Stefano De Martino, la morte del padre l'ha spinto a dire sì a Sanremo 2027: “Cosa sto aspettando?”
Stefano De Martino racconta come la perdita del padre abbia influito sulla scelta di condurre Sanremo 2027, tra paure, nuovi progetti e indiscrezioni su Dua Lipa.
Stefano De Martino si prepara ad affrontare una delle sfide più importanti della sua carriera, ma dietro la decisione di accettare la conduzione del Festival di Sanremo 2027 non ci sono soltanto ambizioni professionali e voglia di mettersi alla prova. A convincerlo è stato anche un dolore personale che ha cambiato profondamente il suo modo di guardare alla vita: la scomparsa del padre. Un evento che lo ha spinto a riflettere sul tempo, sulle occasioni che rischiano di andare perdute e sulla paura di non essere all'altezza.
“Nella mia vita è successo qualcosa che ti fa capire che non sempre abbiamo il tempo di fare una cosa. E allora mi sono detto: ma cosa sto aspettando? Forse era solo il timore di non essere all'altezza, ma è un esame che devi dare se vuoi fare questo mestiere”. - Stefano De Martino
Parole che raccontano un lato più intimo del presentatore, abituato a mostrarsi sorridente e ironico davanti alle telecamere. La morte del padre ha rappresentato quindi anche una spinta a non rimandare un'occasione professionale tanto importante, superando il timore di affrontare un palco che ha segnato la storia della televisione italiana. Nella decisione ha avuto un ruolo fondamentale anche la fiducia ricevuta dalla Rai. De Martino ha raccontato di aver percepito un sostegno unanime da parte dell'azienda, un elemento che gli ha permesso di affrontare con maggiore serenità una responsabilità così grande.
Non considera comunque Sanremo un punto d'arrivo, ma una nuova tappa di un percorso iniziato molti anni fa e costruito attraverso esperienze televisive molto diverse tra loro. Intanto, il conduttore ha cominciato a delineare anche l'identità del suo Festival, prendendo le distanze dall'idea di uno spettacolo populista. L'obiettivo è realizzare un Sanremo capace di parlare a un pubblico ampio, senza rinunciare a una propria personalità. E il modello dichiarato è uno dei nomi più importanti nella storia della manifestazione: Pippo Baudo.
“Per me l'ideale massimo è Pippo Baudo. Dal suo Sanremo capivi esattamente in che anno ti trovavi, perché non aveva timore di raccontare la contemporaneità e segnare il proprio tempo”. - Stefano De Martino
Questo significa che il vincitore della serata dedicata all'Eurovision potrebbe non coincidere con il vincitore del Festival. Il regolamento prevede inoltre 24 artisti in gara e nuove limitazioni all'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella creazione dei brani. Una trasformazione che De Martino vuole affrontare senza perdere di vista il significato della manifestazione. Per lui, Sanremo rimane prima di tutto una grande festa della musica, un appuntamento capace di riunire milioni di italiani davanti alla televisione.
E se oggi il conduttore è pronto a raccogliere un'eredità così impegnativa, il motivo non riguarda soltanto il successo o la carriera. È anche la consapevolezza, maturata attraverso una perdita dolorosa, che certe occasioni non possono essere rimandate per sempre. Intanto, mentre prendono forma i preparativi per il Festival, continuano a circolare le indiscrezioni sulla possibile presenza di Dua Lipa a Sanremo 2027, un'ipotesi che per il momento resta senza conferme ufficiali.