Cinecomics 2026: l’anno della prova del nove per Marvel, DC e non solo
Scopriamo tutti i cinecomics in uscita nelle sale cinematografiche nel corso del 2026
Fumettallaro dalla nascita, ha perso i capelli ma non la voglia di leggere storie che lo emozionino.
Un nuovo anno, le stesse domande
Cari amici di Badtaste, archiviate le sorprese del 2025 è tempo di guardare avanti: il 2026 potrebbe essere l’anno in cui i cinecomics si giocano davvero tutto. Lo scorso anno non ha riportato il genere ai fasti pre‑pandemici - né sul piano della qualità percepita né su quello degli incassi - ma ha mostrato segnali di ripresa: pellicole come Superman e Fantastici Quattro: Gli inizi hanno riconquistato una parte del pubblico e hanno fatto sperare in una nuova fase per gli universi Marvel e DC. Ora le due major sono chiamate a una sfida diversa ma complementare: riportare la gente in sala con entusiasmo, ognuna seguendo una strategia ben precisa di cui vale la pena parlare.
Marvel: l’all‑in tra Spider‑Man e Avengers
Marvel Studios sceglie la via più spettacolare possibile, giocando l’all‑in su due titoli simbolo come Spider‑Man e Avengers. A fine luglio, arriverà Spider‑Man: Brand New Day, diretto da Destin Daniel Cretton (già regista di Shang‑Chi e la leggenda dei Dieci Anelli), con Tom Holland di nuovo nei panni dell’Arrampicamuri, in un film che promette un taglio più urbano e “di strada” rispetto alle ultime avventure. Dopo il finale di No Way Home, in cui Peter abbandonava la tecnologia di Stark, lo ritroviamo infatti più vicino alla sua versione cartacea, alle prese con problemi meno cosmici ma non per questo meno pesanti.
Accanto a Holland rivedremo Zendaya nei panni di Michelle “MJ” Jones‑Watson, con la presenza di Jon Bernthal come Punisher e di Mark Ruffalo nel ruolo di Hulk, a testimoniare come il film voglia tenere i piedi ben piantati nell’universo condiviso pur raccontando una storia più personale. È un modo per ricordare che il MCU può ancora funzionare quando scala verso il basso, senza per forza far esplodere il multiverso a ogni occasione. Inoltre, sarà interessante capire se e come si inserirà nel Sony’s Spider-Man Universe, con rimandi a pellicole quali Venom, Morbius, Kraven il Cacciatore o Madame Web.La vera prova di forza, però, arriverà il 18 dicembre con Avengers: Doomsday. Il film, affidato ai fratelli Russo, punta a una reunion dal peso specifico enorme, riportando in scena interpreti come Robert Downey Jr, Chris Evans, Chris Hemsworth e Tom Hiddleston. A questo si aggiunge il coinvolgimento degli X‑Men, con volti storici come Ian McKellen e Patrick Stewart nei panni di Magneto e Xavier, per un crossover generazionale che cerca di parlare a chi ha seguito il genere fin dagli anni Duemila.
Sulla trama, per ora, le informazioni sono centellinate, ma tutto lascia pensare a un grande scontro tra universi, sulla scia delle Incursioni introdotte in Doctor Strange nel Multiverso della Follia. Lo scenario più chiacchierato è quello di una chiusura “definitiva” del MCU così come lo conosciamo, in vista di una realtà riscritta dal Dottor Destino (interpretato, ricordiamolo, proprio da Downey Jr) e di un passaggio di testimone verso Avengers: Secret Wars, atteso per l’anno prossimo. Visti i presupposti, quest’ultimo capitolo appare legato idealmente alla maxi‑serie di Jonathan Hickman ed Esad Ribic che nel 2015 mise fine all’universo Marvel, che sarebbe poi stato rilanciato subito dopo. Nel frattempo, i mesi che ci separano dall’uscita saranno una lunga maratona di teaser, voci e smentite che contribuirà a tenere alto l’hype.
DC Studios: Supergirl, Clayface e la via laterale
Se Marvel va di frontale, DC Studios sceglie una strada laterale, costruendo il nuovo DCU su personaggi meno evidenti ma dal potenziale altissimo come Supergirl e Clayface. Sono figure legate rispettivamente a Superman e Batman, ma abbastanza “libere” da permettere ai creativi di prendersi qualche rischio in più rispetto ai grandi nomi, un po’ come era accaduto in passato con Shazam! o con il secondo film dedicato alla Suicide Squad, diretto proprio da James Gunn, co-CEO degli Studios.
A giugno, tocca a Kara Zor‑El, cugina del più celebre Kal‑El, già intravista nel finale del film dedicato all’Azzurrone. A interpretarla sarà Milly Alcock, che molti hanno scoperto in House of the Dragon: qui avrà il compito di reggere un racconto che mescola formazione, vendetta e space opera. Supergirl è diretto da Craig Gillespie (già dietro a Tonya e Crudelia) e prende ispirazione da Supergirl: La donna del domani, opera a fumetti firmata dallo sceneggiatore Tom King e dall’artista Bilquis Evely. La vicenda seguirà Kara nel giorno del suo ventunesimo compleanno, in un viaggio tra pianeti insieme a Krypto; dopo un evento traumatico, la Nostra cercherà giustizia in modi non sempre lineari.
