Su RaiPlay, Matilda De Angelis nel debutto alla regia di Greta Scarano che commuove l'Italia
Il film di Greta Scarano con Matilda De Angelis sulla storia vera di Damiano e Margherita Tercon, fratelli legati dall'autismo e dal rap.
Ci sono storie che nascono dalla vita vera e portano con sé una forza che nessuna sceneggiatura inventata potrebbe mai raggiungere. La vita da grandi è una di queste: un film che segna il debutto alla regia dell'attrice Greta Scarano, disponibile su RaiPlay. Questo film parla di autismo, ma lo fa in un modo che rompe gli schemi, che abbandona la pesantezza per abbracciare l'ironia, la tenerezza e quella verità scomoda che spesso preferiamo non guardare: crescere non è mai un percorso solitario. La storia prende ispirazione dalla vera vicenda di Margherita e Damiano Tercon, fratello e sorella diventati noti al grande pubblico dopo la partecipazione a Italia's Got Talent. La loro esperienza è stata raccontata nei libri Mia sorella mi rompe le balle (2020) e L'imprevisto di diventare adulti. La vita da grandi tra sogni e autismo (2025), ma Greta Scarano ha sentito che quella storia aveva un potenziale cinematografico unico.
Il ritorno di Irene a Rimini si trasforma in qualcosa di più profondo di un semplice obbligo familiare. Tra le mura della casa d'infanzia, carica di ricordi e sentimenti mai del tutto risolti, i due fratelli si ritrovano a condividere giorni intensi. Omar, con la sua determinazione incrollabile e il suo mondo fatto di regole personali, sfida le certezze di Irene, costringendola a guardare la realtà con occhi nuovi. Quello che inizia come un compito si trasforma in un viaggio di crescita reciproca. Irene diventa la guida di Omar in un percorso fatto di piccole e grandi conquiste quotidiane: prepararsi da solo, prendere decisioni, affrontare il mondo con sicurezza. Ma, nel farlo, si accorge che anche lei sta imparando qualcosa di fondamentale. Crescere non significa solo prendersi responsabilità, ma anche fidarsi, lasciarsi andare, accettare che a volte si ha bisogno di qualcuno accanto. Perché, in fondo, la vita da grandi si impara insieme.
La regista ha confessato di non avere un fratello con disabilità, ma di essere cresciuta in una famiglia disfunzionale - "come moltissime persone", precisa - e questo le ha permesso di empatizzare profondamente con le dinamiche familiari raccontate nel film. È proprio questa universalità a rendere La vita da grandi un'opera che va oltre il tema specifico dell'autismo: è un film sulla famiglia, sulla difficoltà di comunicare, sul bisogno di essere visti per quello che siamo davvero. Il sogno di Omar di diventare un cantante rap e partecipare a un talent show non è un dettaglio folkloristico, ma il cuore pulsante della sua ricerca di identità. La musica diventa il linguaggio attraverso cui esprime se stesso, un modo per dire al mondo: io esisto, ho qualcosa da dire, e lo dico a modo mio. In un'epoca in cui i talent show sono diventati parte integrante della cultura popolare italiana, questa scelta narrativa rende Omar ancora più contemporaneo e riconoscibile.