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“Gli ascolti su Acutis fanno credere ai santi”: Lucarelli commenta il boom, ma sui social le ricordano il GF Vip

Selvaggia Lucarelli commenta il boom di ascolti della fiction su Carlo Acutis. Sui social c’è chi tira in ballo anche i numeri del Grande Fratello Vip.

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È bastata una frase, perfettamente nel suo stile, per riassumere uno dei risultati televisivi più sorprendenti degli ultimi giorni, alimentando anche un certo dibattito online. Selvaggia Lucarelli ha commentato sul suo profilo X gli ascolti ottenuti da Il mio nome è Carlo, il film dedicato a Carlo Acutis trasmesso domenica sera su Canale 5, giocando inevitabilmente con il tema della storia raccontata.

“Gli ascolti della fiction su Acutis fanno credere ai santi” - Selvaggia Lucarelli

Una battuta arrivata dopo la pubblicazione dei dati Auditel di domenica 27 settembre, che hanno consegnato a Mediaset un risultato decisamente superiore alle aspettative. Il mio nome è Carlo ha conquistato 4.269.000 spettatori con il 29,6% di share, diventando nettamente il programma più visto della prima serata. Sul target commerciale la percentuale è salita al 30,1%, mentre nel corso della messa in onda sono stati registrati picchi del 40%. A sorprendere è soprattutto un altro dato: il film diretto da Giacomo Campiotti e interpretato da Samuele Carrino ha funzionato moltissimo anche tra i più giovani.

Nella fascia compresa tra 15 e 34 anni lo share ha raggiunto il 32,6%, un risultato tutt'altro che scontato per un tv movie dedicato alla vita del giovane santo morto nel 2006 a soli 15 anni. Il distacco dalla concorrenza è stato enorme. Su Rai 1 Lo sposo indeciso si è fermato a 1.633.000 spettatori e al 10,8% di share, mentre Le Iene presentano: Inside su Italia 1 ha raccolto 746mila spettatori con il 7,4%. Numeri che spiegano la battuta di Selvaggia Lucarelli, ma che sui social hanno inevitabilmente portato alcuni utenti a fare anche un altro confronto tutto interno a Canale 5.

Lucarelli è infatti una delle due opinioniste del Grande Fratello Vip, insieme a Cesara Buonamici, e proprio gli ascolti del reality condotto da Ilary Blasi sono diventati uno degli argomenti più discussi di questa edizione. L'ultima puntata, andata in onda venerdì 25 settembre, ha raccolto 1.783.000 spettatori con il 17% di share, dati molto distanti dai 4,269 milioni e dal 29,6% raggiunti appena due giorni dopo dal film su Carlo Acutis.

Il paragone va naturalmente preso per quello che è, visto che si tratta di due prodotti completamente diversi, trasmessi in serate differenti e con una concorrenza altrettanto diversa: venerdì il Grande Fratello Vip si è trovato davanti su Rai 1 Italia-Belgio di Nations League, capace di raccogliere 6.337.000 spettatori e il 34,2% di share. Ma la coincidenza non è passata inosservata sui social, soprattutto perché entrambi i programmi appartengono alla stessa rete e Lucarelli è direttamente coinvolta nel reality.

Il mio nome è Carlo, fonte: Mediaset

Il percorso del Grande Fratello Vip, del resto, è partito con numeri più contenuti. La prima puntata del 17 settembre aveva raccolto 1.879.000 spettatori e il 16,92%, mentre il secondo appuntamento era sceso al 15,8%. Il 21 settembre il reality era poi risalito a 1.906.000 spettatori e al 18,3%, prima di tornare al 17% nella serata di venerdì 25. Il successo di Il mio nome è Carlo ha intanto incassato anche la soddisfazione dei vertici Mediaset, con Pier Silvio Berlusconi che ha definito il film “un prodotto di cui siamo orgogliosi”, spiegando di voler continuare a puntare su storie “umane, profonde e valoriali”.

Giampaolo Letta, vicedirettore generale fiction e cinema di Mediaset, ha invece attribuito proprio a Berlusconi la scelta di portare sullo schermo la storia di Acutis. Un racconto affidato a Samuele Carrino, il giovane attore chiamato a interpretare Carlo Acutis, che proprio grazie a questo ruolo è finito sotto i riflettori e ha già una carriera alle spalle tutta da scoprire. E mentre Mediaset celebra uno dei risultati più forti di questo inizio di stagione, Selvaggia Lucarelli ha trovato il modo di condensare tutto in poche parole, perché davanti a quasi il 30% di share, almeno secondo lei, gli ascolti di Il mio nome è Carlo possono davvero “far credere ai santi”.

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