Accanto alla protagonista ci saranno Matthias Schoenaerts, Eve Ridley, David Krumholtz, Emily Beecham e Jason Momoa nel ruolo di Lobo, a suggerire un DCU che vuole allargare rapidamente il proprio lato cosmico. Se il film riuscirà a tenere insieme introspezione e spettacolo, potrebbe diventare il manifesto perfetto del nuovo corso voluto dallo stesso Gunn.
L’altro fronte è quello di Clayface, un progetto che punta su un villain storico ma spesso rimasto in secondo piano. Il film (diretto da James Watkins e in uscita a settembre) avrà come protagonista Tom Rhys Harries nei panni di Matt Hagen, attore che, dopo un incidente, si ritrova con il corpo trasformato in argilla e la capacità di mutare forma, con Naomi Ackie, nel ruolo della scienziata Caitlin Bates, e Max Minghella, nei panni di un poliziotto di Gotham City.
La sceneggiatura è firmata da Hossein Amini e Mike Flanagan, nome legatissimo all’horror contemporaneo grazie a titoli come Doctor Sleep, Oculus, Midnight Mass e La caduta della casa degli Usher. Il coinvolgimento di Flanagan suggerisce un approccio più cupo, quasi da horror psicologico, che potrebbe dare a Gotham un sapore diverso rispetto a quanto visto negli ultimi anni e, allo stesso tempo, riscattare la tradizione spesso deludente dei cinecomic dedicati ai comprimari.
Oltre le major: fumetti che cambiano pelle
Fuori dall’orbita diretta di Marvel e DC si muove una pattuglia di adattamenti che ricorda quanto sia ampio il ventaglio di storie a fumetti traducibili per il grande schermo. Non solo supereroi, insomma, ma anche heist movie, manga d’azione e drammi autoriali pronti a contendersi l’attenzione del pubblico.
Tra i titoli da segnare in agenda c’è 4 Kids Walk Into a Bank, in arrivo ad aprile, diretto da Frankie Shaw e tratto dall’omonimo fumetto di Matthew Rosenberg e Tyler Boss pubblicato da Black Mask Studios (in Italia, da Panini Comics). Tra gli attori troviamo Liam Neeson, Talia Ryder, Whitney Peak e Jack Dylan Grazer. Il film pesca dall’immaginario anni Ottanta e Novanta riletto negli ultimi anni da prodotti come Stranger Things, ma lo incrocia con una storia di rapina: quattro ragazzini nerd, più a loro agio tra GDR, videogame e action figure, decidono di organizzare un colpo in banca per impedire che lo porti a termine il padre di una di loro.
In 26 aprile, uscirà in Giappone anche l’adattamento live‑action di Sakamoto Days, manga di Yuto Suzuki. Il protagonista è Taro Sakamoto, ex sicario che ha abbandonato il mestiere per una vita tranquilla dietro il bancone di un minimarket; purtroppo per lui, il passato torna a bussare alla porta, costringendolo a riprendere le armi per difendere la propria famiglia. Alla regia, troviamo Yūichi Fukuda, mentre nel ruolo di Taro c’è Ren Meguro, attore e cantante del popolarissimo gruppo idol Snow Man, a conferma di quanto il cinema giapponese stia spingendo su adattamenti action pensati anche per il pubblico internazionale.
Completamente diverso è il caso di Look Back, nuovo adattamento - questa volta in live action - dell’opera di Tatsuki Fujimoto, già autore di Chainsaw Man e Fire Punch. Dopo il film anime del 2024 realizzato dallo Studio Durian, la storia di Fujino e Kyomoto, due ragazze accomunate dal sogno di diventare mangaka e seguite lungo un arco di dieci anni tra ambizioni e traumi, passa nelle mani di Hirokazu Kore'eda. Il regista di Nessuno lo sa, Father and Son e Un affare di famiglia (Palma d’oro a Cannes nel 2018) porta il suo sguardo intimista dentro un racconto che parla di arte, amicizia e perdita, dimostrando quanto la definizione di “cinecomic” possa ormai includere anche opere lontane anni luce dal modello supereroistico classico.
Rinascita, transizione o ultimo giro di giostra?
Messa così, la stagione 2026 dei cinecomics sembra tutto tranne che interlocutoria: da una parte l’all‑in Marvel con Brand New Day e Doomsday, dall’altra la scommessa identitaria del DCU con Supergirl e Clayface, in mezzo un gruppo di adattamenti pronti a spostare l’asse del discorso oltre il costume e il mantello. Più che a un semplice “ritorno alla normalità”, ci troviamo davanti a un banco di prova che dirà quanto il pubblico è ancora disposto a investire tempo, emozioni e soldi in questo linguaggio.
Se il 2025 aveva aperto la domanda sulla possibile rinascita del genere, il 2026 sembra destinato a fornire una prima risposta concreta: o assisteremo a un nuovo ciclo di successi capaci di ridefinire l’immaginario pop, oppure ci troveremo davanti a un ridimensionamento che trasformerà i cinecomics in appuntamenti sempre più rari ma anche più selezionati. In ogni caso, una cosa è certa: per chi ama queste storie, sarà un anno impossibile da seguire con indifferenza.