Mike Flanagan recupera ciò che De Palma tagliò dal libro di King, nella serie da oggi su Prime Video
La serie di Mike Flanagan recupera la struttura narrativa originale del romanzo di Stephen King, ignorata da De Palma nel 1976.
Quando Brian De Palma portò sul grande schermo Carrie nel 1976, creò uno dei film horror più iconici della storia del cinema. Sissy Spacek trasformò la timida studentessa con poteri telecinetici in un'icona della vendetta adolescenziale, mentre Piper Laurie incarnò il fanatismo religioso in una delle performance più inquietanti mai viste. Quel film, tratto dal romanzo d'esordio di Stephen King pubblicato nel 1974, è diventato un punto di riferimento imprescindibile per il genere. Eppure, qualcosa mancava. Mike Flanagan lo sapeva bene quando ha deciso di affrontare nuovamente il materiale per Amazon Prime Video. Il maestro contemporaneo dell'horror televisivo ha scelto un approccio radicalmente diverso per la sua serie in otto episodi che debutta oggi, 7 ottobre 2026. Non si tratta di replicare il lavoro di De Palma, né di competere con quel capolavoro cinquantennale. L'obiettivo di Flanagan è più ambizioso: recuperare l'elemento narrativo che tutti i precedenti adattamenti avevano deliberatamente abbandonato.
Ma l'adattamento del 2013 con Chloe Grace Moretz tornò sui passi di De Palma, ignorando nuovamente le sperimentazioni strutturali di King. I primi due episodi della serie di Flanagan, proiettati in anteprima al Fantastic Fest dove Matthew Lillard ha fatto impazzire il pubblico con una sorpresa sul palco, dimostrano un impegno totale nel recuperare proprio quella struttura narrativa originale. La serie si apre con chiamate al 911 mentre le immagini mostrano la palestra della scuola avvolta dalle fiamme. Seguono interviste televisive con i compagni di classe di Carrie, probabilmente raccolte per un documentario, nelle quali ognuno offre la propria interpretazione personale di ciò che accadde quella notte e condivide ricordi e sentimenti su Carietta White. Man mano che i primi due episodi procedono, la voce narrante dell'intervistatore descrive gli eventi, intervengono pareri della polizia sulla vicenda, un vicino racconta aneddoti sui primi anni di vita di Carrie.
Tutto questo crea un effetto caleidoscopico che rispecchia fedelmente l'approccio di King, offrendo prospettive multiple che arricchiscono e complicano la narrazione. Flanagan, che ha già dimostrato la sua abilità nell'adattare King con Il gioco di Gerals, Doctor Sleep e il recente The Life of Chuck, non si limita a una fedeltà pedissequa. La serie è ambientata nell'America contemporanea, non negli anni Settanta, e secondo quanto trapelato dal festival include un'importante aggiunta narrativa che non verrà rivelata prima del debutto. Ma il rispetto per la struttura originale del romanzo rappresenta la vera innovazione di questo adattamento. È questa scelta che rende la serie di Flanagan non un sostituto del film di De Palma, ma un suo degno compagno.