Pietro Valsecchi e Checco Zalone, il retroscena su Tolo Tolo e l’addio al produttore: cos’è successo davvero
Checco Zalone, al secolo Luca Medici, sta per tornare al cinema con Buen Camino. Il suo ex produttore, Pietro Valsecchi, racconta un retroscena che potrebbe cambiare l'immagine del regista e interprete.
A Natale siamo tutti più buoni, forse. È proprio per questo che Luca Medici, alias Checco Zalone, sceglie di tornare al cinema – dopo 5 anni di attesa – proprio quel giorno. Una rinascita, in un certo senso, anche per lui che dopo Tolo Tolo, il film che ha incassato meno (pur avendo ottenuto numeri considerevoli) tra i suoi, ritrova Gennaro Nunziante alla regia. BadTaste ha già chiarito i motivi del sodalizio ricompostosi tra regista e attore protagonista, ora – a rafforzare questa tesi – arriva l'ex produttore di Checco Zalone: Pietro Valsecchi racconta di come è nato il rapporto e il successo attorno all'attore e al comico.
Pietro Valsecchi e la rottura con Checco Zalone
Non proprio cifre qualunque, ma a certi livelli – con le aspettative al massimo – parlare di ridimensionamento non è un azzardo. Zalone era (e resta) un riferimento e proprio per questo, forse, ci si aspetta sempre molto: "Abbiamo abituato - ammette Valsecchi - a un certo tipo di gusto il pubblico. Poi qualcosa si è rotto". Cosa? Se lo chiedono tutti e Valsecchi, sulle pagine del Corriere della Sera, risponde: "C'è stata una lite assurda con Gennaro Nunziante, mi chiese una cifra assurda. Io risposi ma tu non sei Zalone: sei il regista di Zalone. Ci lasciammo in malo modo, non l'ho più rivisto".
Nel frattempo – continua a raccontare Valsecchi – c'era un'opera da portare a termine: "Io gli dicevo Checco dobbiamo fare qualcosa e lui Pietro non mettermi ansia. D'accordo, rispondevo io, ma un'idea va trovata". In quel pantano Zalone, stando al racconto di Valsecchi, decide di prendere in mano la situazione e mettersi dietro la macchina da presa: fare il film a modo suo. Senza filtri e impedimenti.
Il retroscena su Tolo Tolo
"Era strano - prosegue Valsecchi - attaccato ai soldi e aveva l'ansia da primo posto. È normale a certi livelli, mi rispose che dopo tutti i soldi che avevo guadagnato era arrivato il momento di spendere. Il film da regista è andato come è andato. Lui voleva la sua riconferma. Solo che a me questo riconoscimento è costato 24 milioni di euro. Aveva bisogno di essere riconosciuto da una certa intellighenzia di sinistra che lo aveva snobbato in passato: è un democristiano fino al midollo. Quando abbiamo lavorato insieme, però, soprattutto all'inizio, ci siamo divertiti".
Non proprio parole qualsiasi. Pietro Valsecchi si abbatte come un ciclone mediatico sull'uscita del nuovo film di Luca Medici, in arte Checco Zalone, con un'intervista fiume che dimostra quanto le cose con l'interprete si sono complicate nel tempo. Valsecchi, a cui Medici ancora non ha replicato, getta la maschera e mostra (per quanto possibile) un retroscena in grado di cambiare la fama di Zalone.
L'uomo dietro la maschera (comica)
La maschera comica, infatti, anche nel suo cinismo e nel modo di fare comicità pungente, si è fatta apprezzare proprio per la capacità di restare umile e presente. Il personaggio è diverso dalla persona e viceversa. Ora, dopo queste rivelazioni, il pubblico inizia a farsi qualche domanda: è davvero così come ha raccontato il produttore? Già soltanto per aver insinuato il dubbio nella platea l'operazione è riuscita. Complicare le cose non era sicuramente l'intento primario, ridimensionare Zalone forse sì.