetto stesso di serie evento, in molti si sono chiesti quale sarebbe stata la loro prossima mossa. La risposta è arrivata a maggio con The Boroughs, una serie che ha preso tutti in contropiede: niente adolescenti in bicicletta, niente Sottosopra, niente nostalgia anni Ottanta. Al loro posto, un gruppo di pensionati alle prese con una minaccia misteriosa nel loro tranquillo quartiere residenziale.
I protagonisti non sono ragazzini che scoprono poteri paranormali tra una partita a Dungeons & Dragons e l'altra, ma persone che hanno vissuto intere vite, accumulato esperienze, affrontato perdite. Quando qualcosa di inspiegabile inizia a manifestarsi nel loro quartiere, non reagiscono con l'ingenuità tipica dell'adolescenza, ma con la saggezza di chi ha già visto abbastanza per sapere che il mondo è più strano di quanto sembri.
Il cast è un festival di volti che hanno fatto la storia del cinema e della televisione, con Alfred Molina, Geena Davis, Alfre Woodard e Clarke Peters chiamati a portare sullo schermo decenni di mestiere, trasformando quello che avrebbe potuto essere un esperimento di nicchia in un dramma corale umano. La critica ha risposto con un entusiasmo raro in un panorama televisivo sempre più affollato e cinico e su Rotten Tomatoes, The Boroughs ha conquistato un "Certified Fresh" con un impressionante 97% di recensioni positive.
La struttura in otto episodi si rivela perfetta per il tipo di storia che Addiss e Matthews volevano raccontare: non ci sono riempitivi, non ci sono episodi di passaggio che esistono solo per allungare il brodo fino al finale di stagione. Ogni puntata aggiunge un tassello, approfondisce un personaggio, fa avanzare la trama principale senza mai perdere di vista l'elemento umano che è il vero cuore della serie.
Il successo di The Boroughs dimostra quindi che i Duffer Brothers hanno imparato la lezione più importante dal loro stesso lavoro su Stranger Things: per conquistare il pubblico non si deve replicare una formula, ma bisogna capire cosa rende una storia realmente importante. In Stranger Things era la nostalgia e l'avventura vista attraverso gli occhi dell'infanzia, mentre in The Boroughs è la riscoperta del senso e del valore nella terza età, quando il mondo sembra averti già messo da parte.