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Fiorello, il nuovo programma mette a rischio De Martino? Cosa sta succedendo

Fiorello torna in Rai il 18 ottobre alle 20.30. Il suo show rischia di creare problemi a De Martino in vista di Sanremo 2027. Cosa aspettarsi dal ritorno dello showman.

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Il ritorno di Fiorello su Rai1 è fissato per il 18 ottobre alle 20.30. Un appuntamento che sulla carta dovrebbe rappresentare un colpaccio per viale Mazzini, ma che nasconde più di un'insidia. Perché quando si parla di Rosario Fiorello, il termine "ritorno" non è mai neutro: significa audience, significa aspettative altissime, significa che la televisione italiana si ferma per guardare cosa combinerà stavolta.

Il problema è proprio questo. Dopo anni di assenza dalla programmazione classica della Rai, lo showman siciliano potrebbe riportare in prima serata un vero varietà, moderno ma con il sapore della grande televisione di una volta. Un format capace di mixare improvvisazione, musica, ospiti e quella capacità unica di Fiorello di leggere l'attualità con ironia intelligente. Ma se l'operazione riesce troppo bene, potrebbe alzare l'asticella a un'altezza vertiginosa per chi verrà dopo. E qui entra in scena Stefano De Martino, designato alla conduzione del Festival di Sanremo 2027.

Il rischio è che un Fiorello in grande forma, con uno show che funziona e che ricorda al pubblico quanto sia insostituibile, finisca per generare paragoni impietosi. Non voluti, non cercati, ma inevitabili. Gli italiani hanno la memoria lunga quando si tratta di televisione, e la nostalgia per i fasti recenti del Festival potrebbe trasformarsi in un fardello pesante sulle spalle di De Martino.

Al momento nessuno sa esattamente cosa farà Fiorello in quella mezz'ora di programmazione. Lui stesso non ha svelato nulla, alimentando il mistero con un semplice promo sui social che lo mostra con capelli e barba brizzolati e la scritta "prossimamente su Rai1". Le ipotesi si rincorrono: c'è chi parla di una piccola striscia da cinque minuti, una sorta di pillola quotidiana in stile Renzo Arbore. Altri immaginano uno show vero e proprio, magari di breve durata ma capace di ribaltare le logiche consolidate dell'access prime time.

Fiorello torna in tv, fonte: Rai

Ma al di là della formula, il punto è un altro. La Rai si trova davanti a un paradosso strategico: da un lato non può rinunciare a Fiorello, una garanzia in termini di ascolti e credibilità. Dall'altro deve gestire con attenzione il suo ritorno per evitare che diventi un boomerang per i suoi altri progetti di punta. Il confronto con Amadeus, per esempio, non si può più proporre: quella coppia l'abbiamo vista, rivista e celebrata. Riproporla sarebbe un déjà vu stucchevole, una mancanza di idee mascherata da nostalgia.

L'altro elemento da considerare è il contesto. De Martino sta costruendo la sua strada verso Sanremo 2027 con grande impegno, cercando di uscire dall'ombra dei predecessori e di imporre il proprio stile. Un Fiorello troppo presente, troppo brillante, troppo Fiorello rischia di oscurare questo processo di affermazione. Non per cattiveria o competizione, semplicemente perché alcune personalità televisive hanno una forza gravitazionale tale da attirare su di sé ogni riflettore.

La programmazione del 18 ottobre alle 20.30 diventa quindi un banco di prova cruciale. Se Fiorello sceglierà di giocare in una fascia limitata, quasi interlocutoria, l'operazione potrebbe passare come un esperimento intelligente, una boccata d'aria fresca senza pretese egemoniche. Se invece punterà a uno show strutturato, con ambizioni di intrattenimento classico, la Rai dovrà prepararsi a gestire le conseguenze di un successo che potrebbe rivelarsi ingombrante.

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