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La trasformazione di Charlize Theron che le valse l'Oscar: un'atroce storia vera su Prime Video

La storia vera di Aileen Wuornos, prima serial killer donna d'America. Charlize Theron vince l'Oscar in un ritratto crudo e potente diretto da Patty Jenkins.

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Monster, il film diretto da Patty Jenkins nel 2003 e disponibile su Pirme Video, non è soltanto un'opera cinematografica di straordinaria potenza: è il ritratto spietato e compassionevole di Aileen Wuornos, donna diventata simbolo di una violenza nata dalla violenza, prostituta trasformatasi in assassina seriale, prima donna della storia criminale americana a guadagnarsi questa oscura etichetta. La pellicola, uscita nelle sale italiane il 30 aprile 2004, si tuffa senza esitazioni nella vita di Aileen, interpretata da una Charlize Theron letteralmente irriconoscibile. Non si tratta di semplice recitazione: la Theron ha compiuto una metamorfosi fisica e psicologica che le è valsa l'Oscar come miglior attrice protagonista, conquistando anche il Golden Globe e l'Orso d'argento al Festival di Berlino. Un triplice trionfo che ha sancito una delle performance più coraggiose e devastanti della storia recente del cinema.

La storia prende avvio nel 1989, in Florida. Aileen Wuornos sopravvive prostituendosi da quando aveva appena tredici anni, dopo un'infanzia in Michigan segnata da abusi sistematici e dall'uso di droghe. È una donna consumata, al limite del suicidio, quando il destino le mette davanti Selby Wall, giovane lesbica interpretata da Christina Ricci. Tra le due nasce una relazione sentimentale che rappresenta per Aileen l'unica forma d'amore e speranza in un'esistenza fatta di sopraffazioni quotidiane. Ma è proprio in questo momento di fragile rinascita che la spirale della violenza si innesca definitivamente. Durante un rapporto a pagamento, Aileen viene brutalmente violentata e picchiata da Vincent Corey, uno dei suoi clienti. La reazione è istintiva, disperata: lo uccide per autodifesa. Questo primo omicidio segna il punto di non ritorno. Confessa tutto a Selby, promette di smettere con la prostituzione, ma la realtà è più crudele dei buoni propositi.

Senza competenze, senza alternative, Aileen torna sulla strada. Solo che stavolta il copione è diverso: non vende più solo il proprio corpo, ma adesca uomini per ucciderli e derubarli. Sette vittime in totale, sette esistenze spezzate da una donna che aveva smesso di credere nella giustizia e nella possibilità di riscatto. Il film di Patty Jenkins non cerca scuse facili né costruisce una narrazione eroica. Monster è un'opera che interroga, che mette a disagio, che costringe a confrontarsi con le zone grigie della morale. Aileen Wuornos è una vittima che diventa carnefice, una donna schiacciata da un sistema che l'ha abbandonata fin dalla nascita e che, nel momento della resa dei conti, sceglie di ribellarsi nella maniera più estrema e autodistruttiva possibile.

Charlize Theron ha accettato la sfida con una dedizione quasi maniacale. Per incarnare Aileen ha aumentato il proprio peso di circa quindici chili, ha indossato protesi dentali, si è fatta applicare lentiggini e imperfezioni sulla pelle, ha stravolto la propria postura e il proprio sguardo. Non si tratta di trucco scenico, ma di una completa rinuncia alla propria immagine di icona hollywoodiana. Il risultato è un personaggio crudo, autentico, dolorosamente umano. La performance della Theron è stata acclamata unanimemente dalla critica internazionale e ha consacrato il film come uno dei più importanti drammi biografici del nuovo millennio. Accanto a lei, Christina Ricci costruisce una Selby fragile e dipendente, incapace di comprendere fino in fondo l'abisso in cui Aileen sta precipitando ma legata a lei da un sentimento genuino. Bruce Dern, Lee Tergesen, Scott Wilson e Pruitt Taylor Vince completano un cast di caratteristi perfettamente calibrati, ognuno portatore di una piccola tessera del mosaico di violenza e marginalità che circonda la protagonista.

La domanda che Monster pone allo spettatore è scomoda e inevitabile: fino a che punto una persona può essere considerata responsabile delle proprie azioni quando la società l'ha sistematicamente tradita, abusata, esclusa? Aileen Wuornos non è un'eroina, ma nemmeno un semplice mostro. È il prodotto di un fallimento collettivo, di un'America che non sa prendersi cura dei suoi figli più fragili. Patty Jenkins, con la sua opera prima, ha avuto il coraggio di raccontare questa verità senza sconti, affidandosi a una Charlize Theron capace di portare sullo schermo tutto il dolore, la rabbia e la disperazione di una donna perduta. Monster resta un'esperienza cinematografica potente, disturbante, impossibile da dimenticare. Un film che non offre risposte facili, ma che spinge a interrogarsi sulla natura della violenza, della giustizia e della redenzione.

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