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Timothy Oliphant nella serie su Prime Video che ha fatto quello che Yellowstone non è mai riuscita a fare

Questa serie con Timothy Olyphant è il neo-western che ha reinventato il genere in tv. Scopri come la serie FX ha trasformato il western classico in un capolavoro moderno.

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Quando si parla di western televisivi, la mente corre subito ai classici in bianco e nero, ai duelli polverosi e alle praterie sconfinate del XIX secolo. Ma nel 2010 è arrivata una serie che ha preso quel codice narrativo scolpito nella pietra e lo ha catapultato nel presente, dimostrando che un marshal con il cappello e la stella può funzionare benissimo anche nell'America contemporanea. Stiamo parlando di Justified, il neo-western firmato FX, disponibile su Prime Video, che ha trasformato Timothy Olyphant in un'icona televisiva e ha ridefinito i confini di un genere che sembrava confinato al passato.

La serie nasce dalla penna di Elmore Leonard, maestro della crime fiction americana, partendo dal racconto breve "Fire in the Hole". Al centro della storia c'è Raylan Givens, un Deputy U.S. Marshal dal grilletto facile e dal senso della giustizia ancora più rapido. Olyphant, che aveva già calcato i territori western nei panni dello sceriffo Seth Bullock in Deadwood di HBO, qui trova il ruolo della vita. Raylan non è un eroe perfetto: è un uomo delle contraddizioni, capace di citare la legge mentre sfoggia metodi poco ortodossi, un cowboy fuori tempo massimo che si muove tra Kentucky, ex mogli e conti in sospeso con il passato. Ciò che rende Justified rivoluzionario è proprio questa capacità di fondere l'archetipo del pistolero solitario con la complessità narrativa delle serie moderne.

La prima stagione adotta una struttura episodica classica, con un caso da risolvere a ogni puntata, alla maniera de Il cavaliere solitario. Ma man mano che la serie evolve, abbandona questa formula per abbracciare un approccio serializzato: gli archi narrativi si estendono su più episodi, a volte su intere stagioni, e i personaggi acquisiscono profondità psicologica. L'action c'è, eccome, ma è al servizio di una narrazione stratificata dove ogni sparatoria ha conseguenze, dove ogni scelta pesa. La vera genialità sta nell'ambientazione contemporanea. Raylan è un eroe western calato nell'oggi: porta il cappello Stetson e la fondina, ma insegue criminali che usano cellulari e pickup. Questo spostamento temporale non è un espediente nostalgico, ma una chiave di lettura dell'America rurale moderna, delle sue tensioni, delle sue sacche di illegalità.

Il Kentucky di Justified è una frontiera tanto quanto lo era il West di fine Ottocento: un luogo dove la legge fatica ad arrivare e dove gli uomini si fanno giustizia da soli. Dopo il successo di Justified, la carriera di Olyphant ha spiccato il volo definitivo. Ha lavorato con registi del calibro di Quentin Tarantino e Oliver Stone, è entrato in franchise mastodontici come Star Wars, Alien e Terminator. Ma sarebbe riduttivo considerare Justified solo come il trampolino di lancio verso la lista A di Hollywood. La serie merita di essere ricordata come un classico a tutti gli effetti, un punto di riferimento per chiunque voglia capire come si reinventa un genere senza tradirne l'anima.

Nel panorama dei neo-western televisivi esploso negli anni successivi, Justified resta imbattuto. Yellowstone ha conquistato milioni di spettatori con le sue dinamiche familiari e i paesaggi mozzafiato, ma alla fine è rimasto sostanzialmente una soap opera in salsa western. Outer Range ha tentato la strada della contaminazione sci-fi, perdendosi però in una giungla di sottotrame superflue. Longmire ha provato a replicare la formula di Justified, riuscendoci solo in parte e senza mai trovare una voce davvero originale. Il legame tra il pubblico e Raylan Givens si è rivelato così solido che nel 2023 FX ha deciso di resuscitare la serie con Justified: City Primeval, una miniserie sequel che sposta il marshal a Detroit e adatta un altro racconto di Leonard.

Olyphant è tornato nei panni del personaggio che lo ha reso immortale, dimostrando che quella miscela di cinismo e idealismo, di violenza e codice morale, funziona ancora. Sei stagioni, 78 episodi, un rating stellare e una reputazione che continua a crescere anche a distanza di anni dalla conclusione. Justified non è solo una grande serie tv: è la dimostrazione che i generi non muoiono mai davvero, si trasformano. E che a volte basta un marshal con il cappello giusto e lo sguardo ancora più affilato della pistola per ricordarci perché amiamo le storie di frontiera, che siano ambientate nel 1880 o nel 2010.

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