Zack Snyder’s Justice League: la spiegazione del cupo epilogo
Gli ultimi minuti di Zack Snyder's Justice League sono una cupa anticipazione di film che forse non vedremo mai. Proviamo a spiegarlo.
È normale perciò restare perplessi di fronte allo scenario apocalittico che si credeva appena sventato dalla Justice League. Dare una fugace occhiata come quella che ci è stata concessa dal film all’intreccio di una saga che - attualmente - non è più prevista, può generare confusione nello spettatore che si è perso qualche pezzo.
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Un paio di cose da sapere prima di iniziare: Zack Snyder aveva già pianificato gli eventi cardine di eventuali seguiti: Justice League 2 e 3. La trama che definiremo del Knightmare (ovvero il sogno premonitore di Bruce Wayne) era già iniziata con Batman v Superman: Dawn of Justice. Attualmente non ci sono piani per continuare queste storie. Sovrabbonderanno quindi i condizionali.
Epilogo: padre due volte
L’efficace monologo di Silas Stone ascoltato dal figlio Victor può dare un duplice significato al sottotitolo dell’epilogo: padre due volte.

Lois Lane è incinta e forse lo è di due gemelli. Il film lascia intendere che il padre sia Clark, ma nei piani di Snyder per i seguiti della Justice League c’era una relazione tra Lois e Bruce. Questa scelta fu oggetto del contendere con la Warner che pare sia stata esclusa dallo studio.

La visione di Cyborg
La tecnologia aliena che ha dato vita a Cyborg gli permette di vedere le conseguenze future delle sue azioni poco prima di riportare in vita l'Uomo d'Acciaio.
Se inoltre guardiamo bene scopriamo che la drammatica scena si svolge proprio nella bat caverna (con l’armatura di Robin sullo sfondo).

Nel frattempo Lex Luthor e gli altri personaggi…
Alla fine del film vediamo una versione alternativa della scena post credit di Justice League. Sappiamo che Lex Luthor è riuscito a fuggire dalla prigione e sta per formare una sua squadra. Uno dei membri è proprio Deathstroke a cui viene rivelata l’identità segreta di Batman.
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Ci viene mostrato anche brevemente Ryan Choi nel laboratorio di nanotecnologia, aprendo la strada al personaggio che sarebbe potuto diventare (diventerà?) Atom.
Harry Lennix sta fingendo di essere un uomo e fa un ottimo lavoro, ma ha anche un certo rapporto con Lois partito in L’Uomo d’Acciaio se avete seguito con attenzione. Harry capisce che c’è un rapporto tra Lois e Clark e sa che lui è Superman
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Il Knightmare versione Zack Snyder’s Justice League
Nel suo incubo questa volta Bruce non è solo. Con Batman ci sono a fronteggiare l’apocalisse anche Cyborg, Slade Wilson/Deathstroke, Mera e Joker. C’è anche Flash. Quest’ultimo indossa, non a caso, l’armatura vista in Batman v Superman quando ha viaggiato nel tempo per avvertire Batman che Lois Lane era la chiave per la sopravvivenza del futuro. Adesso abbiamo capito perché: è la morte della donna che porta Superman a venire corrotto da Darkseid e dall’equazione anti-vita.
Joker inoltre fa diretto riferimento alla morte di Lois, accusando Batman di non avere avuto il coraggio di sacrificarsi per salvarla. Il fatto che egli sappia del mancato sacrificio di Batman, e che accenni alle diverse volte in cui hanno fatto questo tentativo, implica che Flash è tornato indietro nel tempo in più momenti. Non solo: i diversi tentativi restano nella memoria dei diretti interessati.
Capiamo che il piano per sistemare l’apocalisse formulato da questa restante Justice League è infatti quello di far tornare Flash indietro nel tempo e avvisare Bruce delle conseguenze delle azioni. Zack Snyder immaginava questa trama come la colonna portante del terzo capitolo di Justice League. Il primo viaggio nel passato di Barry Allen lo faceva arrivare troppo presto, senza riuscire a cambiare nulla. In un tentativo successivo (non sappiamo quanti ne avrebbe dovuti fare), Barry sarebbe poi riuscito a salvare Lois a costo però della vita di Batman. Con Superman dalla parte del bene gli eserciti di Atlantide, delle Amazzoni e delle Lanterne Verdi (insieme agli uomini) si sarebbero riuniti in una nuova, epica battaglia contro il male.
L’equazione dell'anti-vita
Per gran parte di Batman v Superman e soprattutto di Justice League le tre scatole madri sono il MacGuffin che sorregge l’intero conflitto. L’unione dei tre oggetti cosmici dà infatti il potere di piegare i mondi. Darkseid ha ingaggiato Steppenwolf per fare “il lavoro sporco” e invadere i mondo alla ricerca delle fonti del potere. L’alieno scopre però che sulla superficie della terra è conservata l'equazione dell'anti-vita. Una formula conferisce a chi la impara il potere di assoggettare la volontà di tutti i popoli. È la chiave per controllare il multiverso. È quest’arma di controllo di massa ad attirare l’attenzione di Darkseid e a scatenare l’inizio dell’apocalisse.
Per Autumn
La toccante dedica finale è per la figlia Autumn, scomparsa durante il periodo delle riprese di Justice League. La sua morte fu così devastante che Snyder decise di lasciare la produzione per dedicarsi a ricostruire la propria famiglia. Il fatto che sia riuscito finalmente a portare alla luce la sua opera e che questa sia così incentrata sul concetto di paternità rende questa didascalia particolarmente toccante e significativa.
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Fonti: Comicbook, ScreenRant, New Rockstars