The Mandalorian 2x07, "Il vendicatore": tutte le easter egg e i riferimenti dell’episodio
Ecco tutte le easter egg e i riferimenti presenti nel settimo episodio della seconda stagione di The Mandalorian, intitolato "Il vendicatore"
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Cominciamo con l’ISB, che viene menzionato nei preparativi di recupero delle coordinate: sigla che sta per Imperial Security Bureau, Ufficio di Sicurezza Imperiale, ed è essenzialmente per l’Impero è la C.I.A., o più brutalmente parlando, la Gestapo del Terzo Reich: organizzazione di sorveglianza e di sicurezza che tiene d’occhio sia le attività sospette dei civili che potenziali comportamenti scorretti all’interno dei ranghi militari dell’Impero stesso. Dall’organizzazione provengono varie figure “di spicco” della gerarchia Imperiale, come l’Agente Kallus di Star Wars Rebels, il direttore Krennic di Rogue One e lo stesso Moff Gideon, l’arcinemico del nostro Mandaloriano.
Ad accogliere con esultanza l’arrivo dell’unico Juggernaut sopravvissuto vediamo vari tipi di assaltatori in aggiunta a quelli tradizionali: spiccano soprattutto gli shoretroopers, o assaltatori costieri, anch’essi già visti nei combattimenti sulle spiagge di Scarif, sempre in Rogue One.
Ma è l’inaspettata “chiacchierata” con l’ufficiale Imperiale Valin Hess che emergono i riferimenti più succosi e si toccano le corde più sensibili dei due infiltrati. Parliamo innanzitutto dell’ufficiale stesso, che porta avanti la tradizione di arruolare gli attori dei villain più temuti delle altre serie televisive. Dopo il “fumo nero” di LOST nel terzo episodio ora tocca nientemeno che al Re della Notte de Il Trono di Spade, interpretato da Richard Brake, l’attore che ora dà il volto a Hess. Mayfeld tenta di fornire a Mando un background plausibile citando Taanab, teatro di una celebre battaglia che non abbiamo mai visto, ma che è bastata a conferire a Lando Calrissian il ruolo di generale nell’Alleanza Ribelle (“qualcuno deve aver raccontato loro della mia piccola manovra alla battaglia di Taanab”, spiegherà Lando all’amico Han ne Il Ritorno dello Jedi).

Quella che fa sussultare i lettori di romanzi e fumetti e i videogiocatori è indubbiamente la citazione di Hess dell’Operazione Cenere, un piano che l’Impero attua negli anni successivi a Endor e orchestrato dall’Imperatore stesso come piano di riserva nel caso della sua (presunta) morte e della caduta del regime Imperiale. Sinistro e complicato come solo i piani dei Sith sanno essere, l’Operazione Cenere richiedeva che le forze Imperiali restanti prendessero di mira gli avamposti meno stabili e le forze più compromesse dell’Impero stesso. Gli assalti dell’operazione suscitarono l’indignazione di non pochi fedeli servitori Imperiali, come il Mayfeld di questo episodio, ma anche di altre figure in precedenza fedeli alla causa: introdotta per la prima volta nella miniserie a fumetti L’Impero a Pezzi, dove vediamo i misteriosi droidi sentinella dotati del volto olografico di Palpatine impartire gli ordini dell’operazione ai vari ufficiali di comando, l’Operazione Cenere viene poi sviluppata nei videogames della serie Battlefront, dove indurrà alla diserzione l’asso Imperiale Iden Versio.
Con i riflettori puntati su Darin e Mayfeld, restano un po’ in sottofondo gli altri membri della squadra, ma Boba Fett trova il tempo di entusiasmarci con un richiamo più che diretto all’Episodio II cinematografico, quando si sbarazza rapidamente dei caccia TIE che lo inseguito sganciando le stesse cariche sismiche usate dal padre Jango per seminare Obi-Wan Kenobi durante il celebre inseguimento cinematografico dello Slave I.