Venezia 75: squadra che vince si cambia, la programmazione del festival parla più dei film stessi
I film di Venezia 75 sono quelli dei più grandi autori in circolazione (ma non quelli dei "maestri" più stanchi) e come sono piazzati nella programmazione dice tutto
Ce ne eravamo accorti proprio a Venezia vedendo film come Gravity o Arrival (ma anche a Cannes vedendo Mad Max: Fury Road) e quest’anno sarà l’apoteosi di questa lunga ondata di mutamento. Tra concorso e fuori concorso è possibile trovare il nuovo film di S. Craig Zahler (uno dei più interessanti in assoluto anche se non popolare come altri) con Mel Gibson intitolato Dragged Across Concrete, Shinya Tsukamoto, il remake di Suspiria dal regista italiano più interessante del momento, un polar come Freres Ennemis e poi ancora La Quietud di Pablo Trapero (già regista di El Clan) e Shadow di Zhang Yimou.
Mettere una cineasta come Jennifer Kent (The Babadook) in concorso come anche Roberto Minervini (un genio che fino ad oggi non era mai stato in un grande concorso internazionale), affiancarli ai fratelli Coen, a Mike Leigh, Paul Greengrass, Alfonso Cuaron e Yorgos Lanthimos è quel tipo di audacia che un festival grande dovrebbe insegnare ai più piccoli, benedicendo un film (e inevitabilmente i suoi simili) con l’alloro della cupola della cinefilia. Poi ovviamente vedremo le nuove scoperte, le opere prime e gli sconosciuti che il festival tira fuori dal nulla (forse la componente meno di successo della seconda gestione Barbera).

I nomi immensi, paradossalmente, sono pure pochi. Sono Zhang Yimou, Mike Leigh e i Coen (e chi vuole ci può inserire Tsukamoto e Cuaron), non di più, il resto è quel livello medio di autori emergenti che guardano avanti più che indietro.
C’è poi Orizzonti che negli ultimi anni ha tirato fuori Gatta Cenerentola, Brutti e Cattivi, Liberami e Nico, 1988 (solo per citare gli italiani) e che quest’anno scommette su Sulla Mia Pelle, il film sulla storia di Stefano Cucchi, oltre alla solita selezione che attinge da tutto il mondo. E ovviamente ci sono le star (e Barbera ha detto che le star “ci saranno tutte”). Da Emma Stone per Lanthimos fino a Lady Gaga e Bradley Cooper per A Star Is Born e poi Ryan Gosling per First Man, Joaquin Phoenix e Gyllenhaal per Sisters Brothers ecc. ecc.
Inutile rielencare un’altra volta tutto da capo per dimostrare che questa selezione ha limato un po’ le solite esigenze di un festival di glamour e cinefilia per ampliare il settore che sta in mezzo i “nuovi autori” noti e non noti, emergenti e scoperti, senza timore del cinema che non passa dalle sale (sono 6 i film di Netflix) e come sempre includendo un evento mondiale televisivo che ha il sapore del cinema come L’Amica Geniale di Saverio Costanzo.
Riuscirà Barbera a presentare per primo (i film sono tutte anteprime mondiali) il prossimo trionfatore degli Oscar per il sesto anno consecutivo (La La Land non vinse come miglior Film ma fu lo stesso il trionfatore della serata)? La selezione sembra puntare su A Star Is Born.
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