Non ci resta che piangere su Disney+: come fare uno dei film più giusti di sempre sbagliando tutto
Ci sono versioni completamente diverse l’una dall’altra, è pieno di risate vere, errori di montaggio e raccordi assurdi. Ma Non ci resta che piangere rimane immortale
Il più famoso film italiano con un viaggio nel tempo (gara non difficile da vincere) è la storia della ricerca di una ragazza, di un passato che è uguale al presente e del tentativo disperato di creare un paradosso temporale cambiando la storia per fini privati.
E ora a più di 35 anni di distanza l’impressione, rivedendolo, è che il film di Benigni e Troisi comprendesse tutti questi altri.
Era innanzitutto una commedia di due comici televisivi come Verdone e Montesano (sebbene di epoche diverse loro), Benigni non aveva avuto ancora successo al cinema ma addirittura aveva presentato un Sanremo mentre Troisi aveva già distribuito i suoi primi due film e aveva attaccato a sé il personaggio dell’uomo moderno, quello che riconosce la nuova posizione della donna. Questo è un dettaglio che lo identifica subito come il donnaiolo dei due nel film, lo mette su un piedistallo che serve a tantissime gag, e che imposta il lavoro della commedia: uomini in difficoltà con le donne. Che poi è uno dei temi di Bianca. Moretti fa un discorso molto più grande, ma quel cinema d’autore in cui l’uomo è in difficoltà in una società che non comprende e con donne che non riesce a comprendere (e da cui non è compreso), sembra rispondere alla stessa esigenza. Oggi che sono caduti molti steccati poi le commedie di Troisi sarebbero cinema d’autore.
È un film in cui si scontrano passato e modernità (come in Il ragazzo di campagna), è un film fondato sui dialetti (come Delitto al Blue Gay), fu un film di Natale (come quelli dei Vanzina) e soprattutto era un film anarchico e che non rispondeva a quasi nessuna delle regole su cui si fonda il cinema (come Arrapaho).

In barba ad ogni regola se un errore è grave e 10 sono un disastro, 100 invece sono una delizia. Non ci resta che piangere mette questi due uomini a caccia di donne, un po’ sfortunati, un po’ sentimentali ma anche tanto arrapati, in un contesto dove è più difficile rimorchiare, uno in cui pensano di essere superiori (perché hanno il senno di poi) e invece sono ugualmente scemi. Questa e la rincorsa a Cristoforo Colombo (la cui ragione fu poi tagliata e non era nella versione per il cinema!) sono le uniche idee che reggono la storia. E dire che i due si presero mesi in un ritiro montano per preparare il film! Girato senza una sceneggiatura, seguendo principi barbari da cinema di Totò e Franco e Ciccio, cioè scene abbozzate e svolgimenti legati all’improvvisazione dei due, la lavorazione accumulò molto più materiale di quel che era preventivato. Intere parti come quella con Savonarola in persona interpretato da Marco Messeri furono tagliate.

Un primo reintegro ci fu per il primo passaggio televisivo, anch’esso a suo modo storico. Non ci resta che piangere fu acquistato da Canale 5 e si trattò del punto di arrivo di una politica di sottrazione spettatori alla RAI che Fininvest stava portando avanti puntando (almeno inizialmente) molto sul cinema. Il film arrivò su quel canale due anni esatti dopo, nel 1986, e. a peso d'oro, con una versione diversa da quella del cinema, dotata proprio di un altro minutaggio. Del resto anche la pubblicità dell’evento fu senza precedenti. Gli ascolti lo ripagarono.
Così storica è questa versione da essere quella famosa per davvero.
In quella per il cinema infatti, oltre a tanti piccoli inserti da qualche minuto, non c'è il finale con il treno di Leonardo da Vinci.
Con grande coerenza con il suo fare anarchico, del film ad oggi non esiste una vera edizione finale, ma ne esistono molte versioni, una delle quali non facile da trovare (la più lunga). Se infatti in sala ci andò quella che ad oggi è la più breve, che per l’appunto non prevedeva il finale con Leonardo, la più lunga in assoluto arriva a 2 ore e 24, la si è vista qualche volta in tv ma più che altro su Telemontecarlo. Comprende infatti almeno mezz’ora in più che approfondisce il rapporto dei due con Iris Peynado ovvero Astriaha (che ha proprio un altro dovere e altri compiti rispetto al solito) e un altro litigio tra Mario e Saverio. Anche quella ha problemi di montaggio incredibili e un cambio di costume di Benigni apparentemente senza senso.
Ad essere conosciuta dalla maggior parte degli spettatori è la versione intermedia, più o meno simile a quella che sarà su Disney+ di circa 107 minuti (quella del DVD CG Entertainment), in cui ovviamente c’è Leonardo ma e anche il prefinale con il riferimento al fatto che Mario vuole fermare la nave di Colombo così che l’America non sia scoperta, perché così sua sorella non si innamorerà di un militare americano.