I Simpson e la risposta a Il signore delle mosche
Un concentrato di gag potentissimo, la rivincita degli autori di I Simpson su anni di infernali campeggi estivi
I Simpson: “Kampeggio Krusty” – Quarta stagione, episodio 1
“Ragazzo se davvero vuoi qualcosa nella vita, devi lavorare e meritartelo! Adesso silenzio che stanno per annunciare i numeri della lotteria”

È l’ultimo giorno di scuola, Bart ha tutte insufficienze e così non potrà andare al campeggio Krusty come promesso da Homer. La signora Caprapall però volentieri gliele converte in sufficienze e lui per ringraziarla le dà una pacca sul sedere ricevendo in risposta un “Oh Bart Simpson, mi mancherai”.
Segue una prevista e metodica distruzione di tutta la scuola, Nelson con il lanciafiamme portato da casa, Bart con la palla per demolizioni. Infine Skinner invita tutti a bruciare i registri.
Era un sogno. Ma davvero è l’ultimo giorno di scuola e davvero se Bart e Lisa avranno tutte sufficienze potranno andare al campeggio Krusty. E davvero Bart, invece, ha tutte insufficienze.
Il punto di tutta la puntata è il racconto dei campeggi estivi, un’esperienza tipica americana, raccontata continuamente in serie per la televisione e film, considerata fino agli anni ‘80 un posto da sogno, l’incarnazione del vero spirito americano, il contatto con la natura e i grandi spazi aperti. Il momento in cui ogni ragazzo e ragazza fa i conti con le origini del proprio paese. Già negli anni ‘80 quando il cinema per ragazzi aveva iniziato a cambiare i campeggi estivi cominciavano ad essere ritratti per quel che erano: postacci in cui tra i ragazzi vigeva la legge del più forte e gli adulti che ci lavoravano erano una galleria di freak. Nessuno però era andato tanto lontano quanto avrebbero fatto I Simpson.


Così dopo la consueta critica alla scuola, dove Lisa prende una B non perché se la meriti ma solo perché “Ognuno ha bisogno di una macchia sul curriculum” come le dice la signorina Hoover e dopo un esilarante conto alla rovescia per la fine delle lezioni, a Bart non rimane che ingannare Homer e poter partire per il campeggio che, come viene detto apertamente nella pubblicità televisiva, “sorge su un cimitero indiano” come l’Overlook Hotel di Shining (mentre sullo sfondo una bambina viene spinta sull’altalena da un orso).

Alla partenza i genitori saranno tutti ansiosi e con un colpo geniale quando il pullman è fuori dalla loro vista esultano. In I Simpson l’idea è sempre che la scrittura sia dalla parte di qualcuno, in questa gag è tutta dalla parte dei genitori che si comportano come non farebbero di fronte ai figli e che per tutta la puntata saranno in totale vacanza conducendo una vita straordinaria.
È uno dei grandi contrasti che popolano la serie rendendolo un racconto complicatissimo: la famiglia è sempre l’unica possibile salvezza in un mondo in cui lo stato non funziona, gli altri sono il nemico e qualsiasi corporation truffa e si approfitta dei consumatori; eppure la famiglia è anche un incubo, la madre di tutti i complessi e ciò che affossa le vite di Marge e Homer, limitando quelle di Bart e Lisa.


Vediamo nell’ordine mr. Black, il gestore e rappresentante di Krusty (già presidente di Krustyland Europa prima che esplodesse) introdotto da un video di Krusty, la capanna dove dormono Bart e Lisa piena di polli e serpenti, un falò alimentato dalla benzina e uno pneumatico, il centro dimagrimento come Full Metal Jacket, buche e valanghe di rocce.
Tutto sottolineato da un coro che canta una canzoncina che illustra le cose terribili che vediamo. In chiusura i bulli che fanno da servizio d’ordine brindano alla perfidia davanti ad una tavola imbandita in uno degli incisi più memorabili di tutta la serie per tempismo e umorismo.

Come avviene nello scambio studentesco di Bart in Francia anche qui la vita dei bambini in quelle che sono promesse come attività formative ed esperienze importanti di un’infanzia dorata, è raccontata tramite l’iperbole dei loro occhi. Sono momenti terribili, male organizzati in cui a nessuno interessa il loro benessere. Il simbolo perfetto sono i bambini che come in Ben-Hur cuciono portafogli di Gucci al ritmo del tamburo.
L’ultima beffa sarà però quella fatale: un beone travestito da clown spacciato per Krusty. Bart inciterà la rivolta che sfocerà in Il signore delle mosche, il regno militarizzato dei bambini così violento da attirare il notiziario locale (“Sono stato in Vietnam, sono stato in Iran, ma qui la situazione è mille volte peggio” commenta Kent Brockman nel servizio intitolato Krisi al Kampeggio Krusty mentre un fantoccio di un clown brucia nello sfondo).

https://www.youtube.com/watch?v=3SzOUvB1WSg