Nomination David 2016: non stupitevi se Jeeg Robot primeggia assieme a Claudio Caligari
Il fatto che un film popolare abbia ricevuto il massimo delle nomination ai David assieme ad uno d'autore poteva essere una sorpresa fino a qualche anno fa
Abituati a quel che accade di solito da noi ci sarebbe da sorprendersi per il fatto che un film d’autore, molto bello, molto celebrato e per giunta di un regista che è deceduto (cosa che tende sempre ad avere un certo effetto nei cuori al momento di decretare le nomination) abbia avuto lo stesso numero di menzioni di un film popolare, uno che non ha nemmeno fatto sfaceli al boxoffice, ma una prestazione nei margini del buon successo sebbene superiore alle previsioni (ad oggi circa 2 milioni e 600 mila euro). Invece forse non è così.
Le nomination appaiono come la conseguenza diretta di quest’entusiasmo dell'industria.
Tra le note positive c’è anche il fatto che pure Checco Zalone, precedentemente ignorato dai David con tanto di polemica, questa volta ci rientra anche se con nomination marginali (David Giovani, David per la miglior canzone) e una sola di quelle importanti (Miglior attrice non protagonista, Sonia Bergamasco, l'unica accreditata nel giro del cinema d'autore). Di certo Quo Vado? non poteva aspirare a troppe menzioni nelle categorie centrali visto l’affollamento di titoli pesantissimi di quest’anno. Non solo i reduci di Cannes, Il racconto dei racconti e Youth, ma anche il quasi nominato agli Oscar di Claudio Caligari e poi il vincitore di Berlino Fuocoammare (4 nomination ma tutte importanti). È già un miracolo che un altro film legittimato da un successo di botteghino straordinario (ma anche dal cast “giusto” per piacere ai David) sia nell’Olimpo dei più nominati, ovvero Perfetti Sconosciuti.
Di un certo un vincitore lo possiamo decretare già ora ed è Luca Marinelli. Non solo è nominato in due categorie (miglior attore protagonista per Non Essere Cattivo e miglior non protagonista per Lo Chiamavano Jeeg Robot) ma di fatto è una delle pedine fondamentali della riuscita dei due film più nominati. Sia in quello di Caligari che in quello di Mainetti sono i diversi toni di Marinelli a dare i tempi e la pasta giusta al genere. In entrambi è un criminale e in entrambi recita sopra le righe, tuttavia è capace di declinare diversamente quel tipo di opposizione e con le sue scelte plasmare buona parte del mood del film. Se per un superhero movie il villain è fondamentale da sempre, in quello di Caligari, assieme a Alessandro Borghi, la sua rabbia disperata di borgata è uno dei tratti vincenti. Espressionista ma mai ridicolo, il suo trionfo è una pedina determinante di entrambi i film che potrebbero essere decretati come i più importanti dell'anno. Finalmente questo talento riceve il lancio che merita.