Venezia 72 - Aleksandr Sokurov: "Il mio pubblico ideale sono le persone pronte a faticare per capire gli altri"
Il più grande regista della Russia contemporanea odia i festival, le competizioni (che poi vince) e vorrebbe tanto starsene a casa
Francofonia è un’opera sul Louvre e molto di più, sulla storia europea, il senso dell’arte e il ruolo dell’arte nella storia e nella politica. Tutto filtrato dal suo animo e, addirittura dalla sua presenza in video. Come in ogni intervista con Sokurov ad un certo punto è saltato fuori Eisenstein. Stavolta ci ha messo un po’ di più del solito.
Prima o poi doveva succedere che qualcuno me lo chiedesse. Lo sapevo. Questa non è la distanza che corro e non è il mio stadio, qui si esibiscono produttori e distributori, io li osservo correre e sto solo qui per portargli l'acqua. Quest'intervista è un bicchier d'acqua che gli offro per l'appunto. Il cinema è organizzato in maniera tale che bisogna partecipare al concorso, è il modo più economico per promuovere un film e i miei produttori sono squattrinati. Mio malgrado sono costretto ad aiutarli, francamente sarei più contento a stare nel mio studio ma devo.
Dunque non le è interessato molto aver vinto qualche anno fa con Faust?
La compagnia che produce Francofonia si chiama “ideal audience”, qual è il suo pubblico ideale?
Innanzitutto una persona illuminata e istruita, in grado di affrontare la fatica della comprensione, cioè quella necessaria per comprendere un’altra persona. Io sono in grado di faticare per comprendere un'altra persona. Deve essere uno spettatore che ama la musica, a cui interessano i rapporti tra le persone e la drammaturgia di questi rapporti, quindi è evidente che i miei film non sono per il pubblico di massa. Io amo lo spettatore e vorrei molto che mi comprendesse ma non mi offendo se non accade, perchè vuol dire che non sono stato in grado di spiegarmi. Del resto sono umano.
Senza dubbio! Perchè sono un uomo anche io, mica sono un alieno.
Come mai ha deciso di mettere se stesso in campo?
La guerra fredda è un tema che sta tornando molto nel cinema commerciale, secondo lei perchè?
Perchè dà fastidio a molti e forse ogni tema così che si ripresenta mostra la volontà di depurarsi, purificarsi. Credo sia anche molto utile depurarsi di tanto in tanto. Ciò significa che passo passo estirpiamo questo peso puzzolente e sgradevole. La guerra fredda è un fenomeno maleodorante, come se gettarsi l’un l'altro il pesce marcio e odore di cadavere in decomposizione. Perchè le idee della guerra fredda sono idee nate morte, insensate e ottuse.
Di sicuro Dovzhenko e Eisenstein con Sciopero, Visconti e Bergman con Sussurri e Grida. Mi hai chiesto degli autori di oggi, questi non sono l’oggi, sono il domani.