Spider-Man: No Way Home, quando il cuore vince sulla testa
Spider-Man: No Way Home presenta numerosi problemi di sceneggiatura, ma lo abbiamo amato comunque. Voi da che parte state?
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Ci tenevamo a fare questa introduzione per essere chiari sin da subito: a noi il film è piaciuto. Detto questo, non si possono ignorare alcuni problemi di sceneggiatura che costellano questo terzo capitolo dedicato al Tessiragnatele (evidenziati anche nella recensione). Prima di archiviare definitivamente No Way Home per concentrarci sulle pellicole in arrivo nel 2022, abbiamo quindi deciso di riesaminare questo aspetto.
Ebbene, mai come questa volta la risposta può essere affermativa. Iniziamo facendo qualche esempio, giusto per capire che non siamo noi a essere pignoli. Ovviamente quanto segue contiene importanti spoiler sulla pellicola, quindi vi invitiamo a smettere di leggere nel caso non vogliate rovinarvi l'esperienza del cinema o se non siete ancora riusciti a vedere la nuova opera dei Marvel Studios.
Tralasciando l’analisi del momento nel quale vengono recuperati i vari villain dei precedenti film, Doctor Strange afferma che i nemici raggiungono la Terra perché "conoscono la reale identità di Spider-Man". L’ormai ex Stregone Supremo lo dichiara in maniera diretta, senza lasciare spazio all’interpretazione del pubblico. Eppure Electro non ha mai scoperto chi si nascondesse sotto la maschera del suo Uomo Ragno, mentre Venom non ha neppure uno Spider-Man nel suo universo.
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La natura stessa dell’incantesimo di Strange è confusa. È evidente che, per rimandare i nemici nei loro universi, lo stregone debba rinchiuderli nel suo Sanctum Sanctorum. Non è chiaro il motivo, ma è la base di partenza dell’avventura di Spider-Man, che deve catturare i vari criminali per poterli poi riportarli a casa. Peccato, però, che il finale ci dimostri come basti premere il pulsante sul Cubo Magico per ripristinare la realtà. Cubo che rispedisce a casa anche Venom, che si trovava in Messico a ubriacarsi, ben lontano dalla zona dell'incantesimo.
Fin da subito, il web ha cominciato a interrogarsi su queste problematiche, che non trovano spiegazione logica nel corso del film. O meglio: siamo certi che ci possano essere delle sfumature di dialoghi che lascino intendere una soluzione o un'altra, ma rimane il fatto che alcune situazioni siano poco chiare.
Spider-Man: No Way Home ci ha emozionato. E non c’è cosa più bella quando si guarda un film.
Mai prima d’ora, però, ci siamo trovati di fronte a un dissidio interiore tanto forte. Da un lato la testa, che ci continua a mettere in evidenza i problemi della sceneggiatura, tentando di trovare spiegazioni a destra e a manca. Dall’altro lato il cuore, che pulsa di passione e amore per personaggi fittizi e per un universo in continua espansione. Dopo giorni di riflessione, abbiamo deciso di dare ragione al cuore, rassegnandoci dal trovare tutte le risposte alle nostre domande.