I film che andiamo a vedere al Festival di Venezia, tra soliti noti e gemme nascoste
I film maggiori del Festival di Venezia che aspettiamo di vedere e quelli più piccoli da cui ci aspettiamo qualcosa di importante
Madres Parallelas di Pedro Almodovar
Scenes From a Marriage di Hagai Levi
Tra i film di Venezia78 c'è una serie. Hagai Levi è uno dei più grandi creatori di serie. Ha scelto di prendere di petto Bergman e di farlo con due attori potentissimi. È l’all stars game della serialità vista su grande schermo. Binge watching in tv is for boys, binge watching in sala is for men.
Raramente si ricorda un’ascesa così rapida come quella dei fratelli D’Innocenzo, al terzo film in concorso a Venezia già come cineasti affermati a livello internazionale. Già con tanto da dimostrare. È complicatissimo reggere questa pressione e questo film dopo il gangster d’autore con cui hanno iniziato e il dramma infantile con cui hanno proseguito aiuterà a capire cosa gli preme raccontare.
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Competencia Oficial[/caption]
Loro sono gli autori di commedia più sottovalutati tra i grandi del nostro tempo, finalmente dopo anni sono arrivati ad un budget grande e un film con delle star (Penelope Cruz e Antonio Banderas), addirittura in concorso. È il loro momento per brillare.
Django & Django di Luca Rea
Il buco di Michelangelo Frammartino
Le quattro volte è stata una rivelazione. Presentano alla Quinzaine di Cannes e stravenduto in tutti i paesi del mondo. Sono passati 10 anni in cui di Frammartino si è saputo poco e niente. Aspettando invano un nuovo film. Ora finalmente è arrivato.
Storia di un soldato nell’Ucraina degli anni ‘90 che scala le gerarchie criminali realizzata senza cercare l’azione ma andando a guardare altro.
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Mondocane[/caption]
Abbiamo visto tante Lady Diana diverse negli ultimi anni. Ora Larrain deve muoversi in un territorio abusato. Le scelte che farà, come creerà di nuovo un film unico e suo è tutto da vedere.
Mondocane di Alessandro Celli
È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino
Paolo Sorrentino per Netflix. Paolo Sorrentino che parla della sua vita. Paolo Sorrentino con un film intimo e personale. Paolo Sorrentino su Napoli.
Chiunque abbia visto il primo On The Job sa che bisogna andarlo a vedere.
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On The Job: The Missing 8[/caption]
Perché è solo dal 2016 che aspettiamo di sapere se Lo chiamavano Jeeg Robot è stato un caso o siamo di fronte ad un vero rivoluzionario del cinema italiano con un’ambizione sfrenata e la testa per raggiungere i suoi obiettivi. Per noi il film di Venezia78 più atteso.
The Card Counter di Paul Schrader
El Otro Tom di Rodrigo Plà
Lui è il regista di La zona, questa una storia torbida, la sezione è Orizzonti. Tutto perfetto.
Last Night in Soho di Edgar Wright
Nessuno aveva mai osato mettere Edgar Wright in un grande festival. Lui del resto non aveva mai fatto un film su una donna.
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Inu-Oh di Yuasa Masaaki[/caption]
Dune di Denis Villeneuve
Se non bastasse il mito degli adattamenti falliti di Dune, il cast immenso, le possibilità di franchise e le ambizioni di Villeneuve, ci sarebbe anche solo la possibilità di vedere una grande epica di fantascienza seria (serissima!) su schermo immenso.
Inu-Oh di Yuasa Masaaki
In fatto di anime Venezia non è proprio brillantissima, che un lavoro di Yuasa Masaaki non solo sia stato selezionato ma sia anche stato messo in Orizzonti fa pensare benissimo.
The Last Duel di Ridley Scott
Recentemente non c’è sempre da entusiasmarsi per i film di Ridley Scott, ma questo titolo fa vibrare più di una corda.
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