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Behind Daredevil: Born Again 2x06: Requiem

L'analisi della sesta puntata della seconda stagione della serie Marvel Television, tra rimandi al mondo del fumetto e altri prodotti legati al Marvel Cinematic Universe

Fumettallaro dalla nascita, ha perso i capelli ma non la voglia di leggere storie che lo emozionino.


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Il titolo del sesto episodio di Daredevil: Born Again, Requiem, non lascia spazio a interpretazioni: è il momento del lutto, ma anche quello della rottura definitiva di ogni equilibrio. Con la morte di Vanessa Fisk (Ayelet Zurer), l'unico argine rimasto a contenere la furia di Wilson Fisk (Vincent D'Onofrio) è crollato. Senza la sua bussola morale e strategica, il sindaco di New York è ora una forza della natura pronta a radere al suolo Hell's Kitchen. Procediamo con l’analisi, rintracciando i legami con i fumetti della Casa delle Idee e le evoluzioni dell'Marvel Cinematic Universe.

L'addio a Vanessa Fisk

La scomparsa di Vanessa ci permette di approfondire le differenze tra la versione televisiva e quella cartacea del personaggio. Nei fumetti, Vanessa Fisk è stata creata da Stan Lee e John Romita Sr., e la sua prima apparizione è avvenuta sulla pagine di Amazing Spider-Man. La donna ha sempre nutrito un odio profondo per l'impero criminale del marito, accusandolo di averla corrotta e, soprattutto, di essere la causa indiretta che l'ha spinta a uccidere il proprio figlio, Richard Fisk. Tra le pagine di Daredevil, Vanessa ha spesso rappresentato un limite etico per Wilson, finendo persino vittima di un attentato proprio a causa del suo ruolo di "freno".

Nel serial, invece, abbiamo conosciuto una Vanessa molto più risoluta, machiavellica e determinata. Lungi dall'essere una vittima passiva, la donna è stata la complice perfetta, una figura capace di orientare le ambizioni del Kingpin con una freddezza che spesso superava quella del consorte. La sua morte non è solo una perdita affettiva per Wilson, ma la rimozione dell'ultimo filtro razionale che impediva alla sua ferocia di esplodere senza controllo. L’omicidio a sangue freddo del chirurgo a inizio puntata ne è un fulgido esempio.

Un nuovo sindaco per New York?

Come dicevamo prima, la morte di Vanessa segna la perdita di ogni freno per Wilson. Durante il funerale, la governatrice Marge McCaffrey (Lili Taylor) offre a Sheila Rivera (Zabryna Guevara) la possibilità di prendere il posto di Fisk. Questo atteggiamento lascia intendere che qualcosa si stia muovendo per estromettere dalla carica l'ingestibile e pericoloso Wilson a favore di una figura più tranquilla. A dare maggior forza a questa lettura, ricordiamo che nel trailer di Spider-Man: Brand New Day. la donna consegna le chiavi della città all'Uomo Ragno interpretato da Tom Holland. Sarà lei, dunque, il prossimo sindaco della Grande Mela?

Il dilemma morale di Karen Page

Al centro di questo Requiem troviamo anche una tormentata Karen Page (Deborah Ann Woll). Creata da Stan Lee e Bill Everett nel 1964, la Karen dei fumetti ha vissuto parabole tragiche (dal passato nel cinema a luci rosse alla tossicodipendenza), mentre la versione del serial si è imposta come una giornalista d'assalto coraggiosa e pragmatica.

In questo episodio, il dolore per l'omicidio di Foggy Nelson (Elden Henson) spinge Karen verso un baratro oscuro: la donna è decisa a uccidere Benjamin Poindexter (Wilson Bethel) per vendicare l'amico. Questo proposito di giustizia sommaria crea una frattura quasi insanabile con Matt Murdock (Charlie Cox). Il codice etico di Matt, profondamente radicato nella fede cattolica e nel rispetto del diritto alla vita, si scontra con il nichilismo di Karen, portando in scena uno dei temi cardine della mitologia del Cornetto: fino a che punto ci si può spingere per ottenere giustizia senza diventare come i propri mostri? È un Matt visibilmente scosso quello che fatica a riconoscere la donna di cui si è innamorato. Karen, dal canto suo, taglia corto ogni sentimentalismo con una battuta che è un manifesto della sua nuova natura: "Vuoi sapere perché sono cambiata? Sono cresciuta".

Jessica Jones: dalle pagine di Alias all'MCU

L'episodio vede anche il ritorno sulle scene di Jessica Jones (Krysten Ritter). Ideata da Brian Michael Bendis e Michael Gaydos nel 2001 per la serie Alias, Jessica è l'emblema del trauma che si fa eroismo. Se nei fumetti le sue origini sono legate a un incidente stradale e al successivo controllo mentale da parte dell'Uomo Porpora, la serie TV ha saputo rendere ancora più viscerale il suo cinismo protettivo.

Un dettaglio fondamentale emerso dai dialoghi riguarda la figlia, Danielle. Nei fumetti, la piccola è nata dalla relazione con Luke Cage (chiamata così in onore di Danny Rand, Iron Fist) e rappresenta il punto di svolta che porta i due a cercare una vita più stabile. Anche nella serie la bambina mantiene lo stesso nome ma, dalle parole di Jessica, capiamo che la situazione tra i genitori è complessa. Jessica e Luke, infatti, non vivono insieme e, molto probabilmente, questa condizione potrebbe essere legata alle manovre governative che stanno scuotendo la comunità supereroistica.

Luke Cage e l'ombra dei New Avengers

Sebbene Luke Cage (Mike Colter) non compaia fisicamente in questa stagione, la sua presenza è ormai certa per la prossima. Dalle rivelazioni di Jessica, scopriamo che Luke è stato convinto dal misterioso Mr. Charles (Matthew Lillard) a collaborare con il governo americano.

Come ben sappiamo, Charles risponde direttamente a Valentina Allegra de Fontaine (Julia Louis-Dreyfus), apparsa intenzionata a finanziare e sostenere una nuova iterazione dei New Avengers. Per i lettori di lunga data, questo è un riferimento esplicito al leggendario ciclo di Bendis sulle pagine dell’omonima testata (2005): Cage divenne membro dei Vendicatori insieme a figure del calibro di Spider-Man, Wolverine, Spider-Woman, Sentry, Capitan America e Iron Man. Vedere Luke nuovamente al centro dei giochi di potere di Val promette scintille per il futuro dell'MCU.

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