Già che c'era poteva anche dire chi uccide chi dolcemente (il sistema uccide l'uomo, la retorica la verità, lo stato i suoi cittadini?), così da levare anche l'ultimo piccolo spazietto lasciato agli spettatori per interagire con il suo film.

Il poster di Killing them Softly

Con il suo terzo film, il primo dopo il successo internazionale di L'assassinio di Jesse James da parte del codardo Robert Ford, Andrew Dominik prosegue nel solco del ribaltamento dei miti cardine e degli ideali statunitensi. Se lì ribaltava una delle storie diventate leggenda, usate per perpetuare una certa idea di giustizia e valori americani, qui invece mostra quella che ritiene essere la vera anima e il vero spirito del suo popolo, in aperto contrasto con tutta la retorica dei discorsi politici (di Obama e Bush jr. allo stesso modo, siamo nel 2008) che televisioni e radio trasmettono continuamente. Una visione pessimista bagnata per tutto il film da una pioggia costante. Soluzione artistica e visiva...