"Sono una mamma che ha perso tutto": la storia di Dea commuove a Tu sì que vales
Mirna Mastronardi racconta a Tu sì que vales la storia di sua figlia Dea e l'associazione nata per aiutare i giovani contro il disagio sociale e il cyberbullismo.
Ci sono parole davanti alle quali è difficile rispondere. Quelle di Mirna Mastronardi, pronunciate sul palco di Tu sì que vales sabato 3 ottobre, hanno fermato lo studio. "Sono una mamma che ha perso tutto". Una frase che pesa come un macigno, che non ha bisogno di spiegazioni. Maria De Filippi, Paolo Bonolis, Sabrina Ferilli e il pubblico in sala hanno ascoltato in silenzio la testimonianza di una donna che ha scelto di trasformare il dolore più grande in qualcosa che potesse aiutare altri ragazzi.
Proprio quella difficoltà, quella incapacità di accettarsi rispetto ai modelli di perfezione che i social network impongono continuamente, ha portato Dea a compiere un gesto estremo. Durante gli anni delle medie aveva subito cattiverie ed emarginazione, nonostante fosse una ragazza che studiava con impegno e che aveva concluso quel percorso con un 10 e lode.
Ma Mirna ha scelto di non chiudersi nel dolore. "Ho voluto dare un senso al suo passaggio su questa terra. Non volevo che ricordassero Dea solo per quell'atto finale", ha spiegato. Così è nata l'associazione "Dea per sempre", fondata insieme a due professoresse della figlia e a due sue amiche. Un progetto che porta nelle scuole un messaggio chiaro: i ragazzi sono meravigliosi nella loro unicità e non devono sentirsi sbagliati, emarginati o diversi rispetto ai modelli irreali che vedono sui social.
Il nome di Dea accompagna oggi l'incontro con altri ragazzi, ai quali offrire il tempo e l'attenzione necessari per raccontarsi. Una madre che ha perso tutto ha scelto di trasformare quel vuoto in presenza, in ascolto, in possibilità. Perché nessun altro genitore debba dire quelle stesse parole.