Black Widow è un film in ritardo di 10 anni? Quando sarebbe dovuto arrivare nell’MCU?
Una delle maggiori critiche a Black Widow è il suo pessimo tempismo. Ma quale sarebbe stato il periodo migliore per produrre il film?
Ecco qualche argomentazione: Black Widow ha aperto la fase 4 della Marvel al cinema, ma cronologicamente si colloca per gran parte nel mezzo della fase 3, dopo Captain America: Civil War e prima dell’arrivo di Thanos sulla terra. Inoltre il film propone una visione femminista, di superoi(ne) che segue opere come Wonder Woman e Captain Marvel, già di per sé piccole rivoluzioni nell’ambito del cinema al femminile.
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Gran parte del cuore del film di Cate Shortland risiede a Budapest. I drammatici fatti e le azioni di Natasha l’hanno segnata per il resto della sua vita. “La figlia di Dreykov, San Paolo, l’incendio dell’ospedale” sono citati da Loki tra le note rosse da cui la spia non si può liberare.
Avrebbe avuto senso raccontare l’origin story del personaggio prima del suo esordio in Iron Man 2?
Il passato di Natasha Romanoff è stato inoltre un attrattore di interesse per anni. Scoprire pian piano i suoi trascorsi l’ha resa la più oscura degli Avengers. Le sue motivazioni sono invece sempre state chiare, sapere poco della sua origine non ha mai impedito di capire come pensa e come agisce. Siamo sicuri che vedere in maniera lineare l’inizio di tutto il gruppo scelto da Nick Fury avrebbe giovato nel tempo? Probabilmente no, proprio perché non ci è mai stato sottratto effettivamente nulla, le informazioni centellinate sono sempre arrivate al momento giusto.
Bisogna ammettere però che ritrovare Black Widow dopo la sua morte in Avengers: Endgame è straniante.

Una collocazione ideale del prequel poteva essere pochi mesi prima, a colmare il gap tra Infinity War ed Endgame. Non per forza a sostituire lo slot dedicato a Captain Marvel (la cui presenza nell’ultimo Avengers, per quanto spettacolare, è tutt’altro che necessaria), ma sicuramente affiancato. L’esistenza del film avrebbe costituito uno spoiler basato sulla logica: se la Marvel rivela il passato del personaggio in quel momento è perché, palesemente, non ci sarà un futuro.
Il film Marvel si sarebbe scontrato direttamente nello stesso anno (il 2017) con Wonder Woman, riproponendo forse un problematico “passo a due” con la DC in cui le case rivali sembrano riprendersi e copiarsi a vicenda. Visto il successo di Diana Prince al box office sarebbe stata una guerra di incassi dall’esito non scontato. Però la Marvel si sarebbe potuta fregiare di essere arrivata per prima nella rappresentazione femminile in ambito supereroistico, vista anche l'importanza che questo riveste nell'immagine aziendale.
Scarlett Johansson avrebbe potuto sfruttare il suo potere di star per lanciare Florence Pugh già in sinergia con il resto del cast principale. Insomma: avrebbe permesso d'iniziare la successione verso la nuova generazione già a partire dalla fase 3. In particolare il finale del film, in cui Natasha cerca di rimettere in sesto la sua famiglia di supereroi, sembra perfetto per tutto quello che è successo dopo. Nel bilancio della fase 4 fino ad ora quella conclusione (scena post crediti a parte) è un passo indietro, nostalgico certo, ma che trattiene la velocità per l’inizio di un nuovo ciclo.
Noi proponiamo quindi di vedere Black Widow subito dopo Captain America: Civil War e prima di Avengers: Infinity War. Magari tra un Thor: Ragnarok e un Black Panther, per alternare i toni verso un finale più cupo del resto.