Venezia 73 - Pablo Larrain su Jackie: "fedeltà ma anche libertà nel ricostruire la Casa Bianca"
Pablo Larrain racconta l'importanza della ricostruzione della Casa Bianca in Jackie, come abbia fatto e dove abbia scelto di documentarsi
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Lo abbiamo incontrato poche ore dopo la prima proiezione per la stampa del suo film e subito siamo entrati nel vivo con la prima domanda.
“In Jackie la Casa Bianca è un labirinto e quel che volevo era fare in modo che lo spazio fisico avesse un significato psicologico. Abbiamo costruito da zero intere stanze della Casa Bianca. Non potevamo farla tutta, così abbiamo scelto le zone più rilevanti, quelle che sono un’estensione di ciò che lei sta passando”.
Si ma hai anche girato ex novo la trasmissione televisiva in cui Jackie mostrava la casa all’America...
Qui c’è una morte per sparo che fa partire gli eventi, una cosa che capitava anche in Post Mortem…
“Se leggi i report ufficiali ci sono tutti i dati e le informazioni su ciò che è successo. Sono molto precisi. Io invece volevo guardare il mondo dai suoi occhi. Come spesso faccio nei miei film preferisco guardare gli eventi da un punto di vista obliquo stando vicino ai grandi personaggi (forse solo Neruda fa eccezione), è come stare in cucina e ascoltare quel che avviene in salotto. Quando le porte si chiudono nessuno sa cosa sia successo, lì è dove voglio provare ad arrivare. Io non so chi Jackie fosse davvero nè posso dirlo ora ed è quel che mi affascina. È come guardare una montagna o prendere un fantasma, non ci riesci”.
“Non è stato facile anche se lei ha una grande sensibilità. I primi giorni di ripresa stava molto lontana dalla videocamera, poi le ho detto di avvicinarsi, poi qualche giorno dopo le ho chiesto di venire ancora più vicina, poi ancora di più. Certo ho diverse inquadrature ampie eh, ma l'abbiamo avvicinata sempre di più, siamo stati sempre con lei, in ogni scena”.
Sei soddisfatto del film così com’è?
Come ti sei documentato? Hai parlato con qualcuno vicino alla famiglia Kennedy?
“No, ho usato solo ciò che è pubblico. Ho fatto tantissima ricerca ma non volevo realizzare un documentario, volevo fare un film pieno di rispetto ma libero. La Kennedy Foundation ci ha aiutato fornendoci tutte le informazioni che gli abbiamo chiesto, l’esercito anche e il governo pure. Tutti ci hanno spiegato alcune procedure, ma nessuno ha toccato lo script. Abbiamo avuto anche le planimetrie della Casa Bianca per rifarla uguale in scala 1:1”
“La cosa forte è che Jackie si rivolse ad un designer francese per il restauro e quindi molti dei mobili che inserì erano francesi. Noi gli interni li abbiamo girati in Francia, a St. Denis e il nostro scenografo si è recato in tutte le principali compagnie di mobili, molte delle quali ancora avevano gli stampi di quei mobili e quindi li hanno ricostruiti identici. Non somigliano agli originali, sono proprio quella cosa lì. Le tende gialle? Sono esattamente quelle lì, come erano, stesso tessuto, stesso colore”.