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Quattro amici tra mascolinità tossica e nuove dinamiche, nella serie italiana in top 10 su Netflix

La nuova comedy Netflix con Martari, Lastrico, Sermonti e Montanari. Quattro quarantenni alle prese con la crisi della mascolinità moderna.

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Quattro amici, una crisi d'identità collettiva e un mondo che cambia troppo in fretta. Maschi veri è la serie italiana in top 10 su Netflix che mette sotto la lente d'ingrandimento il maschio quarantenne contemporaneo, quello convinto di avere tutto sotto controllo fino a quando la realtà non gli presenta il conto. Prodotta da Groenlandia e creata da Furio Andreotti, Giulia Calenda e Ugo Ripamonti, la comedy debutta sulla piattaforma di streaming con otto episodi da trenta minuti che promettono di far ridere, ma anche riflettere. Al centro della storia ci sono Massimo, Mattia, Luigi e Riccardo, interpretati rispettivamente da Matteo Martari, Maurizio Lastrico, Pietro Sermonti e Francesco Montanari. Quattro volti noti del panorama televisivo italiano che qui si ritrovano a vestire i panni di amici di lunga data, uomini sulla soglia dei quarant'anni che si considerano ancora "maschi alfa".

Ma in un mondo che si muove verso la parità di genere e nuove sensibilità sociali, questi quattro si ritrovano improvvisamente spaesati, costretti a fare i conti con i propri pregiudizi e con quella che viene comunemente definita "mascolinità tossica". La serie è l'adattamento italiano di Machos Alfa, comedy spagnola del 2022 creata da Alberto e Laura Caballero per Netflix. Nella versione originale i protagonisti avevano i volti di Gorka Otxoa, Fele Martínez, Fernando Gil e Raúl Tejón, e anche lì il tema centrale era lo stesso: cosa succede quando l'identità maschile tradizionale viene messa in discussione dalle evoluzioni della società contemporanea. Mattia è probabilmente il più emblematico del gruppo, quello che incarna meglio le contraddizioni di una generazione cresciuta con certi modelli e improvvisamente catapultata in un contesto diverso. Massimo naviga tra ambizioni professionali e relazioni sentimentali che non sempre vanno nella direzione sperata.

Riccardo e Luigi completano il quartetto, ognuno con le proprie nevrosi e i propri tentativi maldestri di adattarsi a un mondo che richiede maggiore consapevolezza emotiva e relazionale. Quello che Maschi veri prova a fare è raccontare questa transizione con ironia ma senza sconti. I quattro amici si trovano a dover riscoprire il proprio posto non solo nella società, ma anche nelle dinamiche di coppia, senza perdere sé stessi nel processo. È un equilibrio delicato, quello tra il riconoscere i propri limiti e il mantenere la propria identità, e la serie sembra voler esplorare proprio questa zona grigia. La serie si inserisce in un filone narrativo sempre più presente nel panorama seriale contemporaneo: quello che interroga l'identità maschile tradizionale mostrandone le crepe, i limiti, le contraddizioni. Non si tratta di demonizzare il maschile, quanto piuttosto di mostrare come certi modelli comportamentali non reggano più di fronte alle sfide della modernità.

E lo fa con leggerezza, senza la pesantezza del pamphlet ideologico, ma con la forza della commedia intelligente che sa far ridere e pensare. Maurizio Lastrico porta sul piccolo schermo la sua capacità di essere insieme comico e riflessivo, già dimostrata in Call My Agent - Italia. Francesco Montanari, che abbiamo imparato a conoscere nei panni del tormentato Saverio Barone in Il cacciatore, qui si cimenta con un registro completamente diverso. Matteo Martari, reduce dal successo di Cuori, e Pietro Sermonti, eterno Duccio de Il Paradiso delle Signore e volto iconico di Boris, completano un poker di interpreti che sulla carta promette scintille. La domanda che Maschi veri pone è semplice, ma scomoda: cosa significa essere uomini oggi? Non in senso biologico, ma culturale, sociale, relazionale.

Cosa resta del vecchio modello quando viene messo sotto pressione dalle aspettative contemporanee? E soprattutto, è possibile cambiare senza tradire sé stessi, o è proprio l'idea stessa di "tradimento" a essere superata? Maschi veri (di cui è da poco uscita la seconda stagione) non dà risposte, e probabilmente è questo il suo punto di forza. Si limita a osservare, con occhio complice ma non indulgente, quattro uomini che navigano a vista in acque inesplorate. E in questa navigazione incerta, molti spettatori potrebbero riconoscersi, trovando nella risata anche un po' di quella catarsi che solo le storie ben raccontate sanno regalare.

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