Il dilemma di Bart Simpson e il nipote del sindaco Quimby
Il più complicato dei dilemmi moral di Bart Simpson lo vede unico testimone che può scagionare il nipote del sindaco Quimby, che è orribile ma anche innocente
Questo articolo è parte della rubrica Tutto quello che so dalla vita l’ho imparato da I Simpson in cui ogni settimana rivediamo, raccontiamo e celebriamo i 50 episodi della serie che riteniamo più significativi.
Il ragazzo che sapeva troppo e Freddy Quimby - I Simpson, Quinta stagione, episodio 20
SKINNER: “So che riesci a leggere i miei pensieri Bart. Solo un piccolo cenno, se scopro che hai marinato addio chiappette. Sì, hai sentito bene, penso parole che non direi mai”
HOMER: “So che riesci a leggere i miei pensieri ragazzo… Miao miao miao miao… Bau bau bau bau… chicchiricchì!”

E c’è un numero di battute e ironie memorabili scritte, presentate e portate in modi in cui nessun altro fa.

È una storia di giustizia e inizia con Bart e Lisa in attesa del bus che li porta a scuola. È una bella giornata e Bart non vorrebbe andarci, Lisa lo rimprovera, la scuola non è certo una galera. Non fa in tempo a finire di dirlo che arriva il bus, solo che non è il solito veicolo, è sostituito da un cellulare della polizia, sempre guidato da Otto però. Come se fossero trasformati dal mezzo i bambini sembrano carcerati, c’è chi suona l’armonica e chi batte una tazza contro lo sbarre. Bart ha sogni americani, sogni di folklore tradizionale, di scivolare su un fiume come Tom Sawyer con Huckleberry Finn con il presidente Lincoln vicino a lui. È una premessa in cui c’è sia la questione della giustizia sia il fatto che l’episodio in un certo senso ha anche a che vedere con lo spirito americano e con la complicata eredità dei Kennedy, figure di potere affascinanti ma disgraziate.

Non basta però, è un attacco di quelli furiosi e ogni singola scena contiene una grandissima gag. Arrivato in classe Bart scopre che visto che è stato scoperto che gli orologi della scuola sono andati un po’ avanti per tutto l’anno, quindi ora recupereranno con due ore in più di lezione, uno stacco geniale ci mostra che era stato lui, con il kit del piccolo sabotatore di orologi, a mandarli avanti. È un grande accumulo tipico di I Simpson, quando le cose cominciano a complottare contro i bambini. Bart vede fuori dalla finestra il nipote del sindaco in un’auto sportiva con una donna accanto dire: “E pensare che ho ottenuto tutto dopo aver deciso di lasciare la scuola elementare”. È troppo, non ce la fa più scrive una giustificazione fingendo sia della madre e la presenta. Vuole marinare.

Diventa tutto sempre più assurdo e poco credibile, pieno di citazioni. Una piccola malefatta si è trasformata in un’avventura d’azione a rischio della vita, fatta di ponti sul fiume distrutti e arrampicate audaci. Skinner è la nemesi di Bart che vuole saltare un giorno di scuola. Lo insegue come i robot di Il mondo dei robot. Ma veramente come loro: racconta David Silverman (il regista più attivo della serie) che per questo episodio Jeffrey Lynch, che era il regista di puntata, e Brad Bird, che era il consulente, si guardarono tutto Il mondo dei robot più volte per centrare la parodia e anche Alf Clausen compose delle musiche identiche. Ne vale la pena perché è un momento eccezionale. Alla fine della fuga Bart si nasconde nella macchina del nipote del sindaco. Sono passati 7 minuti sui 23 totali dell’episodio, e sono stati un tour de force pazzesco. Da questo momento in poi il ritmo diventa più umano, più normale, e la puntata cambia completamente per trovare la sua forma definitiva, un legal thriller che mette alla prova Bart, il personaggio la cui morale è sempre terreno di battaglia.

Nascosto nella macchina di Freddy Quimby, Bart arriva alla festa nel compound di famiglia, lì incontra anche Rainer Wolfcastle reduce da un flop. Il doppiaggio italiano elimina il riferimento che Winchester fa al “biglietto magico del cavolo” (in italiano “era proprio una chiavica McBain!”) e così noi non capiamo che parlano di Last Action Hero, il film di Schwarzenegger che uscì in quegli anni e fu un disastro. L’arrivo di Freddy è accompagnato da bravate ed esibizione di quella che il sindaco chiama “l’arguzia dei Quimby che ha conquistato il cuore dei cittadini” e poi gli augura “Buon compleanno Freddy! Che tutte le tue disgrazie rimangano private!”. La gioia della decadenza proprio.

Per consolare Bart sul fatto che non c’è bisogno della sua confessione Lisa conclude: “Sono certa che sarà giudicato da una giuria imparziale”. Subito dopo c’è uno stacco impietoso ed esilarante su Homer che, aperta la posta, scopre di dover fare il giurato in quel processo e dice livoroso: “Mi assicurerò quel Quimby abbia quello che merita!”. È una gag da morire già così, ma c’è sempre la seconda che segue, Homer si sposta dal primo piano svelando che Bart e Lisa erano lì dietro e hanno sentito tutto, lui è distrutto e Lisa dice: “Lo sapevo che era una pessima idea guardarlo aprire la posta”.


