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Behind Daredevil: Born Again 2x05: The grand design

L'analisi della quinta puntata della seconda stagione della serie Marvel Television, tra rimandi al mondo del fumetto e altri prodotti legati al Marvel Cinematic Universe

Fumettallaro dalla nascita, ha perso i capelli ma non la voglia di leggere storie che lo emozionino.


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C'è un paradosso nel concetto di “Grand Design”: l'idea che esista una trama perfetta ma che a noi sia concesso vederne solo i singoli fili intrecciati. Come suggerisce il titolo della nuova puntata di Daredevil: Born Again, il disegno divino non è una mappa chiara ma un sentiero che si svela solo mentre lo percorriamo, spesso nel buio più profondo. Non siamo gli architetti della nostra vita – piuttosto – attori di un piano provvidenziale che ci spinge verso mete sconosciute.

In questo appuntamento, lo scontro tra il sindaco di New York, Wilson Fisk (Vincent D'Onofrio), e la resistenza guidata da Matt Murdock (Charlie Cox) si concede una pausa per permettere ai protagonisti di leccarsi le ferite. Nell’episodio – scritto da Angela Barnes e diretto da Jesse Wigutow – i numerosi flashback offrono uno sguardo inedito sul passato dei personaggi. Partiamo con la nostra analisi, scovando rifermenti ai fumetti della Casa delle Idee e agli altri progetti del Marvel Cinematic Universe.

Marvel in red

Dopo l'incursione cromatica dedicata a Bullseye, in questo episodio torna prepotentemente il logo in rosso di Marvel Television. Non si tratta solo di una scelta estetica, ma di una vera e propria dichiarazione d'intenti: il rosso "sangue e giustizia" segna il ritorno alla tradizione più pura di Daredevil.

La puntata, infatti, recupera quella struttura narrativa densa e stratificata, ricca di salti temporali e flashback rivelatori, che aveva decretato il successo del ritmo e dell'atmosfera nelle stagioni prodotte da Netflix. Abbandonando per un momento la linearità frenetica del MCU moderno, Grand Design si prende i suoi spazi, scava nel passato e utilizza il montaggio per tessere una tela emotiva che unisce ciò che Matt e Wilson erano con ciò che sono diventati. È un ritorno alla tradizione del Cornetto: un noir urbano dove il tempo non è mai una linea retta, ma un labirinto di ricordi che spiegano le cicatrici del presente.

Vanessa e Wilson

Dopo essere stata accidentalmente ferita alla testa, Vanessa (Ayelet Zurer) viene trasportata d’urgenza all’ospedale. Mentre Wilson resta al suo capezzale, riviviamo il loro primo incontro: Mentre Wilson resta al suo capezzale, riviviamo i primi tempi di Vanessa presso la galleria d'arte dove, dopo qualche tempo, incontrerà Fisk. In queste sequenze vediamo per la prima volta il famoso quadro Rabbit in a Snowstorm, l'opera "bianco su bianco" che farà scattare l'amore tra i due e che diventerà il simbolo del loro legame.

Nei fumetti, le origini del loro rapporto sono ben diverse. Come narrato anche in Amore e Guerra, fumetto scritto da Frank Miller per i disegni di Bill Sienkiewicz, Vanessa era una ragazza svizzera che viveva a Zurigo, affetta da amnesia. Rapita da trafficanti per essere venduta a Kingpin come schiava, colpì Fisk per la sua grazia e il suo coraggio, spingendolo a liberarla e, successivamente, a sposarla.

Adam Wesley

In questo tuffo nel passato, ritroviamo il braccio destro storico di Fisk, Adam Wesley (Toby Leonard Moore). Il flashback ci mostra la sua assoluta dedizione nel risolvere ogni grattacapo del capo. Nei fumetti, il personaggio è stato introdotto da Miller nel celebre arco narrativo Born Again come l’avvocato incaricato degli affari più loschi. Rispetto alla serie TV, nei comics non ha avuto un ruolo così centrale fino a quando Fisk non è diventato sindaco, assumendo la carica di Capo del personale di Fisk. Curiosità: nei fumetti Wesley è ancora in attività, mentre nel serial è stato ucciso da Karen Page (Deborah Ann Woll).

Buck Cashman

Dopo la scomparsa di Wesley, il ruolo di faccendiere di Kingpin è passato a Buck Cashman (Arty Froushan). In questo episodio scopriamo che il suo primo incarico per Fisk gli fu conferito proprio da Wesley. Nei fumetti, Buck è un mercenario, ex agente governativo, conosciuto con il nome di Bullet, creato da Ann Nocenti e John Romita Jr. La sua prima apparizione risale al 1988 sulle pagine di Daredevil #250 e non ha mai ricoperto il ruolo della sua controparte televisiva.

Nelson & Murdock

Dopo il fallito attentato al sindaco, un Benjamin Poindexter (Wilson Bethel) gravemente ferito fugge accompagnato da un improbabile alleato: Daredevil. Durante la ritirata, Bullseye provoca Matt citando Foggy Nelson (Elden Henson).

Un flashback ci riporta ai tempi in cui i due “avocados” (come amavano definirsi scherzosamente) erano stagisti presso lo studio legale Landman & Zack. Qui si occuparono del caso di Lionel "Ray" McCoy, un ex vicino d'infanzia di Foggu. Proprio l'intervento eroico di Nelson, che salvò McCoy dal mirino di Fisk (e dal sicario Buck Cashman), convinse Matt a dare la precedenza al nome del socio: nacque così la "Nelson & Murdock". Questa sequenza si colloca cronologicamente prima degli eventi narrati nella prima stagione targata Netflix.

Il destino di Vanessa Fisk

Nonostante un’apparente ripresa, una crisi cardiaca improvvisa toglie la vita a Vanessa. Nei fumetti, la morte di questo personaggio avviene durante la gestione dello scrittore Ed Brubaker. Distrutta dal senso di colpa per aver ucciso il proprio figlio, Richard, e certa che il marito non l'avrebbe mai perdonata, la donna si allontana dalle scene e si rifugia in Svizzera. Qui inizia a manifestare i segni di una malattia terminale legata al suo deterioramento psicofisico. Questa condizione non le impedisce, però, di ordire un ultimo piano per colpire gli artefici del suo decadimento fisico: Wilson e Matt.

La morte di Foggy

Sempre durante la gestione Brubaker, l'identità di Matt era stata svelata e lui si trovava rinchiuso nel carcere di Ryker's Island insieme a Wilson Fisk e al criminale noto come il Gufo. Con questo scenario, una Vanessa ormai morente e consumata dall'odio per il mondo criminale decide di agire dall'ombra e mette in scena la morte di Foggy per punire Matt e spingerlo a uccidere il marito. La serie TV Rinascita riprende questo spunto tragico (sebbene la morte sia una farsa), confermando Vanessa come mandante dell’omicidio del socio di Murdock, eseguito materialmente da Bullseye.

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