Rowan Atkinson è un alieno, secondo una teoria, in questa serie cult amatissima su Prime Video
La serie su Prime Video che ha per protagonista un alieno, secondo una teoria spiegata attraverso i titoli di testa, i comportamenti strani e la conferma della serie animata.
Per oltre tre decenni, Mr. Bean è stato uno dei personaggi comici più amati del piccolo schermo. Quel buffo ometto con la cravatta rossa sottile e la giacca di tweed, che risolve i problemi quotidiani nei modi più assurdi possibili, ha conquistato milioni di spettatori in tutto il mondo. Ma cosa succederebbe se vi dicessimo che dietro quelle buffe marachelle si nasconde una spiegazione fantascientifica che è sempre stata lì, sotto i nostri occhi, per tutti questi anni? Rowan Atkinson ha creato Mr. Bean (la cui amatissima serie live-action è disponibile su Prime video) nei primi anni Ottanta, mentre studiava ingegneria elettrica all'Università di Oxford. Il concept era semplice: un bambino intrappolato nel corpo di un adulto. Un personaggio che borbotta a malapena qualche parola con voce gutturale, che adora il suo orsacchiotto di peluche e che affronta la vita con una logica tutta sua. Tagliare le gambe dei pantaloni per farli entrare in valigia senza piegarli.
Dipingere le pareti di casa facendo esplodere una "bomba" di vernice dopo aver avvolto tutto nella carta. Imitare il rumore di un autobus che apre le porte per far salire un non vedente direttamente in mezzo al traffico. La genialità della serie, trasmessa in quindici episodi tra il 1990 e il 1995, risiedeva proprio nella sua quasi totale assenza di dialoghi. Questo non solo permetteva ad Atkinson di esprimere tutto il suo talento nella commedia fisica e visiva, ma rendeva il programma perfettamente esportabile in ogni mercato senza bisogno di doppiaggio elaborato. Al culmine della sua popolarità sulla televisione britannica, Mr. Bean raccoglieva diciotto milioni di spettatori. Nel 2015, era il secondo programma televisivo più seguito su Facebook, con oltre sessantuno milioni e mezzo di fan. Ma perché Mr. Bean si comporta in modo così strano? Certo, possiamo accettare che sia semplicemente eccentrico, un personaggio comico costruito sull'esagerazione. Oppure possiamo guardare più attentamente ai dettagli che la serie stessa ci ha fornito fin dall'inizio.Dal secondo episodio in poi, la sigla mostra Mr. Bean che cade letteralmente dal cielo, avvolto in un fascio di luce. Come se venisse teletrasportato sulla Terra da un'astronave in orbita. E alla fine del terzo e del sesto episodio, lo stesso raggio di luce lo risucchia verso l'alto, riportandolo da dove è venuto. Questa non è una semplice scelta stilistica. È un indizio narrativo che attraversa l'intera serie e che assume un significato completamente diverso quando consideriamo tutti gli altri elementi. Il comportamento asociale di Mr. Bean, la sua totale incomprensione delle convenzioni sociali, le soluzioni bizzarre ai problemi più semplici: sono tutti sintomi classici del "pesce fuor d'acqua alieno", un tropo narrativo che conosciamo bene da Mork di Ork fino all'alieno insetto in Men in Black.
Anche la sua difficoltà con il linguaggio acquisisce una nuova dimensione. Contrariamente a quanto ci mostrano certi film di fantascienza, un essere extraterrestre non parlerebbe perfettamente inglese appena atterrato. Mr. Bean borbotta, emette suoni gutturali, comunica a gesti. Esattamente come ci aspetteremmo da qualcuno che sta ancora imparando a padroneggiare un linguaggio completamente alieno alla sua natura. Lo stesso Rowan Atkinson ha ammesso, in un'intervista, che Bean "ha un aspetto leggermente alieno". Una dichiarazione che potrebbe sembrare una semplice descrizione del suo personaggio eccentrico, ma che assume un peso completamente diverso alla luce di tutti gli altri elementi. La conferma definitiva arriva dall'episodio finale della terza stagione di Mr. Bean: La serie animata, intitolato "Double Trouble". In questo episodio, un UFO pieno di cloni di Mr. Bean torna sulla Terra per recuperare il loro compagno.
Sono pronti a riportarlo sul pianeta natale, ma quando il nostro Mr. Bean vede Irma Globb, la sua ragazza terrestre, triste e sola, decide di rimanere. Per la prima volta, prova vera compassione. I suoi simili lo riportano quindi a Londra esattamente nello stesso modo in cui lo abbiamo sempre visto: attraverso un fascio di luce che lo deposita dall'alto. È lo stesso identico raggio di luce che introduce Mr. Bean all'inizio di ogni episodio della serie originale. È una narrazione coerente costruita attraverso indizi visivi ripetuti, comportamenti caratteriali specifici e confermata dalla stessa serie animata ufficiale. Mr. Bean non è semplicemente un personaggio eccentrico: è un essere di un altro mondo che cerca, con risultati spesso disastrosi e sempre esilaranti, di capire come funziona la vita sulla Terra.La serie Friends, disponibile su Netflix, rese omaggio – o, secondo alcuni, rubò l'idea – a Mr. Bean nell'episodio "The One With All the Thanksgivings", quando Joey si ritrova con un tacchino in testa. La scena originale apparteneva a "Merry Christmas, Mr. Bean", uno degli episodi più celebri della serie. Ma mentre per Joey era una semplice gag comica, per Mr. Bean potrebbe essere stato un tentativo maldestro di comprendere le tradizioni natalizie terrestri. Guardare la serie con questa consapevolezza cambia completamente la prospettiva. Ogni episodio diventa non solo una raccolta di sketch comici brillanti, ma anche il diario di un visitatore cosmico che documenta, a modo suo, la stranezza della vita umana. Un antropologo extraterrestre travestito da commedia fisica.