Durante tutta la causa poi c’è una delle gag più note di sempre e un perfetto simbolo di questa puntata. Siamo alla quinta stagione, cioè lo spartiacque tra la prima e la seconda fase della serie. Già durante la quarta c’erano state avvisaglie di un cambio in corso. Nell’episodio sulla monorotaia per la prima volta era accaduto qualcosa di impossibile, Leonard Nimoy era scomparso. Era stata una svolta cruciale, simbolica di quel che stava cambiando, I Simpson non erano più una sitcom familiare ma avevano abbracciato la loro natura di cartone animato. Eventi di fantasia erano accettati anche al di fuori degli speciali di Halloween. Qui ad un certo punto e senza un perché Bart guardando Skinner legge i suoi pensieri. Skinner lo sa e lo minaccia. Subito dopo il suo sguardo va su Homer, che pure gli legge il pensiero, ma usa la cosa per dire solo: “Miao miao miao, bau bau bau, chicchiricchì”. La faccia di Homer mentre avviene questo scambio telepatico è forse la più grande espressione di tutta la storia di I Simpson assieme a quella di Bart e Lisa quando Marge propone di non andare a Grattachecca e Fichettolandia ma alla voliera.

Un’altra raffinatezza di scrittura di questo episodio è che spesso le puntate di I Simpson hanno due trame che tengono impegnati separatamente i membri della famiglia. Anche questa accanto a Bart e il suo problema ha la trama di Homer giurato che scopre di poter stare gratis in un grande hotel se la giuria non raggiunge un verdetto. La differenza tra I Simpson e il resto della televisione sta in come Homer scopra questa cosa e come venga spiegato a noi: “Che significa segregata?” - “Se i giurati si trovano in una situazione di stallo vengono isolati dal mondo esterno in un hotel” - “Che significa situazione di stallo?” - “È quando i giurati non si accordano su un verdetto” - “E se?” - “È una congiunzione che significa nell’evento che o nella condizione che”. E poi ancora guarda le brochure e legge (in inglese): “Free room! Free food! Free swimming pool! Free HBO! And wooo Free Willy!!”.
A differenza di tutte le altre però in questa puntata le due trame non sono separate ma si aiutano. È solo per via del fatto che Homer allunga i tempi di giudizio che Bart ha il tempo di cuocere nel suo brodo e maturare una decisione.
È il momento cruciale, quello in cui Bart è mangiato dal senso di colpa e matura la decisione di testimoniare. Nei loro primi anni I Simpson era molto una serie sulla televisione (a partire dagli anni 2000 poi lo è stata molto meno perché la tv non era più centrale come prima nella vita sociale), piena di parodie di programmi televisivi e piena di satira su come la famiglia sia preda di qualsiasi cosa veda. Come spesso avviene quindi è qualcosa che Bart vede in tv, ovviamente pienamente in armonia con quello che gli sta avvenendo, a smuoverlo. È un episodio di MacGarnagle, serie hard boiled il cui protagonista eponimo è calcato sul Callaghan di Eastwood (la serie era già comparsa un’altra volta, nella puntata sul bambino interiore e non comparirà più). La cosa da morire è che praticamente ogni battuta di questa serie prevede che si dica il nome MacGarnagle. In questa puntata MacGarnagle convince un bambino a testimoniare e subito dopo scopriamo che per via di quella testimonianza il bambino è stato sgozzato da orecchio ad orecchio. In una specie parallelo invece Homer, proprio come aveva letto nella brochure, sta guardando gratis Free Willy, ma è un director’s cut in cui il bambino nella scena clou viene schiacciato dall’orca che salta.


Alla fine Bart testimonierà e racconterà di aver visto che il cameriere non è stato picchiato da Freddy ma, lo vediamo anche noi nel flashback, si è fatto male da solo in una serie di lunghi ed elaborati inciampi maldestri. Riluttante ad ammetterlo aveva poi fatto causa. Indignato dalle affermazioni di Bart il cameriere si alza per affermare di non essere un qualsiasi Clouseau sbadato ma inciampa in una sedia e cade in un camion scoperto che contiene trappole per topi. Freddy Quimby è innocente. Skinner è impressionato dal gesto di Bart nondimeno, perché la parabola morale sia completa deve condannarlo, ci saranno 3 mesi di punizione per lui “anzi aspetta…” sembra dire avendoci ripensato “facciamo 4 mesi!”.

In chiusura epica carrellata nella camera da letto piena di oggetti che Homer ha rubato dall’hotel, mentre lui descrive il fatto di aver causato lo stallo come un atto eroico, dalla parte della verità.
Il sistema non funziona ma l’anima di Bart, ancora una volta, è salva.
