Facciamo ordine su chi sarà a Cannes: immancabili, imprevedibili e scartati
Spielberg praticamente certo, Allen, Xavier Dolan e Verhoeven dati per sicuri, dubbi per Nicolas Winding Refn e quasi certamente niente Cannes per Scorsese e Stone
Intorno a questo ovvio fuori concorso le testate di settore (Variety in testa) danno come orbititanti una serie di altri titoli, alcuni molto vicini al fulcro del “dato per sicuro” altri molto più lontani nella galassia del “forse”.
Neanche a dirlo sono tutti nomi che fanno venire l’acquolina agli occhi, tutti registi clamorosi, alcuni scoperti dal festival, altri graditi ritorni. Quindi sedetevi e fate un respiro che cominciamo una cavalcata nei desideri di ogni cinefilo (ma anche nelle stanche consuetudini dei festival).
Infine chiudono i sicuri il primo film americano di Andrea Arnold, American Honey, il nuovo di Olivier Assayas ancora con Kristen Stewart dopo Sils Maria, Personal Shopper, e (tutti in piedi per applaudire) il nuovo film del più grande talento dei nostri anni: Xavier Dolan, It’s Only The End Of The World (che non è il film americano con Jessica Chastain che sta preparando ma uno franco-canadese con Vincent Cassel, Lea Seydoux e Marion Cotillard).
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Tacchi, gambe, colori saturi e Rossy De Palma. Chi può essere?[/caption]
Un canale preferenziale lo hanno i film francesi, per ovvie ragioni, e volenti o nolenti vedremo con buone probabilità Staying Vertical di Alain Guiraudie (il regista di Lo Sconosciuto del Lago), Planetarium di Rebecca Zlotowski (ma con Natalie Portman se non altro) e il nuovo film del regista di Saint Laurent, Bertrand Borrello, una storia pronta per finire sulle pagine dei quotidiani, che racconta di giovani che fanno attentati terroristici in città, si chiama Paris is Happening.
Gira una gran voce che alla Paramount non interessi proprio portare tutta la sua banda a Cannes e quindi Silence (il progetto che Scorsese culla da più di un decennio e finalmente è riuscito a fare) con buona probabilità non lo vedremo e che anche Open Road non voglia far vedere a nessuno Edward Snowden di Oliver Stone fino alla sua uscita in sala a Settembre. Poi finisce che stanno al New York Film Festival e si scopre che non è che non lo volevano fare vedere ma che non volevano pagare le spese per portare tutti in un altro continente.
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The Handmaiden[/caption]
Ultimi in questo articolo ma primi nei nostri giornali sono infine i film italiani. L’anno scorso abbiamo monopolizzato il festival con tre opere in concorso e una, stupenda, nel Certain Regaird (Louisiana di Minervini). Considerato che anche Venezia aveva una buona selezione dei nostri cineasti più pesanti e importanti rimane effettivamente poco per Cannes di quest’anno. Pare abbastanza sicuro il piazzamento in concorso di La Pazza Gioia (Paolo Virzì l’ha chiuso da molto tempo e la data di uscita è stata spostata a Maggio, cosa che solitamente è la conferma finale), come del resto è abbastanza probabile che il festival francese si prenda il secondo Bellocchio dell’anno: Fai bei sogni.