Guida a The Mandalorian 2x01: Lo sceriffo, tutte le easter egg e i riferimenti dell'episodio
La nostra guida all'episodio 2x01 di The Mandalorian, con le easter egg, i collegamenti e i riferimenti all'universo di Star Wars
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La scena di “prologo” che vede Mando andare in cerca di informazioni in un’arena di combattimenti clandestini si riallaccia dichiaratamente alla scena d’esordio della prima stagione, in cui faceva la sua comparsa in una taverna malfamata per catturare una taglia. Probabile che questo diventi un refrain di ogni apertura di stagione, che veda Din Djarin dare sfoggio delle sue abilità di combattimento in un locale malfamato. La scena è anche l’occasione per offrirci una carrellata dei più classici alieni dell’universo starwarsiano: i lottatori sul ring sono due Gamorreani, le guardie dall’aspetto suino già viste nel palazzo di Jabba; il buttafuori è un Twi’lek (la razza dalle code gemelle craniali a cui appartengono il maggiordomo di Jabba Bib Fortuna, la Jedi Ayla Secura e la pilotessa di Rebels Hera Syndulla); uno degli sgherri di Gor Koresh, il signore del crimine che tenta di incastrare Mando, è uno Zabrak (la razza di Darth Maul) e lo stesso Koresh è un Abyssin, razza intravista per la prima volta nella Cantina di Mos Eisley della pellicola originale, per la cronaca interpretato nientemeno che da John Leguizamo.
Passando all’insediamento di Mos Pelgo, scopriamo che c’è molto da dire anche sul co-protagonista della puntata odierna, Cobb Vanth, interpretato da un ispirato Timothy Olyphant. Chi si limita a seguire soltanto la serie televisiva troverà in lui un’interessante e carismatica new entry che ben si intreccia con le vicende e le atmosfere di The Mandalorian, ma chi segue le vicende dei romanzi dedicati alla saga incontrerà una vecchia conoscenza in circolazione già da tempo. Vanth fa il suo esordio nella trilogia di romanzi Aftermath, che fanno luce sullo stato della galassia successivo alle vicende de Il Ritorno dello Jedi. Il suo ruolo è pressoché identico a quello che vediamo nell’episodio televisivo, vale a dire quello di sceriffo del paesino di frontiera, e sempre in quel romanzo è narrato il suo recupero dell’armatura di Boba Fett presso i Jawa saccheggiatori. Sono quindi diversi anni che i lettori aspettavano che quella trama rimasta in sospeso fosse ripresa e portata a compimento. Il momento è finalmente giunto!
C’è spazio per una sfuggente ma gustosa citazione visiva legata a Episodio I: la speeder bike di Cobb sfrutta come propulsore il motore di un podracer (da noi noti come “sgusci”) molto simile al veicolo da corsa usato da Anakin Skywalker in persona nel corso della sua celebre competizione ne La Minaccia Fantasma. Impossibile dire se si tratti proprio di quello o di un modello molto simile, ma è una trovata utile ed efficace per trasmettere un rinomato concetto dell’universo starwarsiano, almeno nelle regioni di frontiera dell’Orlo Esterno, quello di una civiltà ridotta all’osso dove tecnologie e risorse vengono riciclate e sfruttate fino allo sfinimento.

Filoni “flette i muscoli” della continuity concedendosi anche una citazione minuziosa, quella delle ‘perle’ contenute nelle viscere dei dragoni, che i sabbipodi recuperano con esultanza mentre smembrano il cadavere della creatura. Dotate di proprietà misteriose e considerate di grande valore, nella saga videoludica di Knights of the Old Republic venivano descritte come in grado di potenziare i cristalli di creazione delle spade laser o di sostituirsi ad esse.
Concludiamo infine con le ultime inquadrature che tanto hanno fatto discutere: il misterioso individuo calvo e sfregiato che osserva il Mandaloriano allontanarsi a missione compiuta è interpretato da Temuera Morrison, l’interprete di Jango Fett in Episodio II, nonché di tutti i cloni da lui derivati. Questo include quindi anche il figlio Boba Fett, che a differenza dei cloni invecchia a un ritmo normale e ha necessariamente l’aspetto del padre. Anche se manca soltanto la conferma ufficiale, è ormai lecito presumere che sia proprio lui l’individuo che osserva Din Djarin allontanarsi... in possesso della sua armatura. Lo vediamo armato delle armi tradizionali dei Sabbipodi, un fucile da cecchino e un bastone Gaderfii, a indicare che probabilmente, una volta privato della sua armatura tradizionale, si è arrangiato con quanto disponibile in zona. La sua strada e quella di Djarin sono destinate a incrociarsi, ma resta ancora da scoprire se come alleati o nemici. Se così stanno le cose, il ritorno di Fett dalla fossa del Sarlacc sarà ufficialmente sancito anche nel nuovo canone, dopo essere stato uno dei punti fermi nella continuity del vecchio universo espanso.