“È questa l’idea di festival che lo Stato vuole supportare?”
Riprendendo l'editoriale del direttore di FilmTV non possiamo non chiederci anche noi “È questa l’idea di festival che lo stato vuole supportare con i finanziamenti?”
Ogni anno il Ministero dei beni e delle attività culturali finanzia i festival italiani (e non solo, ma ora ci occupiamo di quello) con i soldi del fondo apposito e tramite un bando. Ogni manifestazione deve dimostrare quanto aderisca e quanto risponda a determinati criteri e in base a quelli riceve un punteggio. Più è alto il punteggio, più è alto il contributo economico che riceve. Pochi giorni fa è stato pubblicato l’elenco dei contributi di quest’anno.
Qui trovate il modello di uno dei bandi di questi anni e, da pagina 12, la tabella con i criteri di valutazione. Qui invece trovate la tabella con l’elenco dei festival.
Il primo dettaglio che salta all’occhio (lo fa notare anche Sangiorgio) è che il primo classificato, come ogni anno, è il festival di Giffoni con una cifra imparagonabile rispetto agli altri: 950.000 euro di contributo. Il secondo classificato riceve 170.000 euro. Quasi 8 volte di meno. Giffoni fa un lavoro particolare ed è tante cose insieme: è una colonia estiva per ragazzi di tutte le età a tema cinema, è un evento che attira talent mondiali ed è anche un festival che presenta opere in anteprime sia di nicchia che molto commerciali (come fanno tutti i festival maggiori). La cifra fuori scala sicuramente è frutto del punteggio massimo che riceve, e il punteggio massimo (cioè 100) che riceve è a sua volta frutto della documentazione che presenta. È così da anni.
Ad esempio, si prenda il secondo classificato, il Magna Graecia Film Festival, che raggiunge un punteggio ragguardevole (81 su 100) tuttavia (come ricorda sempre anche Sangiorgio) presenta film già usciti nelle sale e nemmeno i migliori! Lo stesso ha buoni voti anche sul lato qualità, visibilità nazionale (quanti lo conoscono?) e addirittura innovazione. Le giornate del cinema muto di Pordenone (che non è molto noto ma si tratta di un’eccellenza mondiale nel suo settore, dal valore culturale e dalla qualità indiscutibili), la Settimana della critica e le Giornate degli autori di Venezia (che hanno presentato anteprime dei primi film autori come Denis Villeneuve, per dirne uno) vengono entrambi dopo e addirittura sul piano della risonanza e della qualità dei film hanno lo stesso punteggio del Magna Graecia!
E poi ancora il Global Ischia Film Festival e il Capri Film festival, manifestazioni diverse che fanno capo alla medesima persona, Pascal Vicedomini, ricevono entrambi 140.000€, posizionati come 12esimi e 17esimi, sono festival fatti soprattutto di talent americani ospitati. Quante foto escono? Quanti articoli escono che non siano quello rituale sull’Hollywood Reporter o quelli dell'ANSA con l'elenco ospiti e basta? Quanti film sono presentati che siano rilevanti, che siano anteprime e che non siano già usciti (come fanno festival che prendono contributi minori)? Quante volte avete sentito un servizio televisivo, un articolo su un sito, una valutazione critica o qualsiasi cosa sia che parli di questi due eventi che hanno sempre notissimi da Hollywood che non sia un elenco di presenze e premi senza che ci sia stata una gara? Eppure nella classifica del ministero tra questi due festival sono stretti ad esempio il Festival di Pesaro e il Festival dei Popoli, che in modi diversi sono manifestazioni che tengono a battesimo e valorizzano davvero gli autori di domani, che fanno un lavoro di ricerca e come molti altri in classifica (non li possiamo citare tutti ma ci sono il Far East Film Festival, il Bergamo Film Meeting o ancora il Biografilm) pur non essendo noti e di certo non avendo mai talent di livello hollywoodiano (alle volte nemmeno di grande fama nazionale) sono lo stesso laboratori culturali reali. I luoghi in cui si coltivano i festival di domani e che fanno ricerca. Ma anche solo i film che vengono mostrati (perché un festival per essere tale deve mostrarli) da quante persone sono visti (in rapporto ovviamente alla loro grandezza)? È un criterio di cui tiene conto il ministero oppure è possibile fare festival con un programma di proiezioni alle quali regolarmente non va nessuno?
Sia ben chiaro che questo non significa che gli altri festival non meritino di esistere, nessuna delle manifestazioni elencate merita di scomparire o di non ricevere fondi e non siamo certo noi a chiedere che questo accada. La domanda è se la scala dei valori rappresenti il vero contributo che queste manifestazioni danno alla cultura. Che poi è quello che il ministero finanzia oltre all’ugualmente importante impatto sul territorio.
Il Biografilm Festival che ha presentato a Bologna film importanti (poi distribuiti da I Wonder che è parte del festival), attirato autori emergenti ma anche venerati maestri, che ha creato un piccolo polo culturale nella città tra concerti, film e presentazioni, prende la metà! Cioè 80.000€. Il Far East Film Festival che fa un lavoro unico nel suo genere e preziosissimo, che ha avuto ospite fino anche Jackie Chan e mostrato (e continua a mostrare) in Italia i lavori dei maggiori maestri asiatici, prende 90.000! La metà del Magna Graecia Film Festival. Con tutto il rispetto per il Magna Graecia Film Festival, il suo lavoro di certo non facile e il suo impatto sul territorio, è una valutazione corretta?
Di nuovo, è fuori di dubbio che i soldi siano assegnati in totale trasparenza e in base ai materiali presentati e ai relativi meriti che vengono richiesti. Ma in questo senso ci sentiamo di sposare e amplificare la domanda sintetica che pone Sangiorgio dopo aver parlato di queste differenze di valutazione tra manifestazioni: “È questa l’idea di festival che lo stato vuole supportare?”.