Venezia 75 - Alberto Barbera sa già quali sono i film della selezione che deluderanno ("A torto!")
Il direttore della Mostra del Cinema ci parla della selezione di Venezia75, dei film di Netflix e delle scelte audaci
Al decimo anno da direttore della Mostra Barbera ha cambiato un po’ tutto, spiazzato con scelte audaci, preso pochi grandi maestri e tantissimi cineasti che sono i “nuovi maestri”, film d’autore che appartengono ad un genere e anche nuove scommesse: “Dai era facile mettere Trapero in concorso e lo sconosciuto di Acusada in Orizzonti! Era quello che si aspettavano tutti, nessuno avrebbe detto niente. Invece il bello è prima riuscire a convincere Trapero ad accettare il fuori concorso, e poi piazzare una scommessa, uno sconosciuto assoluto lì in concorso, perché sono sicuro che sarà un grande regista!”
“Sì!” [ride]
Diceva che già lo sa quali film spiazzeranno o potranno essere ricevuti meno bene...
Quest’anno Cannes si è lasciata sfuggire il pacchetto di Netflix e questo è naturalmente caduto in braccio a Venezia. Cuaron, Greengrass, i Coen, Welles…. L’opportunità è gigante eppure sappiamo tutti che con tutto l’investimento fatto Netflix non ha ancora tirato fuori un film davvero buono.
“Sì nemmeno Okja mi era piaciuto. Ma hanno cominciato da poco a produrre e il numero di film che fanno sta crescendo, l’anno prossimo saranno molti di più e più belli. Poi arriverà Scorsese. Già quello di Cuaron, quello dei Coen o di Greengrass sono ottimi film, c’è quella qualità che solitamente garantiscono certe produzioni”.
“Sai nel sudest asiatico c’è una grande produzione di bassa qualità, un cinema popolare per il mercato nazionale o al massimo continentale, senza grandi ambizioni. Non è che c’è una nouvelle vague tailandese o altro, solo ogni tanto un’opera prima che emerge quasi per caso. Allora magari la intercettiamo e la portiamo qui”
Avete lavorato in modo particolare alla programmazione, cioè alla disposizione dei film nelle varie sezioni, ci sono 3 western e un horror in concorso ma anche S. Craig Zahler Fuori concorso invece che in una più scontata sezione di mezzanotte. È così che fate le vostre affermazioni su cosa sia il cinema oggi?
Però avete messo in competizione Alfonso Cuaron quando il presidente di giuria è un suo grandissimo amico come Guillermo Del Toro, come mai?
“Ne abbiamo parlato a lungo. Innanzitutto non dubitiamo della buona fede di Del Toro e poi ricorda che in giuria ci sono 9 persone. Avendo assistito alle riunioni ti assicuro che sono lotte al coltello da parte di tutti per imporre il proprio punto di vista, nessuno convince gli altri né tiene conto della nazionalità o dell’amicizia”.
“Ma anche lì mica c’era solo Tarantino in giuria. Detto ciò è un rischio che abbiamo deciso di correre e l’abbiamo fatto di comune accordo con Guillermo. Entrambi ce la sentiamo e poi era ingiusto levare il concorso a Cuaron che se lo merita assolutamente. Abbiamo detto a Guillermo di prendere il rischio di suscitare polemiche inopportune e ingiuste perché nessuno può mettere in dubbio la sua buona fede o il peso di una giuria che contiene attori e registi che non metterebbe a rischio la propria reputazione per fare un favore a Del Toro e al suo amico”.
In concorso ci sono 3 film italiani, due dei quali non proprio italianissimi, sono Suspiria e What You Gonna Do When The World’s On Fire
Selezione chiusa o arriveranno altri film da qui all’inizio?
“È possibile che un paio di titoli li annunciamo dopo, comunque fuori concorso”
[ride] “Fammi pensare… Sicuramente A Star Is Born sarà lì con parecchie nomination…. [apre la cartella stampa per controllare la lista dei film ndr] Sicuramente Damien ci sarà.... [intende First Man ndr]... Eh, uno di questi due”
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