Oscar 2019: Il Ritorno di Mary Poppins e Vice mostrati alle guild
Il Ritorno di Mary Poppins e Vice si preparano a entrare nella corsa ai premi grazie ai reportage da alcune proiezioni per le guild
Il Ritorno di Mary Poppins (che la stampa ufficialmente ancora non ha visto) è stato mostrato mercoledì sera ai membri della Producers Guild, sabato a tutti i membri delle Guild e ieri sera ai membri dell'Academy, e Variety riporta notizie di un'ottima accoglienza da parte di tutte e tre le comunità (con una lunga standing ovation alla proiezione di sabato e un applauso a scena aperta quando il 91enne Dick Van Dyke è comparso sullo schermo alla proiezione per l'Academy), dando per scontata una presenza della pellicola alla corsa come miglior film.
Sabato sera è toccato invece a Vice: il film di Adam McKay (La Grande Scommessa) è stato proiettato ai membri della SAG alla presenza del regista e degli attori Christian Bale, Amy Adams e Tyler Perry. Definita dal sito Awards Daily "la più cupa delle dark comedy" (o una vera e propria satira), la pellicola contiene (a quanto pare) una delle migliori performance di sempre di Bale nei panni dell'ex vicepresidente degli Stati Uniti Dick Cheney, "così convincente che vi dimenticherete di essere davanti a un attore". Il sito si sbilancia prevedendo nomination sicure per Bale (miglior attore), Amy Adams (attrice non protagonista), sceneggiatura (Adam McKay), se non anche film, regista e ttore non protagonista (Steve Carell o Sam Rockwell, rispettivamente nei panni di Donald Rumsfeld e George W. Bush).
Anche Deadline afferma che le candidature per Bale, Adams, Rockwell e forse film, sceneggiatura, regia, montaggio, colonna sonora sono molto probabili, per una pellicola che potrebbe dividere pubblico e critica per come affronta fatti storici recenti. Durante il Q&A, McKay ha spiegato: "Penso che a un certo punto la norma sia diventata che dobbiamo vedere film d'intrattenimento, con esplosioni o risate. Sarò un nerd, ma a me affascinano più queste cose... uno degli aspetti più grandiosi del cinema e della storia del cinema è che non ci sono davvero regole. È una questione di cosa funziona e di cosa rientra in un arco narrativo emotivo. Per me indagare queste storie da un punto di vista diverso dal solito è stato liberatorio ed entusiasmante."