Wonder Woman mostra quel che manca all'universo filmico Marvel: una morale
Confrontare i supereroi della Marvel e della DC è la maniera migliore per capire cosa i cinefumetti ci raccontino, e Wonder Woman è l'occasione perfetta
Quel che è accaduto fino ad oggi è che la Marvel ha trasferito al cinema un approccio molto umano, quello che da sempre vede nei suoi personaggi prima di tutto degli esseri umani con problemi quotidiani anche quando combattono gli alieni, mentre la DC sta puntando tutto sulla dimensione deistica, sui massimi sistemi, il simbolismo e l’epica sovraumana, anche quando un personaggio vaga per gli Stati Uniti come un senza tetto.

Wonder Woman è in questo senso ancora più diretto ed esplicito. Incastrato da due film Marvel che ben spiegano l’approccio dello studio (prima Guardiani Della Galassia Vol. 2 che pure nello spazio segue le paturnie familiari del protagonista, poi Spider-Man: Homecoming, l’eroe casalingo e di quartiere per eccellenza) il film di Patty Jenkins non sfrutta più la metafora del Dio ma la mette proprio in scena. La pellicola ha al centro effettivamente un vero e proprio essere superiore che vive in un regno isolato dalla razza umana e che decide di sporcarsi le mani tra gli uomini per assolvere a quello che percepisce essere il proprio dovere: salvare i mortali.
Diana non è come gli uomini, si sente diversa, cammina diversamente, è incuriosita da quel che non conosce e mai accenna al desiderio di mescolarsi agli altri. Lei non è come gli altri, non desidera esserlo e non soffre di questa diversità.

Figura simbolo, ideale fatto carne e poteri, donna che prende la decisione di applicare al nostro mondo un metro etico che pare lontanissimo dalla realtà, Wonder Woman mostra con ancor più decisione di tutti i film citati quanto la DC abbia un altro approccio all’eroismo rispetto alla Marvel. Perché nei film e nelle serie Marvel Studios le scelte etiche sono solo piccole ed individuali, sono vicine ai supereroi di quartiere (Punisher ad esempio ha a che fare con simili questioni in Daredevil) oppure possono prendere la forma dei grandi scontri di Civil War (in cui parte dei Vendicatori ha un’idea su come intendere la giustizia e un’altra la pensa diversamente) ma non si fanno mai nucleo di tutta la storia. La trama è sempre altrove, l’etica è un po’ un ingombro necessario o un pretesto narrativo. Nei film DC invece la morale è tutto, è il centro della storia o l’unico dettaglio che caratterizza un personaggio.

Tony Stark è caratterizzato dal suo approccio ironico e dandy, Capitan America dal conflitto con il passato che non c’è più, l’Uomo Ragno dall’essere adolescente, invece il Bruce Wayne degli ultimi film DC è caratterizzato dalla battaglia morale che conduce, così è Superman e Diana Prince è essa stessa il principio morale che sbandiera. La sua lotta contro le istituzioni, i generali, i singoli uomini e un sistema intero è quella di chi non si arrende e pretende di applicare la giustizia a tutti i livelli. Un Dio impotente che non può salvare proprio tutti nonostante lo vorrebbe.
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